Conviene comprare azioni Leonardo oggi? Il titolo è ancora in rally

Laura Naka Antonelli

14/03/2025

Inarrestabile la corsa delle azioni Leonardo e già da un po’, con nuovi ordini e piano europeo volto a creare un sistema di difesa comune. I complimenti di Giorgetti.

Conviene comprare azioni Leonardo oggi? Il titolo è ancora in rally

Nuova pioggia di buy sulle azioni Leonardo, che hanno terminato la sessione odierna del Ftse Mib di Piazza Affari volando di oltre il 7% e superando quota 47 euro.

Dopo una breve, seppur forte ritirata, il titolo del colosso della difesa è tornato a puntare con decisione verso l’alto, in un momento in cui le azioni del settore della difesa si confermano ben comprate in attesa che l’Europa si muova per dotarsi di un proprio sistema di difesa comune. Tra rumor, promozioni e aspettative, va detto che Leonardo beneficia anche di alcune notizie che confermano il successo del suo business.

Novità sull’arrivo di nuove commesse per Leonardo hanno fatto salire ulteriormente le azioni. I numeri di Borsa confermano l’euforia per le azioni. In cinque giorni di contrattazioni, i titoli sono balzati di oltre l’8,5%. Nell’ultimo mese il rialzo è stato superiore al 48%, mentre la performance a tre mesi è di un balzo di oltre +83%. Tanto che è stato lo stesso ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, due giorni fa, a commentare il nuovo piano industriale presentato dal gigante lo scorso 12 marzo: “Complimenti, sono fortunati in questo momento ”. Giorgetti ha continuato: “Sono fortunati come lo sono state le aziende che producono energia quando l’energia è andata alle stelle, come quelle che producono farmaci al tempo del Covid. Leonardo è un’azienda, io faccio il Ministro”. La domanda per gli investitori è in ogni caso d’obbligo: dopo la corsa delle azioni, e in un contesto in cui alcuni analisti hanno individuato altre due perle del settore difesa, conviene scommettere ancora su Leonardo oppure no?

Leonardo, il grande annuncio dei nuovi ordini di 30 elicotteri da Dallas

In primo piano l’annuncio, arrivato nella giornata di ieri 13 marzo 2025 dell’accordo per nuovi ordini di circa 30 elicotteri (AW109 GrandNew, AW169, A139 e AW189) che Leonardo ha ricevuto in occasione del salone internazionale Verticon di Dallas: “Vendite per circa 30 elicotteri di vario tipo presso diversi operatori, per un valore complessivo di circa 370 milioni di euro e consegne attese tra il 2026 e il 2028”. Ordini che si aggiungono a “ contratti preliminari per 15 elicotteri monomotore di nuova generazione AW09 destinati a clienti in Europa e nel Sudest Asiatico”.

Non solo: “Leonardo ha anche annunciato l’ingresso in nuovi mercati, in particolare a supporto dell’industria energetica e per missioni di soccorso con i modelli AW169 e AW189 e la fornitura delle più recenti tecnologie di simulazione per l’addestramento dei piloti, comprendenti anche il simulatore in realtà virtuale VxR”.

In generale, le azioni Leonardo hanno continuato a correre anche dopo l’arrivo della notizia tanto attesa: quella del piano comune per la difesa UE che è stato presentato dalla presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen.

In una lettera inviata lo scorso 4 marzo ai capi di Stato e di governo dell’Unione europea, von der Leyen ha presentato il piano ReArm Europe.

L’Europa è pronta a riarmarsi per far fronte a due minacce: quella rappresentata da una Russia di Vladimir Putin che, in caso di una vittoria sull’Ucraina, potrebbe decidere di espandersi ulteriormente in Europa e la seconda, che vede allontanarsi quell’ombrello protettivo che ha sempre blindato il continente europeo negli ultimi anni: lo scudo made in USA.

L’America di Donald Trump non è più quella di Joe Biden, pronta a soccorrere l’Ucraina e a sostenere l’Europa contro le mire espansionistiche di Putin.

La nuova America è quella che, pur vestendo i panni del paciere tra Kiev e Mosca, vuole pensare innanzitutto ai propri affari, senza spendere più troppi soldi, soprattutto per aiutare l’Europa a difendersi.

In questo nuovo contesto geopolitico, con l’UE pronta a darsi una mossa e, a quanto pare, a creare quell’esercito comune che da tanti anni è stato auspicato dagli europeisti più convinti, l’ex presidente della BCE ed ex Presidente del Consiglio Mario Draghi in primis, i colossi della difesa sono indubbiamente quelli che hanno molto da guadagnare, pregustando l’arrivo di commesse miliardarie.

Leonardo, il rally delle azioni dura da anni: +415% negli ultimi tre anni

Va detto che il rally delle azioni Leonardo non è un fenomeno episodico.

Tutt’altro: è da mesi, se non anni, che le azioni stanno correndo.

Basta fare un paragone tra il rialzo dell’indice Ftse Mib di Piazza Affari e quello dei titoli del colosso: nell’ultimo anno di contrattazioni alla borsa di Milano le azioni Leonardo sono schizzate di oltre il 120%, (in tre anni il trend è di un rally poderoso, pari a oltre il 415%.

Da inizio 2025, le azioni Leonardo sono volate di oltre l’81%, rispetto al rally di tutto rispetto del Ftse Mib, che è stato tuttavia di un rialzo decisamente meno importante. Il listino di Piazza Affari ha guadagnato infatti il 13% YTD ed è in progresso di quasi il 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Non solo: le azioni Leonardo continuano a essere premiate da continui upgrade.

I rating e i target price sulle azioni Leonardo da parte degli analisti I rating e i target price sulle azioni Leonardo da parte degli analisti Rating e target price sulle azioni Leonardo da parte del consensus degli analisti. (Fonte, Leonardo).

Azioni Leonardo, cosa dice il consensus degli analisti

Cosa prevede il consensus degli analisti per le azioni Leonardo? Conviene acquistare il titolo, già reduce da forti fiammate?

In realtà, guardando al valore medio dei target price che sono stati pubblicati dagli esperti che seguono le azioni, si nota che la prospettiva non è di un rialzo rispetto ai valori attuali, quanto di una flessione, che dovrebbe portare i titoli a scendere a un valore medio di 40,40 euro rispetto agli attuali 47 euro.

I target price sulle azioni Leonardo variano, visto che il range va da un minimo di 25,10 euro a un massimo di 52 euro.

Tra le mosse recenti degli strategist, occhio a quella della divisione di ricerca di Banca Akros che, lo scorso 30 gennaio 2025, ha rivisto al ribasso il rating sul titolo da “Buy” ad “Accumulate”, aumentando il target price da 29 a 32 euro.

Il titolo continua a beneficiare in generale dell’opinione positiva di diversi analisti.

Dal consensus emerge che, nel mese di marzo, su 15 analisti che hanno avviato una copertura sulle azioni, 4 hanno valutato le azioni “Strong Buy, mentre 7 hanno sponsorizzato il titolo con un rating “Buy”; 3 hanno consigliato di tenere il titolo in portafoglio con un rating “Hold”, a fronte di un 1 solo “Sell”.

Nella sessione di ieri 13 marzo 2025, una nuova promozione è arrivata dalla divisione di ricerca di Deutsche Bank, che ha alzato il target price di ben 10 euro, dal livello precedentemente atteso di 36 euro a quota 46 euro.

Tra le novità, la decisione degli analisti di Jefferies, annunciata sempre ieri, di avviare la copertura sulle azioni del gruppo con un rating “Buy.

Agli inizi di marzo, si è messa in luce anche l’ottima nota firmata da JPMorgan, che ha rivisto al rialzo il target price sulle azioni Leonardo con un maxi upgrade, che ha portato il prezzo obiettivo a balzare a 44 euro dai precedenti 33,50 euro.

Ma indubbiamente, tra le previsioni più bullish compare ora quella di Jefferies, che ha annunciato un target price di ben 52 euro per azione, rispetto agli attuali 47 euro circa.

Oggi, 14 marzo 2025, spuntano anche altri rumor. Secondo quanto apprende Radiocor, Leonardo Infrastrutture starebbe per ricevere una nuova commessa da parte di Airbus.

Già cliente della divisione di Leonardo per quanto riguarda la fornitura di grandi componenti strutturali per i modelli A321 e A220, Airbus starebbe definendo “un ulteriore ordine relativo a componenti dell’A220 che saranno realizzate negli impianti della divisione di Nola e Pomigliano”.

Nelle ultime settimane, Leonardo ha beneficiato inoltre di altre indiscrezioni sul possibile sostegno che il governo Meloni darebbe all’acquisto da parte del colosso italiano della difesa delle attività militari di Iveco. Una operazione che, secondo Intermonte, ha riportato Radiocor, sarebbe “possibile nel contesto di una riorganizzazione della difesa terrestre europea finalizzata ad aumentare la produzione di droni, che costano meno, ma scalano su volumi elevati”.