Il coronavirus in Italia è stabile: cosa significa?

La curva dei contagi in Italia resta stabile, secondo le ultime indicazioni dell’Istituto Superiore della Sanità. Cosa significa? La situazione coronavirus è davvero sotto controllo? Le ultime indicazioni

Il coronavirus in Italia è stabile: cosa significa?

Coronavirus Italia: qual è la situazione? Nell’ultima analisi dell’Istituto Superiore della Sanità è emerso che la curva dei contagi non sta più scendendo.

Cosa significa? Il quadro epidemiologico nazionale resta stabile, una notizia in parte rassicurante poiché non segnala peggioramenti. Da un altro punto di vista, però, il dato significa che il virus circola ancora, in alcuni parti d’Italia anche a ritmi piuttosto sostenuti, tanto da non consentirne una reale diminuzione.

Attenzione sempre al massimo, quindi, per gli esperti. Ecco cosa significa per l’Italia avere un livello coronavirus stabile.

In Italia curva contagi stabile: la situazione

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, ha dato una sintetica indicazione di quanto sta accadendo in Italia sul fronte coronavirus in questo mese di luglio:

“Negli ultimi 30 giorni, la situazione del coronavirus Sars-CoV-2 in Italia è stabile, ma si rileva a livello geografico un’incidenza a 3 velocità, con focolai un po’ ovunque. La trasmissione continua in tutte le aree del Paese e gli asintomatici sono adesso una categoria prevalente. Dobbiamo anche guardare a cosa succede oltreconfine.”

La stabilità indica un duplice dato: non ci sono peggioramenti o picchi significativi di contagi e, dall’altro lato, il calo dei positivi si è fermato.

La spiegazione di questa ultima tendenza è ben chiara nelle parole dell’esperto: il virus sta ancora circolando e i cluster ci sono. Alcune regioni sono osservate speciali, come il Lazio, dove nella giornata del 29 luglio si sono triplicati i casi rispetto alle precedenti 24 ore.

In più, i numeri rivelano che nell’arco di due settimane, i nuovi positivi hanno registrato un aumento del 28%.

Allarmismo? No, dicono gli esperti, considerando che l’Italia è ben lontana dagli scenari da seconda ondata che si stanno palesando in giro per l’Europa.

Tuttavia, i casi ci sono ancora, anche con ricoveri, sebbene non più in terapia intensiva e la presenza di asintomatici sempre più marcata deve mettere in guardia sulle misure precauzionali.

Ci si attende un calo della curva dei contagi, per superare anche questa stabilità che non lascia completamente tranquilli.

COVID e regioni: cosa succede?

L’analisi giornaliera e settimanale dei dati sui contagi si concentra soprattutto sulle singole regioni.

Nelle ultime ore il focus si è concentrato su Lazio, Marche, Campania, Sicilia, Puglia. Il livello di attenzione si innalza quando si superano i 10 contagi giornalieri, come sta accadendo in questi territori, finora piuttosto sotto controllo.

Le regioni con incremento a doppia cifra, quindi, non sono soltanto le più colpite in assoluto, come Lombardia, Veneto, Piemonte. I contagi si stanno diffondendo un po’ ovunque, sia per i casi importati - soprattutto nel Lazio con gli arrivi dall’estero - sia per i contatti familiari, sul lavoro e gli assembramenti da vacanza.

L’estate all’insegna del coronavirus in Italia, quindi, resta tutta da monitorare.

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