A Piazza Affari ci sono titoli che catalizzano l’attenzione dei media e finiscono ogni giorno nei report delle grandi banche. Eppure, spesso, le performance più sorprendenti arrivano da società quasi invisibili, lontane dai riflettori e con scambi quotidiani ridotti al minimo. Sono azioni sottili, poco liquide, che però nascondono bilanci solidi, margini in crescita e prospettive industriali capaci di attirare chi cerca rendimenti fuori dall’ordinario.
Scegliendo con attenzione, nell’ultimo anno era possibile portare a casa guadagni superiori al 230%, trasformando un investimento di 10.000 euro in oltre 33.500. Numeri che battono non solo i conti deposito o i BTP, ma anche le big tech americane e i colossi bancari del Ftse Mib.
Questi titoli sanno correre veloce, ma nascondono insidie che possono tradire gli investitori. Tra tutte, quella della liquidità, perché quando arriva il momento di incassare potrebbe non esserci abbastanza mercato per chiudere l’operazione senza sacrificare parte dei guadagni.
1) Sol
Grafico azioni Sol
Fonte Tradingview
Prendiamo Sol. La società brianzola dei gas tecnici e medicali negli ultimi dodici mesi ha guadagnato circa il 51,8%. Chi avesse messo 5.000 euro un anno fa oggi si ritroverebbe con poco meno di 7.600 euro, con un guadagno netto di circa 1.924 euro. Una crescita tutt’altro che banale, trainata da fondamentali solidissimi. Nel primo semestre 2025 i ricavi hanno sfiorato quota 900 milioni con un margine operativo lordo del 25% e un utile netto di 83 milioni, in aumento a doppia cifra. Non male per un titolo che però, sul listino, sembra quasi invisibile: in un anno viene scambiato meno del 10% del capitale, segno che gran parte delle azioni resta saldamente nelle mani della famiglia fondatrice.
Il rischio per chi investe è molto elevato: se da un lato la società può vantare numeri da campione, dall’altro, con un titolo così sottile bastano poche operazioni per muovere le quotazioni. E qui sta il rischio: i guadagni possono essere eccezionali, ma anche le perdite, in caso di correzioni, rischiano di amplificarsi. Sol, dunque, è il classico esempio di azienda sottovalutata dal mercato che però premia chi sa (e può) investire nel lungo termine.
2) Marino Rosetti
Grafico azioni Marino Rosetti
Fonte Tradingview
La vera sorpresa però è arrivata da Marino Rosetti. Un titolo che per anni ha vivacchiato intorno ai 50 euro con volumi microscopici, salvo poi esplodere nel 2024 grazie a un balzo del fatturato. I ricavi sono balzati da 330 a 580 milioni, l’utile netto è passato da 7 a oltre 29 milioni. Da lì, il mercato si è accorto della piccola società romagnola e le azioni hanno iniziato a correre, arrivando oltre i 200 euro. Chi avesse puntato 5.000 euro dodici mesi fa oggi avrebbe in tasca circa 26.000 euro, con un guadagno del 420%.
Dietro l’exploit, però, resta l’ombra dell’illiquidità. Rosetti è controllata per oltre la metà dalla famiglia attraverso Rosfin, con Saipem al 20% e altri soci stabili che riducono il flottante a meno del 5%. Significa che bastano poche decine di azioni scambiate per far impennare o precipitare le quotazioni. Un rischio enorme per chi entra quando ormai il titolo è sui massimi.
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |