Come variare o chiudere la partita Iva

Caterina Gastaldi

1 Agosto 2022 - 17:30

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Ecco le modalità da seguire per poter modificare o chiudere la propria partita Iva nel modo corretto.

Come variare o chiudere la partita Iva

Cosa succede quando si deve cambiare o aggiungere un codice ATECO alla propria partita Iva, oppure si decide di chiuderla, e qual è il processo corretto da seguire in questi casi?

Pur non potendo modificare in alcun modo il codice specifico della partita Iva stessa, è possibile apportare delle modifiche, quando necessario, seguendo l’apposito iter. Anche nel momento in cui si decidesse di chiuderla bisognerebbe muoversi seguendo sempre le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Vediamo di seguito come e in che quali occasioni si può agire, e quali possono essere le conseguenze nel caso in cui non si rispettino le giuste tempistiche o non si apportino le modifiche necessarie.

Cambiare la partita Iva

Il numero identificativo della partita Iva di un libero professionista, un’azienda, o un artigiano, non può mai essere modificato. L’unico modo in cui qualcuno può decidere di avere un altro numero di partita Iva è chiudere quella che ha e aprirne una seconda.

Si possono però apportare delle modifiche alla partita Iva stessa, andando così a cambiare i dati inseriti. Nello specifico questa operazione avviene quando l’attività che si pratica in qualità di libero professionista cambia oppure a questa se ne aggiungono altre nel corso del tempo.

In questo caso sarà necessario andare a modificare il codice ATECO o aggiungerne uno o più di uno a quello che già si sta utilizzando, per poter essere in regola con il fisco e, tra le altre cose, poter fare la dichiarazione dei redditi correttamente.

In generale, se si dovessero andare ad apportare modifiche alla propria partita Iva, a uno degli elementi indicati nella dichiarazione di inizio attività, questi si dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate utilizzando gli stessi moduli necessari per l’apertura della partita Iva stessa, ovvero i AA9/11 e AA7/10.

Come variare o aggiungere codici ATECO

La procedura da seguire in questo caso è molto simile a quella che si utilizza per l’apertura della partita Iva. Infatti è necessario comunicare l’aggiunta o la variazione dei codici in questione proprio utilizzando moduli AA9/11 e AA7/10.

I moduli sono disponibile direttamente sul portale dell’Agenzia delle Entrate e la procedura di comunicazione può essere eseguita in autonomia oppure con il supporto di terzi, come, per esempio, il proprio commercialista. Nel caso in cui, inoltre, fosse anche coinvolta la Camera di Commercio, allora oltre a utilizzare i moduli AA9/11 o AA7/10, bisognerà anche procedere con l’avvio di una pratica telematica con il portale Starweb.

Tramite questo processo tutta la documentazione riguardante l’aggiunta o la modifica del codice ATECO viene inviata sia alla Camera di Commercio stessa, sia a tutti i diversi enti interessati, come Suap.

Nel caso in cui non si facessero le dovute modifiche o aggiunte al codice ATECO e alla propria partita Iva si rischiano delle sanzioni che partono da 516 euro, per arrivare fino a 2.064 euro.

Come chiudere la partita Iva

Nel caso in cui non si svolgesse più l’attività come libero professionista o, per qualche ragione, si desiderasse cambiare il proprio numero di partita Iva, bisogna procedere con la chiusura della stessa.

L’unico modo per variare il numero della partita Iva, infatti, è proprio chiudendo la precedente e aprendone una nuova. Non esiste altra modalità. Il numero in questione si può considerare una specie di codice fiscale della partita Iva, ed è quindi immodificabile.

Nel momento in cui si decide di chiuderla, comunque, anche questa comunicazione dovrà avvenire tramite l’invio del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, compilando la sezione specifica dedicata a questo processo.

Le partite Iva rimaste inattive per un tempo pari a tre anni, e che quindi non hanno svolto attività di impresa ovvero attività artistiche o professionali per le tre annualità precedenti, vengono chiuse d’ufficio da parte dall’Agenzia delle Entrate. Il contribuente, in questo caso, riceverà una comunicazione che lo informerà dell’avvenimento.

Come inviare il modello AA9/12

L’invio del modello AA9/12 può avvenire in tre modalità differenti, a discrezione del contribuente:

  • di persona, a un qualsiasi sportello dell’Agenzia delle Entrate presente sul territorio nazionale;
  • utilizzando il software specifico messo a disposizione dall’Agenzia sul portale dedicato, disponibile sia per utenti windows, sia per quelli mac;
  • infine, telematicamente senza doversi appoggiare al software, attraverso la piattaforma fisconline dell’Agenzia delle Entrate, disponibile sull’App store o altri servizi similari, sia per Android, sia per iOS. In questo caso sarà necessario essere in possesso di un’identità digitale (SPID) ed essere registrati sul portale in questione.

La presentazione può avvenire sia direttamente da parte dell’interessato, sia da terzi, a patto che abbiano ricevuto l’apposita delega.

Le tempistiche da rispettare

Tutte le comunicazioni, sia quelle riguardanti la variazione o l’aggiunta di un’attività, sia quelle relative alla chiusura della stessa, devono essere inviate all’Agenzia delle Entrate entro massimo 30 giorni dalla data di variazione o cessazione dell’attività, utilizzando una qualsiasi delle modalità disponibili.

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