Cosa sono le zone climatiche in Italia e perché ora vogliono cambiarle

Patrizia Del Pidio

20/02/2026

Una proposta di legge vuole cambiare le zone climatiche in Italia. Perchè vogliono cambiarle e cosa comporterebbe per le bollette e per i cittadini.

Cosa sono le zone climatiche in Italia e perché ora vogliono cambiarle

Cosa sono le zone climatiche e perché vogliono cambiarle? Una proposta di legge vorrebbe cambiare le zone climatiche che sono considerate superate. Si vogliono aggiornare le regole che condizionano il rilascio dei titoli edilizi in base alle zone climatiche le quali, fissate nel 1993, non rispecchiano più le reali condizioni meteorologiche. Siccome sono usate per la definizione delle regole tecniche per il rilascio dei titoli edilizi.

L’Italia è divisa in 6 zone climatiche differenti, che vanno dalla A alla F e che suddividono le diverse province in base al clima, misurato in “gradi giorno”: ovvero la differenza tra la temperatura interna di 20 gradi e quella esterna.

Cosa sono le zone climatiche?

Stabilite dal Dpr 412 del 1993 le zone climatiche servono per limitare l’accensione dei riscaldamenti e a definire gli standard energetici degli edifici. Ovviamente il riscaldamento che serve a Palermo non è lo stesso necessario a Bolzano e allo stesso tempo la coibentazione di un fabbricato del Sud non è uguale a quella di uno del Nord, proprio perché la differenza tra esterno ed interno è diversa.

Le zone più fredde (con più gradi giorno) hanno bisogno di maggiore energia a differenza di quelle più calde. In termini pratici le zone climatiche ci dicono che non su tutto il territorio nazionale si ha lo stesso fabbisogno energetico per il riscaldamento degli ambienti.

Le fasce climatiche si basano sui gradi giorno, ovvero la differenza tra temperatura interna di 20 gradi e la temperatura media esterna per ogni giorno dell’anno. Più il risultato dell’operazione è alto e più il clima è rigido in quell’area. Con le zone climatiche non si tiene conto solo della posizione geografica, ma anche dell’altitudine e ogni Comune appartiene a una zona climatica in base al calcolo dei gradi giorno.

La zona climatica, oltre alle tempistiche di uso per gli impianti di riscaldamento, stabilisce anche i requisiti minimi di coibentazione degli edifici e il calcolo degli indicatori prestazionali minimi.

Quali sono le zone climatiche?

Le fasce climatiche italiane sono le seguenti:

  • Zona climatica A: comuni con gradi-giorno inferiori a 600. Appartengono a questa fascia Linosa, Lampedusa e Porto Empedocle.
  • Zona climatica B: gradi-giorno compresi tra 600 e 900. Comprende le province siciliane di Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Siracusa e Trapani, oltre alle calabresi Crotone e Reggio Calabria.
  • Zona climatica C: gradi-giorno compresi tra 901 e 1400. Vi rientrano le province di Bari, Brindisi, Lecce, Taranto, Benevento, Salerno, Napoli, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Sassari, Oristano, Cagliari, Imperia, Latina e Ragusa.
  • Zona climatica D: gradi giorni tra 1401 e 2100. Vi si ritrovano le province di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro, Massa Carrara, Livorno, Grosseto, Lucca, Firenze, Pistoia, Pisa, Prato, Siena, Teramo, Pescara, Chieti, Genova, La Spezia, Savona, Roma, Viterbo, Avellino, Caltanissetta, Foggia, Forlì, Isernia, Matera, Nuoro, Terni e Vibo Valentia.
  • Zona climatica E: gradi-giorno tra 2101 e 3000. Comprende le province di Alessandria, Aosta, Asti, Biella, Novara, Torino, Verbania, Vercelli, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lodi, Lecco, Milano, Varese, Sondrio, Pavia, Bologna, Ferrara, Piacenza, Modena, Parma, Ravenna, Rimini, Reggio Emilia, Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Rieti, Frosinone, Bolzano, Campobasso, Enna, L’Aquila, Perugia, Potenza, Arezzo.
  • Zona climatica F: gradi-giorno superiori a 3000. Comprende quelle di Cuneo, Belluno e Trento.

I periodi di accensione del riscaldamento e i requisiti tecnici minimi per le autorizzazioni dei titoli edilizi variano da una zona climatica all’altra.

Come si vogliono cambiare le zone climatiche?

Le zone climatiche in Italia sono state definite da un Dpr del 1993, quando il clima era estremamente diverso rispetto a oggi. Proprio perché le zone climatiche non sono utilizzate solo per determinare gli orari di accensione dei riscaldamenti, ma anche per rilasciare autorizzazioni e titoli edilizi che si riferiscono a prestazioni energetiche degli immobili, è necessario un aggiornamento ai cambiamenti climatici intercorsi nell’ultimo trentennio.

Nella proposta viene evidenziato che la temperatura media annuale è aumentata dello 0,57% ogni decennio dal 1993 al 2022 e che il riscaldamento invernale è più marcato con un aumento complessivo di circa 1,7°C.

Di fatto si evidenzia che gli inverni sono meno freddi e proprio per questo la domanda di riscaldamento domestico è in calo. Di conseguenza il fabbisogno termico invernale dei fabbricati è minore di quello previsto dalle zone climatiche e allo stesso modo dovrebbero essere adeguati anche i requisiti tecnici.

Cosa cambierebbe?

Prevedendo un bisogno di calore inferiore in inverno verrebbero ridotti anche i requisiti minimi di coibentazione. Allo stesso tempo si ridurrebbero anche i costi per gli impianti termici di circa il 20% e la revisione renderebbe più semplice per i cittadini adeguarsi alla direttiva Case Green perché l’adeguamento degli impianti richiederebbe una spesa minore perché il fabbisogno termico invernale degli edifici al ribasso tra 10% e 20%.

Questo impatterebbe positivamente anche sulle bollette degli italiani, perché nel rideterminare i tempi di accensione del riscaldamento probabilmente ci si renderebbe conto che quelli oggi previsti in condominio sono effettivamente troppo alti. La conseguenza sarebbe un abbattimento dei costi annui sostenuti per il riscaldamento centralizzato.

La proposta di legge è stata presentata lo scorso 25 settembre dalla deputata Giorgia Andreuzza e da altri parlamentari e prevede una delega al Governo per rivedere le regole sull’efficienza energetica che potrebbero avere effetti su isolamento termico, riqualificazione edilizia e calcoli prestazionali.

La proposta di legge chiede al Governo di raggiungere due obiettivi principali:

  • rideterminare le zone climatiche con parametri aggiornati;
  • rivedere le norme regolamentari che definiscono i requisiti di prestazione energetica, collegandoli esplicitamente al rilascio di autorizzazioni e titoli edilizi per edifici pubblici e privati.

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