Concessioni TV: Mediaset può dormire sonni tranquilli?

Dopo l’annuncio del governo sulla volontà di rivedere anche le concessioni televisive, gli occhi sono puntati su Mediaset. Buffagni assicura: “Non faremo guerra a nessuno, chi non ha ricevuto favori non ha da temere”

Concessioni TV: Mediaset può dormire sonni tranquilli?

Il governo si appresta a mettere mano alle concessioni, rivedendo non solo i contratti che lo Stato ha in essere con chi gestisce le autostrade italiane, ma anche quelli siglati in altri settori cruciali, compreso quello delle telecomunicazioni.

Presto potrebbero essere rivisti infatti anche le concessioni televisive, come confermato ieri in una intervista al Corriere della Sera dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e come ribadito oggi sul Messaggero dal suo collega di governo Stefano Buffagni, con delega sottosegretario agli Affari regionali e autonomie.

Il rimaneggiamento dei contratti, a detta dell’esecutivo, si rende necessario per “fare ordine” e mettere fine a eventuali favori di cui alcune aziende hanno fino ad oggi beneficiato.

Nel mirino del governo, anche Mediaset. Che questa mattina soffre a Piazza Affari: il titolo della società di Berlusconi, al momento della scrittura, sta perdendo l’1,15% e viene scambiato a 2,66 euro.

Mediaset può dormire sonni tranquilli?

L’annuncio del governo ha messo in allarme molte della aziende concessionarie in Italia. A cominciare da Mediaset, preoccupata per le possibili conseguenze che un cambiamento negli accordi – in termini di durata e di tassazione - potrebbero avere sulle sue attività.

Oggi, però, in una intervista al Messaggero, Buffagni ha sottolineato che a muovere l’operato dell’esecutivo non ci sono pregiudizi verso qualcuno e che non si vuole fare “la guerra a nessuno”.

In particolare, sull’azienda di Berlusconi, l’esponente dei 5 Stelle ha dichiarato:

“Chi non ha ricevuto trattamenti di favore può dormire tranquillo. Se la concessione è stata fatta bene, se non ha ricevuto favori, non ha nulla da temere. Ad esempio sono contento del percorso che Mediaset sta facendo su Ei Tower escono dalla gestione delle infrastrutture delle reti. Un segnale positivo”.

Privati benvenuti, ma vengono prima i cittadini

Insomma, il governo vuole evitare che i privati facciano ricavi spropositati attraverso la gestione di beni pubblici e che quindi appartengono a tutti. Per questo, Buffagni tiene a precisare che “il privato è sempre benvenuto, ma noi dobbiamo difendere gli interessi del pubblico ”.

Ora però, spiega ancora il sottosegretario,

“è finito semplicemente il tempo dei favori agli amici. In passato, come per le autostrade, sono state fatte valutazioni eccessivamente benevole e stiamo studiando le carte per vedere se esistono i presupposti per aumentare i ricavi a favore dello Stato e dunque dei cittadini”.

I settori in cui la gestione di beni pubblici è affidata ai privati attraverso le concessioni sono innumerevoli: si va – per citarne alcuni- dall’energia alle infrastrutture, dalle telecomunicazioni ai rifiuti, dal commercio ambulante alle scommesse sportive.

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