Cos’è il Money Management?

Lorenzo Bagnato

04/12/2023

Dal risparmio alla gestione del rischio, il money management può aiutare a migliorare le proprie finanze personali. In questa guida vedremo cos’è il money management e alcuni consigli utili.

Cos’è il Money Management?

Cos’è il money management? Dalla pianificazione degli investimenti mensili sul mercato azionario alla gestione di asset multimiliardari da parte di società finanziarie globali, il money management può avere una miriade di significati diversi.

In generale, tuttavia, il money management può essere definito come il processo di gestione del budget, risparmi e investimenti che un individuo esegue su base settimanale, mensile o annuale. L’obiettivo finale del money management è l’aumento del patrimonio personale, la mitigazione del rischio e l’aumento del potenziale di guadagno.

Esistono molte regole e suggerimenti riguardanti il money management. In questo articolo menzioneremo alcuni concetti più ampi e alcuni consigli personali.

Il money management include anche la gestione del rischio, il concetto di pianificazione e mitigazione del rischio finanziario. Il rischio è una parte intrinseca del trading ed esistono molti modi per evitare di perdere troppo, così come di riprendersi da una serie di transazioni infruttuose.

Quindi vediamo cos’è il money management e come può aiutare ad creare la propria fortuna personale.

Cos’è il money management?

Il concetto base di money management prevede la pianificazione dell’utilizzo futuro delle risorse per essere finanziariamente stabili e, se possibile, aumentare il patrimonio personale.

Il money management nella finanza personale può aiutare a migliorare la qualità della vita senza uno stipendio extra o una promozione. La gestione personale del denaro richiede disciplina e coerenza, oltre ad alcuni concetti di conoscenza finanziaria generale di cui parleremo in seguito.

Una mamma single che pianifica di risparmiare 50 euro alla fine del mese e un istituto finanziario multinazionale che organizza un portafoglio di investimenti da 1 miliardo di miliardi di dollari per il prossimo anno stanno, in linea di principio, facendo la stessa cosa.

Il money management aziendale è l’insieme complesso di strategie aziendali che un’azienda deve adottare per raggiungere i propri obiettivi. Sebbene non tutti gli individui debbano necessariamente occuparsi del money management (anche se è altamente consigliato), questa diventa una necessità per qualsiasi azienda che voglia rimanere a galla.

Il money management aziendale include l’analisi di attività e passività, il flusso di cassa ed i ricavi vs costi. Alcune aziende, tuttavia, hanno nel loro modello di business l’idea stessa di money management. Questo è il caso di grandi istituzioni finanziarie come Blackrock e Vanguard, che gestiscono asset finanziari globali per un valore di molte migliaia di dollari.

Money management: 5 cose da sapere per migliorare le finanze personali

Prima di iniziare a investire, ci sono alcune azioni importanti da intraprendere per risanare le finanze personali. In linea di principio, il money management dovrebbe aiutare ad avere una solida base finanziaria prima di iniziare a investire.

Ecco 5 consigli di money management per migliorare la finanza personale:

  • Crea un budget mensile realistico: ognuno di noi ha abitudini di spesa, esigenze finanziarie, entrate mensili e spese essenziali diverse. Il primo passo per una buona money management è definire un budget mensile in base a tutti questi elementi,
  • Traccia le tue spese: avere un budget mensile ideale è ottimo, ma può essere completamente inutile se le spese effettive superano le previsioni. Per una buona gestione delle proprie finanze è fondamentale sapere esattamente quanta spesa si sostiene ogni mese,
  • Tagliare le spese inutili: avere un abbonamento streaming utilizzato l’ultima volta 6 mesi fa non è esattamente una buona strategia di money management. Una volta monitorata la spesa mensile, sarà più facile vedere quali sono effettivamente utili e quali sono completamente e assolutamente inutili,
  • Avere obiettivi di spesa a lungo termine: l’obiettivo finale del money management è, ovviamente, avere una migliore qualità della vita. Un’auto migliore, una casa migliore, un’istruzione migliore per figli e nipoti. Sognare obiettivi di spesa a lungo termine non è dannoso per il money management, è esattamente il suo scopo.
  • Crea una strategia di investimento: tuttavia, la maggior parte degli obiettivi a lungo termine non saranno raggiungibili solo attraverso il risparmio. Questo è il motivo per cui gli investimenti sono una parte essenziale del money management. Tuttavia, prima di addentrarsi nel mondo del trading, è fondamentale avere in mente una strategia di investimento.

Infine, c’è una regola importante da tenere a mente per la gestione base del denaro: la “formula 50-30-20”. In breve, questa formula dice che, del budget mensile, il 50% dovrebbe essere utilizzato per le spese essenziali (affitto, generi alimentari…), il 30% per le cura personale (intrattenimento, hobby...) e il 20% dovrebbe essere risparmiato o investito.

