Se nel 1993 avessi investito 10.000 euro oggi ne avresti oltre 250.000. È quello che è successo davvero a chi è rimasto investito nel mercato americano.
Comprare azioni è una delle strategie più efficaci per costruire ricchezza nel lungo periodo. Ma c’è un modo ancora più semplice ed efficiente, secondo Warren Buffett e altri investitori di successo, per partecipare alla crescita dei mercati: investire in ETF.
Ma c’è una regola fondamentale da seguire.
Come 10.000€ diventano in 250.000€ con questi ETF
Sulla carta è semplice. Nella realtà, un po’ meno. Perché nessuno, nemmeno Warren Buffett, è mai riuscito a comprare ai minimi e vendendo ai massimi. Berkshire Hathaway è entrata su ETF come lo SPDR S&P 500 ETF Trust e il Vanguard S&P 500 ETF solo nel 2019, per poi uscirne a fine 2024, portando comunque a casa un guadagno vicino al 120%.
Facciamo un esempio reale. Cosa sarebbe successo se nel 1993 avessi investito nello SPY? Con 15 milioni di lire (equivalenti a 10.000 dollari) avresti comprato 227 quote a un prezzo di 44 dollari. Anno dopo anno, reinvestendo i dividendi, quelle 227 quote sarebbero diventate circa 413 quote. Oggi, con lo SPY intorno ai 700 dollari, il valore complessivo sarebbe di circa 293.000 dollari, ovvero poco più di 250.000 euro.
Se invece lo stesso investimento fosse stato fatto nel 2010, scegliendo il più recente Vanguard S&P 500 ETF (VOO), il punto di partenza sarebbe stato di circa 124 quote acquistate a poco più di 100 dollari. Dopo 15 anni, le quote sarebbero diventate circa 162, per un valore complessivo di circa 105.000 dollari, pari a 83.000 euro.
In valore assoluto lo SPY ha fatto meglio, semplicemente perché ha avuto più anni per crescere. Ma su base annua è il VOO a vincere il confronto, con circa il 12% di rendimento medio contro il 10,4%.
Questi ETF, che replicano l’indice S&P 500, hanno storicamente garantito rendimenti costanti nel lungo termine. Sfruttando il potere dell’interesse composto, è possibile aspettarsi una crescita simile in futuro, specie in un contesto di mercati solidi e in espansione.
Sebbene i risultati del passato non garantiscano quelli futuri, il principio resta valido. Ed è lo stesso che Buffett ripete da anni: per la maggior parte degli investitori, un ETF sull’S&P 500 a basso costo resta una delle scelte più solide per guadagnare soldi nel lungo termine.
I segreti del successo di questo ETF
Vediamo di seguito le caratteristiche principali che rendono questi ETF un investimento così interessante nel lungo periodo:
1) Tempo: uno dei fattori chiave che ha permesso all’ETF SPDR S&P 500 e al Vanguard S&P 500 ETF di eccellere è il tempo. Il primo è stato lanciato nel gennaio 1993 e ha accumulato un rendimento medio annuo del 10,4%, con un rendimento cumulativo del 2.830% in 30 anni. A confronto, un investimento simile nell’ETF Vanguard S&P 500, che è entrato nel mercato più tardi, avrebbe generato un rendimento del 580%. La differenza nel rendimento è principalmente attribuibile al tempo: l’ETF SPDR ha beneficiato di più di due decenni di crescita del mercato e del reinvestimento dei dividendi.
2) Diversificazione: entrambi gli ETF investono in un ampio paniere di 500 società, spaziando tra vari settori e industrie. Questo approccio non solo riduce il rischio derivante da una eccessiva concentrazione, mitigando l’impatto di eventuali cali di valore di singole azioni, ma consente anche di trarre vantaggio da trend di mercato e opportunità di crescita. Storicamente, investire in un ETF che replica l’andamento dell’S&P 500 ha dimostrato di essere una strategia vincente nel lungo termine. Questi ETF sono estremamente liquidi, permettendo all’investitore di vendere rapidamente le quote sul mercato.
3) Ribilanciamento: gli ETF vengono costantemente ribilanciati con l’aggiunta e l’eliminazione di azioni nel portafoglio del fondo, in modo da garantire che le migliori performance rimangano nel portafoglio, mentre le azioni che mostrano rendimenti scadenti vengano sostituite. Questo approccio consente di massimizzare i rendimenti nel tempo.
4) Gestione dei costi: l’ETF SPDR S&P 500 ha un costo annuo medio dello 0,0945% ed è già è particolarmente competitivo rispetto ad altri fondi, che possono presentare costi significativamente più elevati. Mantenere bassi i costi di gestione contribuisce a un potenziale aumento dei rendimenti, specie nel lungo periodo. Per questo motivo, oggi gli investitori preferiscono l’ETF Vanguard S&P 500 con un rapporto di spesa annuale (TER) dello 0,03%.
Piccole percentuali che su un investimento di 10.000 euro diventano circa 850 euro (1.000 dollari) in più in poco più di 15 anni. Ma è sul lungo periodo che il divario si allarga: in 30 anni si parla di circa 7.000 dollari, cioè oltre 6.000 euro.
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |