Contraffazione, cos’è, quando è reato e cosa si rischia

Ilena D’Errico

11 Aprile 2024 - 00:18

Tutto quello che c’è da sapere sulla contraffazione, quando costituisce un reato e quali rischi ci sono dal punto di vista legale per chi acquista merce contraffatta.

Contraffazione, cos’è, quando è reato e cosa si rischia

Sentiamo spesso parlare di contraffazione, ma non sempre è chiaro quali comportamenti costituiscono un reato. Molti prodotti sono infatti così palesemente finti da ricordare in modo quasi ironico gli originali, mantenendo magari le stesse caratteristiche estetiche ma a costi sensibilmente ridotti. Senza dover ricordare quanto questo tipo di azione danneggia l’economia e i lavoratori, vediamo quali sono le conseguenze legali per chi vende o acquista merce contraffatta.

Cos’è la contraffazione

La contraffazione è l’imitazione non autorizzata di uno specifico prodotto o di un marchio e riguarda sia le proprietà industriali (marchi, segni distintivi, invenzioni) che le proprietà letterarie e artistiche, ovvero i diritti d’autore. Una borsa che sembra appartenere a un famoso marchio senza esserlo davvero o un e-book spacciato per la nuova opera di uno scrittore noto sono entrambi esempi di merce contraffatta.

I prodotti contraffatti possono risultare da imitazioni più o meno accurate, a volte sono difficili da riconoscere persino da un occhio esperto, mentre in altri casi è piuttosto evidente che si tratta di imitazioni. Di norma, ciò che accomuna la merce contraffatta è il prezzo di vendita, decisamente più basso rispetto alle tariffe applicate sugli originali, talvolta in modo decisamente paradossale.

In questi casi, tendenzialmente i consumatori e i clienti dovrebbero accorgersi che non stanno acquistando la merce originale e che non si tratta di una semplice offerta. Di solito, infatti, questi prodotti sono venduti per incontrare le esigenze dei clienti che vogliono un prodotto con determinate caratteristiche estetiche a buon prezzo. Allo stesso tempo, non sono così rare le vere e proprie truffe, con prodotti contraffatti minuziosamente e venduti a costi molto simili agli originali.

Quando è reato (e quando no)

La contraffazione è un reato prettamente economico, perché il danno maggiore è subito proprio dalle imprese e dalle economie. Naturalmente, questo reato ha conseguenze terribili anche per i consumatori che, oltre alle eventuali truffe, non godono delle tutele previste dalla legge e dei requisiti di sicurezza. Ciò si fa particolarmente rilevante quando la contraffazione interessa prodotti cosmetici e farmaceutici, ricambi per auto e generi alimentari.

Si parla di reato perché anche la sola contraffazione è punita dal Codice penale, il quale vieta di imitare o alterare marchi e segni distintivi conosciuti, così come di usare marchi e brevetti contraffatti. Non c’è reato se il marchio, pur registrato, è sconosciuto.

La vendita della merce contraffatta costituisce un illecito a sé stante. In particolare è vietato detenere a fini di vendita, vendere e mettere in circolazione la merce contraffatta a fini di profitto. Non rileva il prezzo applicato, né tantomeno l’effettivo guadagno ottenuto.

Comprare merce contraffatta contribuisce senza dubbio questo tipo di mercato, ma non è sempre un reato. In particolare, secondo la Cassazione non è punibile la condotta di chi acquista e detiene a soli fini personali dei prodotti contraffatti.

Acquistare i prodotti per rivenderli o distribuirli integra, invece, il reato di ricettazione. Differentemente da quanto previsto per la vendita, in questo caso il reato scatta anche se non c’è profitto, ad esempio se la merce contraffatta viene regalata. Indipendentemente da ciò, l’acquisto configura un illecito amministrativo.

Esiste tuttavia un’ipotesi in cui la contraffazione, in tutte le fasi che la riguardano, non costituisce un reato. Ciò riguarda i prodotti contraffatti in modo grossolano, in cui le differenze rispetto agli originali sono visibili a occhio nudo e senza particolari approfondimenti. Secondo la giurisprudenza, affinché si possa parlare di contraffazione grossolana non deve esserci l’imitazione del marchio, per quanto poco convincente.

Cosa si rischia

Si evince che la contraffazione è punita in tutti i vari passaggi che interessano il prodotto, ma con uno schema di sanzioni differenti. In particolare, la sola alterazione o contraffazione è punita dall’articolo 473 del Codice penale con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa da 2.500 a 25.000 euro. Soggiace alla stessa pena chi immette i prodotti nello Stato a fini di profitto.

Le pene salgono rispettivamente fra 1 e 4 anni e da 3.500 a 35.000 per la contraffazione di brevetti, disegni e modelli industriali. La vendita di merce contraffatta è invece punita dall’articolo 474 del Codice penale con la reclusione fino a 2 anni e la multa fino a 20.000 euro.

Il reato di ricettazione è punito con la reclusione da 2 a 8 anni e la multa da 516 a 10.329 euro, salvo la presenza di aggravanti. Infine, l’acquisto è punito con una sanzione da 100 a 7.000 euro, con la possibilità di pagamento ridotto entro 60 giorni dalla violazione, a meno che anche il cliente sia stato ingannato e possa provarlo o altrimenti si tratti di un falso grossolano.

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