Sebbene il 20% possa sembrare una piccola quantità, la natura esponenziale degli investimenti garantirà (o almeno dovrebbe) un aumento costante del budget mensile e quindi degli investimenti mensili, e così via.

Money management: 7 cose da sapere per migliorare gli investimenti

Una volta che la strategia di base di money management inizia ad aiutare a migliorare le finanze personali, è finalmente possibile avvicinarsi al mondo del trading e degli investimenti.

Il mondo degli investimenti, tuttavia, è una bestia a sé stante, un vaso di Pandora che può essere estremamente pericoloso se non affrontato con cautela.

Ecco 7 consigli utili per gli investitori alle prime armi:

  • Investire nel business, non in azioni: il mercato azionario è sempre estremamente volatile, soggetto a ogni sorta di esternalità positive e negative. Se un’azienda è solida, le sue azioni cresceranno nel lungo termine anche se dovesse affrontare un declino a breve termine a causa, ad esempio, di una recessione globale,
  • Diversificare: un consiglio fondamentale per i trader alle prime armi è quello di non investire mai troppo in un titolo. La diversificazione mitiga il rischio e riduce le perdite,
  • Non investire mai più del 2-3% del proprio capitale in un’azione: ricollegandosi al punto della diversificazione, sarebbe bene investire (e quindi rischiare) l’ammontare minore possibile su un singolo assett finanziario,
  • Individuare il drawdown: il «drawdown» è un termine tecnico per indicare il rischio massimo che un trader può prendere. Sapere questo valore è fondamentale per stabilire una strategia di trading valida.
  • Utilizza stop-loss: molte app di trading dispongono di diversi strumenti tecnici per aiutare a ridurre le perdite durante l’investimento. Il più importante di questi strumenti è lo stop-loss: essenzialmente il trader seleziona un importo massimo che è disposto a perdere e l’app esce automaticamente dall’operazione una volta raggiunto tale importo.
  • Attieniti al piano: non c’è niente di più frustrante per un investitore che uscire da un’operazione appena prima che inizi a diventare redditizia. Non importa quanto un titolo possa scendere, può sempre salire. L’uso degli stop-loss dovrebbe essere quello che mitiga il rischio, non il panico a breve termine,
  • Tenere un diario di trading: imparare dagli errori passati è il modo migliore per non commetterli mai più. Tenere un diario di trading e studiarlo regolarmente migliorerà le strategie future del trader e garantirà una crescita stabile in termini di esperienza e successo.

Money management: 2 formule utili

Per gli investitori alle prime armi, ci sono due formule che possono aiutare a gestire le attività di trading, rivelando se vale la pena o meno una determinata operazione. La prima di queste formule è il cosiddetto “Criterio di Kelly”:

K = L - (1-W)/R

Dove K è il risultato della singola operazione, W è la probabilità di vincere l’operazione e R è la probabilità di perdere l’operazione.

Ad esempio, se il trader inserisce un’operazione per vincere 400 euro, ma non vuole perdere più di 100 euro, può utilizzare il criterio di Kelly per vedere se questa particolare operazione ne vale la pena. Prendiamo, ad esempio, un’operazione con un 40% di probabilità di vincita e un 60% di probabilità di perdita:

(0,4 x 400) - (0,6 x 100) = €160 - €60 = €100 di risultato positivo
Molto probabilmente questo scambio frutterà €100 per il trader.

Infine, un’altra formula utile per il money management negli investimenti è la Formula di Williams:

K = (C x R) / D

Dove K è, ancora una volta, il risultato della singola operazione; C è il capitale investito, R è la percentuale di rischio e D è l’importo massimo che il trader è disposto a perdere.

Utilizzando lo stesso esempio di prima, con il trader che investe 200 euro, otteniamo:

(€200 x 0,6) / €100 = 1,2% risultato previsto = €240
Questa operazione molto probabilmente frutterà €40 per il trader

Queste formule sono da considerarsi strumenti utili, ma non certezze assolute. Infatti, oltre al money management, gli investimenti dispongono di un’ampia gamma di strumenti e indicatori tecnici che aiutano i trader a guidare i loro processi.

Qual è la differenza tra money management e gestione del rischio?

Anche se a volte i due concetti possono avere lo stesso significato, in realtà la gestione del rischio fa parte del money management.

La gestione del rischio si riferisce alla mitigazione del rischio durante un investimento. Come abbiamo detto prima, investire è un’attività intrinsecamente rischiosa e dovrebbe essere gestita con cura.

