Cosa rischia chi guarda un film in streaming?

Ilena D’Errico

23/11/2022

28/11/2022 - 16:34

condividi

Chi guarda un film in streaming rischia di essere sanzionato se lo fa in maniera illegale e non affidandosi a valide piattaforme autorizzate.

Cosa rischia chi guarda un film in streaming?

Guardare un film in streaming è una prassi davvero molto diffusa e ciò non stupisce, considerando la possibilità di vedere quello che si desidera comodamente dalle mura di casa. Oltre alle classiche e rinomate piattaforme con abbonamento, non è così difficile trovare servizi di streaming gratuito online. Chi cade in questa tentazione, tuttavia, dovrebbe ponderare attentamente i rischi di volta in volta.

Non è detto che lo streaming, anche gratuito, sia illegale sempre. Questo dipende dall’eventuale copyright dei contenuti e dai diritti che lo spettatore o la piattaforma possiedono in merito. Allo stesso tempo, un fattore determinante è l’origine del contenuto e il tipo di fruizione che ne fa lo spettatore.

Guardare un film in streaming, scaricarlo o condividerlo sono azioni molto differenti, perciò anche le conseguenze sono variabili. In generale però, il semplice fruitore del contenuto non va incontro a discipline particolari, a meno che il suo comportamento non sia aggravato da determinate azioni vietate.

Quando lo streaming è reato

Non c’è dubbio sul fatto che violare il diritto d’autore di un’opera, proprio come film o serie-tv, sia illegale. Esiste a riguardo lo specifico reato di diffondere illegalmente a scopo di lucro opere protette da copyright, per il quale sono previste la detenzione da 6 mesi a 3 anni, oltre alla multa da 2.582 euro a 15.493 euro.

La definizione è già molto chiara nel definire la casistica, cioè il reato si configura quando un soggetto compie in contemporanea tutte queste azioni:

  • Diffonde un contenuto protetto da copyright.
  • La diffusione avviene in modo illegale, perché non sono stati acquisiti i diritti dal titolare.
  • Lo streaming avviene per motivo di lucro, ossia dietro pagamento.

La tutela del diritto d’autore rimane centrale, ma è intuitivo che lo scopo di lucro rappresenti una circostanza considerata particolarmente grave. Per questa ragione, se il diffusore mette lo streaming a disposizione in modo gratuito non rischia la detenzione, bensì una multa da 52 euro a 2.065 euro.

Questo è ciò che la legge prevede per i soggetti che diffondono lo streaming, che incide direttamente sulla posizione degli utenti, in modo facilmente comprensibile. La circostanza portante del reato è però la diffusione dei contenuti, e venuta questa a mancare il reato non sussiste.

I rischi reali per chi guarda un film in streaming

Quando il film ottenuto illegalmente non viene condiviso, cioè è utilizzato a fini personali, l’unico rischio è quello di una sanzione amministrativa. Ad oggi, però, la normativa non include in modo completo le conseguenze per il semplice spettatore, concentrandosi per il momento sul soggetto che scarica i contenuti.

L’articolo 174 della Legge sul diritto d’autore punisce chiunque compia un download di un contenuto protetto da copyright con una sanzione che va da 134 euro a 1.032 euro, in base al numero dei file scaricati. Anche in questo caso la ragione è facilmente rintracciabile: scaricando il contenuto la violazione del copyright avviene in modo perpetuo ed esiste la possibilità concreta che ne avvenga la diffusione, magari dietro un eventuale pagamento.

I giuristi non hanno ancora rintracciato un parere unanime sulle applicazioni di questo articolo al semplice guardare un film, anziché scaricarlo. Secondo alcuni questo comportamento può essere assimilato a quello descritto dalla legge e perciò sanzionato in maniera eguale.

Altre opinioni, invece, tengono conto della Legge sul diritto d’autore in modo molto più letterale e restrittivo, affermando che chi guarda un film, o un qualsiasi altro contenuto in streaming, sostanzialmente non rischia nulla. Il consiglio preferibile è comunque quello di usare molta prudenza e soprattutto consapevolezza, perché la casistica specifica viene affrontata in modo dettagliato se la condotta viene denunciata.

Ad esempio, la corte di Giustizia Ue in una sentenza del 2017 ha sancito anche la responsabilità dell’utente, il quale aveva deliberatamente usufruito di un servizio illegale, tra l’altro adoperandosi per farlo. Non è da escludere, perciò, che questo principio continui a replicarsi, confermando la responsabilità degli utenti anche quando non compiono alcun download.

Argomenti

# Reato

Iscriviti a Money.it