Cosa prevede la nuova riforma delle pensioni in Olanda?

Redazione Money Premium

6 Settembre 2025 - 07:02

Il passaggio dal piano pensionistico tradizionale a un modello collettivo solleva dubbi su sostenibilità, rendimenti e protezione dei pensionati, mettendo a rischio la stabilità del sistema

Cosa prevede la nuova riforma delle pensioni in Olanda?

I Paesi Bassi sono da tempo considerati un modello per il loro sistema pensionistico ben finanziato e gestito con attenzione. Tuttavia, garantire pensioni generose a una popolazione che invecchia si sta rivelando altrettanto costoso qui come nel resto d’Europa. La riforma in corso cerca di affrontare questo problema, ma porta con sé nuove sfide per pensionati e mercati finanziari.

Tradizionalmente, il sistema combinava un beneficio statale modesto con un piano fornito dai datori di lavoro più generoso e sicuro. Oggi i piani a beneficio definito sono gradualmente sostituiti da un piano contributivo collettivo, che trasferisce parte del rischio dagli enti pensionistici agli individui.

Il nuovo modello è un sistema collettivo in cui i lavoratori contribuiscono al fondo comune, che investe le risorse. Al momento del pensionamento, l’importo della pensione dipende dai risultati degli investimenti. I partecipanti possono scegliere una rendita fissa, simile a quella tradizionale, oppure una rendita variabile, che fluttua in base ai mercati finanziari.

Questo approccio condivide il rischio tra tutti i partecipanti, ma introduce nuove incertezze: se i fondi sottoperformano a causa di scelte politiche o di mercato, i pensionati subiscono direttamente le conseguenze.

Il cambiamento ha già creato turbolenze. La domanda di obbligazioni a lungo termine è diminuita, perché i giovani investono più in azioni e i pensionati più anziani optano per portafogli più rischiosi. Ciò non elimina il rischio di tasso d’interesse, ma lo trasferisce agli individui, che vedranno fluttuare più intensamente la loro pensione rispetto al passato.

Inoltre, la riduzione dell’investimento in strumenti tradizionali a basso rischio compromette la stabilità finanziaria del sistema e la sicurezza dei pensionati, aumentando la loro esposizione ai mercati azionari e alle oscillazioni economiche.
Un altro elemento controverso riguarda gli investimenti sostenibili. I fondi olandesi hanno cercato di integrare criteri ambientali, sociali e di governance, ma la loro performance è stata incostante. Alcuni grandi gestori internazionali sono stati esclusi dai mandati perché considerati insufficientemente sostenibili.

Il problema principale è che l’approccio sostenibile limita le possibilità di investimento e, in caso di perdite dovute a vincoli politici o etici, sono i pensionati a sopportare il rischio. La concentrazione su settori come la tecnologia, pur favorevole in alcuni periodi, aumenta la volatilità complessiva del fondo.

Il confronto tra piani a beneficio definito e piani contributivi mostra che entrambi hanno limiti: i primi sono costosi e onerosi per i datori di lavoro, i secondi trasferiscono il rischio sui singoli. La riforma olandese, pur tentando di combinare i vantaggi di entrambi i sistemi, rischia di ottenere il peggio di ciascuno: pensioni più volatili, maggiore esposizione ai mercati e difficoltà nel garantire rendimenti stabili.

Il caso olandese rappresenta un monito per tutti i Paesi con popolazioni che invecchiano: senza soluzioni efficaci e condivise, la sostenibilità dei sistemi pensionistici è messa a dura prova.

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