Giovedì, nella stessa giornata di riunione della BCE, il Dipartimento del Tesoro ha tenuto le aste di titoli sovrani a medio e lungo termine. La prima, avente responsabilità di politica monetaria sull’intera UEM, ha ritoccato di 0,25 basis point i tassi, portandoli al 2,50%. In verità il mercato se ne aspetta ancora altri da qui a un annetto, dato che i prezzi energetici stanno salendo per cui il rischio inflazione è più vivo che mai.
La circostanza ha tante implicazioni economiche, incluse quelle che coinvolgono un rialzo degli yield obbligazionari. E difatti i rendimenti finali sulle 3 aste MEF del 10/09/’26 sono risultate tutte in risalita. Il BTP Fx 3% in scadenza il 15/09/2029 ha esitato uno yield del 3,43%, il BTP Tf 3,35% Sep33 il 3,98% e il BTP Tf 2,15% Mz72 il 4,61%. A quest’ultimo riguardo vediamo come sfruttare il BTP con cedola al 2,15% e a sconto del 46% sul prezzo finale.
Gli esiti dell’asta del 10 settembre 2026
Dopo una lunga parentesi temporale, il Tesoro ha riproposto in asta un nuovo slot del BTP più lungo ad oggi esistente in casa MEF. Si tratta del Matusalemme con matricola ISIN IT0005441883, emesso il 1° marzo 2021 e in scadenza allo stesso giorno del 2072, tra 45,47 anni residui. L’importo dell’8° tranche ordinaria è stato di 750 milioni di euro, per un importo in circolazione di 9,4 mld di €. Venerdì 11 poi si sommerà anche l’importo dell’asta supplementare (la 9°), per cui la soglia dei 10 mld di € di flottante sarà meno distante.
La domanda è stata buona, pari a 1,341 mld di € per un rapporto di copertura a 1,79. Al termine delle operazioni di assegnazione, il prezzo e il rendimento esitati sono stati, nell’ordine, 53,94 centesimi il 1° e del 4,61% il 2°. La data di regolamento, infine, sarà per tutti martedì prossimo, il 15 settembre.
Un bond adatto per la Strategia Barbell
Ora, l’enorme durata residua lo rende anzitutto un titolo adatto a chi persegue la Strategia Barbell. Si tratta di una tecnica anche detta “del bilanciere” perché, appunto, bilancia il capitale (in questo caso: della componente obbligazionaria) in titoli corti e lunghi. Cioè si lascia volutamente scoperta la parte centrale (in termini di durata residua) per esporsi solo sui due estremi temporali. Il grosso del capitale affluisce sul breve o medio-corto termine (da 12 a 48 mesi, per esempio) e il resto sui bond lunghi. I primi danno discreti guadagni a rischio di mercato molto contenuti, i secondi servono invece per i recuperi dei loro corsi nel ungo termine.
Un titolo di Stato per investitori aggressivi
Ai trader in bond, invece, interesserà più l’elevata duration al 21,83% e la volatilità annua all’11,679% del BTP Mz72. Inoltre c’è che il prezzo attuale di mercato sul MOT (a 53,53 centesimi al tempo dell’articolo) è anche il minimo annuo, mentre quello storico è stato a 48,45 in data 4 ottobre 2023. In pratica ci troviamo a ridosso dei minimi YTD (prezzo massimo YTD: 61,72) e non tanto distanti da quelli di sempre.
L’obbligazione, quindi, si presenta come un prodotto con leva incorporata, nel senso che quando i tassi torneranno a scendere i prezzi correranno sul MOT. Difficile dire quando e di quanto le valutazioni si riprenderanno, ma di certo c’è che si muovono tanto, al rialzo come al ribasso. È un aspetto che può dare soddisfazioni se si è nel verso giusto del trend, e da sfruttare a seconda dei propri orizzonti temporali.
Investire nel bond Matusalemme in chiave successoria
Un’altra spendibilità di portafoglio sarebbe quella di chi privilegia la pianificazione successoria nutrita da un flusso cedolare incassato nel frattempo. Spieghiamo meglio il concetto.
Non tutti gli investitori retail di un bond come il BTP Tf 2,15% Mz72 ne vedranno la naturale scadenza nel 2072. Nel caso di un 20enne o 30enne le probabilità sono alte o medio-alte, ma già per un 40enne le stime calano vistosamente, e sono davvero molto basse per un 50enne.
Ora, sul piano fiscale c’è che i titoli di Stato e i buoni fruttiferi postali sono esenti dalle imposte di successione. Pertanto simili strumenti possono trovare accoglimento in un portafoglio titoli un domani destinato a figli e/o nipoti. Fino a quel momento si incasseranno le cedole semestrali, mentre oggi si è sicuri di acquistare un bond quasi a metà prezzo rispetto al valore di rimborso finale. Detta in altre parole, tra 45,47 anni gli eredi incasseranno quasi il doppio del controvalore investito oggi. In tal modo l’obbligazione presenta almeno tre vantaggi (esenzione imposte, prezzo di ingresso, flusso cedolare a lungo termine) in un prodotto solo.
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In ultimo citiamo la spendibilità di portafoglio in chiave recupero delle minusvalenze fiscali. Il recente, generalizzato rialzo degli yield consente di entrare a sconto su molti bond, e nel caso del Matusalemme esso è anche notevole. In ottica di lungo termine, quindi, è elevata la probabilità di rivendere a prezzi maggiori, mentre la certezza a 100 è solo a scadenza.
Ora, la differenza tra i due prezzi, cioè di entrata e di uscita o di entrata e di rimborso finale, genererà una plusvalenza in capital gain tassata al 12,50%. In futuro tali surplus potranno essere spesi per recuperare parte delle minus nel frattempo nate da ETF o azioni di Borsa (entro 4 anni). In tal senso l’operazione si rivelerebbe utile nell’efficientare la fiscalità del portafoglio titoli del piccolo investitore.