Cosa c’entra Cipro con la guerra in Iran

Alessandro Nuzzo

04/03/2026

Ecco perché Israele ha deciso di attaccare le basi militari britanniche sull’isola di Cipro con alcuni droni.

Cosa c’entra Cipro con la guerra in Iran

C’è una nuova guerra in atto, questa volta nel Golfo Persico, dopo che Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, uccidendo anche la Guida Suprema Ali Khamenei. Ufficialmente i due Paesi alleati hanno sferrato l’attacco per costringere Teheran a rinunciare alle sue ambizioni nucleari e alla costruzione di ordigni atomici.

L’offensiva si sta sviluppando attraverso raid aerei con droni e missili, ai quali l’Iran sta rispondendo con lanci di missili e droni contro basi americane presenti in vari Paesi del Golfo Persico, come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait. Allo stesso tempo Teheran ha colpito anche Israele con attacchi missilistici.

In tutta l’area si respira una tensione crescente, soprattutto in zone molto turistiche come i distretti di Dubai e Abu Dhabi, ma anche Doha, capitale del Qatar, che sarebbe stata presa di mira da attacchi dell’esercito iraniano.

Nella notte tra l’1 e il 2 marzo, però, un attacco iraniano ha preso di mira anche la piccola isola di Cipro, che rappresenta il confine orientale dell’Unione Europea. Un raid con droni è stato lanciato contro l’isola, costringendo alcuni jet britannici a decollare per intercettare i velivoli senza pilota. Tuttavia almeno un drone sarebbe riuscito a oltrepassare le difese, colpendo la base militare britannica di Akrotiri.

Ma perché l’Iran ha deciso di prendere di mira proprio Cipro? Dietro questa scelta potrebbero esserci diversi motivi.

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Perché l’Iran ha attaccato Cipro

Anche se spesso lontana dai riflettori mediatici, l’isola di Cipro ha un ruolo strategico per il controllo dell’area mediorientale da parte dei Paesi occidentali. Inoltre il Paese è uno stretto alleato di Israele, con cui mantiene rapporti commerciali, energetici e di intelligence. L’isola vive anche una delicata situazione interna: la parte meridionale è a maggioranza greco-cipriota, mentre quella settentrionale è sotto controllo turco.

Il Regno Unito, che controllava l’isola fino all’indipendenza ottenuta negli anni Sessanta, mantiene ancora oggi alcune basi militari strategiche sul territorio, utilizzate per monitorare l’intera regione del Medio Oriente. Non è ancora chiaro quale fosse l’obiettivo preciso dell’attacco iraniano, ma secondo alcune ricostruzioni i droni, partiti dal Libano, avrebbero preso di mira proprio le basi britanniche, ritenute da Teheran possibili piattaforme utilizzate dagli Stati Uniti per lanciare operazioni contro l’Iran.

L’attacco sarebbe arrivato dopo che Londra avrebbe autorizzato Washington a utilizzare le basi cipriote per operazioni militari nella regione. Questa versione, tuttavia, è stata successivamente smentita, anche se restano molti dubbi su quanto realmente accaduto.

La risposta iraniana potrebbe anche essere interpretata come un segnale diretto contro un Paese molto vicino a Israele, considerato da Teheran uno dei principali nemici. La collaborazione tra Israele e Cipro si estende ormai a diversi ambiti strategici. Sul piano della sicurezza, i servizi di intelligence dei due Paesi cooperano strettamente e in più occasioni hanno contribuito a sventare attentati.

A questo si aggiunge una crescente integrazione economica. Negli ultimi anni l’aumento degli investitori israeliani nel mercato immobiliare cipriota ha suscitato un intenso dibattito politico interno, tanto che il partito di opposizione ha chiesto di introdurre limiti agli acquisti immobiliari da parte di cittadini extra-UE.

Anche il turismo ha registrato numeri record: nel 2025 circa 590.000 visitatori israeliani hanno scelto l’isola come meta di vacanza. Un ruolo chiave nella cooperazione bilaterale è inoltre rappresentato dall’energia. In questo contesto si inserisce il progetto Great Sea Interconnector, un cavo sottomarino dal valore di circa 2,5 miliardi di euro che collegherà le reti elettriche di Israele, Cipro e Grecia, creando un vero e proprio ponte energetico nel Mediterraneo orientale.

Proprio questi stretti rapporti con Israele potrebbero aver reso la posizione di Cipro più vulnerabile nel contesto della crisi internazionale. Le tensioni sull’isola sono cresciute rapidamente e la popolazione guarda con preoccupazione all’evolversi della situazione. La Francia ha annunciato l’invio di navi da guerra al largo dell’isola per rafforzare la sicurezza, mentre il Regno Unito ha iniziato a evacuare parte della popolazione che vive nelle vicinanze delle basi militari britanniche.

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