Warren Buffett, l’investitore più ricco della storia e la quinta persona più ricca del mondo, ha raggiunto un patrimonio netto di 119 miliardi di dollari a 93 anni solo attraverso investimenti “frugali”. Warren Buffett crede nella pazienza: investire denaro in investimenti sicuri e aspettare che crescano da soli.

Oltre alla gestione del rischio, tuttavia, il money management comprende anche il concetto di risparmio e position sizing.

Il primo è autoesplicativo: pianificare i propri risparmi futuri in base alle entrate future. Il secondo, il concetto di position sizing, necessita di qualche spiegazione aggiuntiva.

Position sizing si riferisce ancora una volta al mondo del trading e degli investimenti. È il concetto di pianificazione del capitale da investire in ciascuna posizione e la sua distribuzione su diversi asset.

In breve, il money management è un concetto ampio che include la gestione del rischio, il risparmio e il position sizing.

Esempio pratico

Vediamo quindi come si applicano le regole del money management. Questo esempio potrà infatti chiarire le idee e mostrare l’importanza della gestione del rischio.

Una delle regole fondamentali del money management, come abbiamo detto prima, è non rischiare mai più del 2-3% del proprio capitale su un singolo posizionamento.
La tabella sottostante vi mostrerà la differenza tra rischiare una piccola percentuale del capitale rispetto al rischio di una percentuale più elevata.

Rischio del trader: 2% vs 10% su ogni trade

TradeTotale2% di rischioTradeTotale10% di rischio
Conto per trade Conto su ogni trade
1 $20,000 $400 1 $20,000 $2,000
2 $19,600 $392 2 $18,000 $1,800
3 $19,208 $384 3 $16,200 $1,620
4 $18,824 $376 4 $14,580 $1,458
5 $18,447 $369 5 $13,122 $1,312
6 $18,078 $362 6 $11,810 $1,181
7 $17,717 $354 7 $10,629 $1,063
8 $17,363 $347 8 $9,566 $957
9 $17,015 $340 9 $8,609 $861
10 $16,675 $333 10 $7,748 $775
11 $16,341 $327 11 $6,974 $697
12 $16,015 $320 12 $6,276 $628
13 $15,694 $314 13 $5,649 $565
14 $15,380 $308 14 $5,084 $508
15 $15,073 $301 15 $4,575 $458
16 $14,771 $295 16 $4,118 $412
17 $14,476 $290 17 $3,706 $371
18 $14,186 $284 18 $3,335 $334
19 $13,903 $278 19 $3,002 $300

Si può notare una grande differenza tra il rischiare il 2% del vostro conto rispetto al rischio del 10% su ogni singolo trade.
Se vi capitasse di registrare una serie negativa di posizionamenti perdendo per 19 operazioni consecutive vi trovereste ad avere solo 3.002 dollari rischiando il 10% su ogni transazione e muovendo da un conto iniziale di 20.000 dollari.

Perdereste così oltre l’85% del vostro conto. Se aveste rischiato solo il 2% avreste ancora 13.903$ - per una perdita di solo il 30% del totale del conto. Una bella differenza.

Naturalmente, l’ultima cosa che vorremmo è trovarci in una situazione in cui si registra una perdita per 19 operazioni di fila. Ma anche con una perdita di 5 posizionamenti consecutivi ci si presenta un’enorme differenza tra il rischiare il 2% e il 10% del proprio capitale.

Nel primo caso avreste ancora $18.447, mentre nel secondo solo $13.122.

Il punto che questo esempio vuole sottolineare è che dovete impostare le regole di gestione del denaro in modo che in un periodo di drawdown avrete comunque un capitale sufficiente per rimanere in gioco.
Non dovrete inoltre mai pensare “a me non succederà mai”, perché la volatilità del mercato può giocare brutti scherzi.

Come massimizzare i profitti

Registrare una perdita per un posizionamento sbagliato capita a qualsiasi trader ed è proprio per questo motivo che è importante una formazione approfondita e consapevole riguardo un corretto money management , il cui scopo è la massimizzazione del profitto e la riduzione al minimo delle perdite, a prescindere dal sistema di trading.

Vediamo adesso un altro esempio che vi illustrerà qual è la percentuale che dovreste guadagnare per portarvi al pareggio nell’eventualità di perdere una certa percentuale del vostro conto.

Loss of% Required to get back
Capital to breakeven
10% 11%
20% 25%
30% 43%
40% 67%
50% 100%
60% 150%
70% 233%
80% 400%
90% 900%

Si può vedere che quanto più si perde, più è difficile tornare all’ammontare originale del conto di partenza. Questo è un motivo ulteriore per cui si dovrebbe fare tutto il possibile per proteggere e preservare il proprio ammontare.

Si dovrebbe rischiare solo una piccola percentuale in modo che si possa sopravvivere alle sequenze perdenti e anche per evitare un drawdown di grandi dimensioni.

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