Come segnalare un negozio che imbroglia sui saldi?

Emanuela Ceccarelli

21 Giugno 2026 - 14:00

Al via i saldi estivi 2026, ma occhio alle truffe. Scopri come riconoscere i finti sconti, cosa prevede la legge e come segnalare i negozi disonesti.

Come segnalare un negozio che imbroglia sui saldi?

La stagione dei saldi estivi è ufficialmente alle porte, a partire da sabato 4 luglio 2026 prenderanno il via i 60 giorni di prezzi scontati in Italia. C’è chi aspetta un’intera stagione per rinnovare il guardaroba o concedersi uno sfizio rimandato per mesi; purtroppo però, tra le occasioni da non perdere è facile imbattersi in comportamenti disonesti.

Come sottolineato da Sabrina Greci, presidente dell’Associazione Foro Nazionale dei Consumatori, pratiche come la truffa dello sconto o simili non danneggiano solo i clienti, ma anche l’intera categoria dei venditori onesti. Tuttavia, esistono numerosi modi per tutelarsi, sia nei negozi fisici sia online, con anche ampie possibilità di segnalare le irregolarità alle autorità competenti.

Le pratiche scorrette più comuni: cosa dice la legge

Il Codice del Consumo chiarisce che una pratica commerciale, ivi compresa la pubblicità, è da considerarsi scorretta qualora induca il consumatore a compiere scelte che altrimenti non avrebbe fatto. Principalmente le scorrettezze si dividono in due categorie. Da una parte troviamo le pratiche ingannevoli (art. 21-23), che consistono in comportamenti o informazioni fuorvianti in grado di indurre il consumatore in errore su elementi essenziali come il prezzo oppure la reale convenienza di un prodotto; come per esempio la truffa del finto sconto basato su un prezzo iniziale gonfiato artificialmente. Sotto questo aspetto la legge è molto chiara, la riduzione di prezzo annunciata deve essere calcolata sul prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti l’inizio dei saldi.

Dall’altra vi sono le pratiche aggressive (art. 24-26), caratterizzate da modalità di pressione indebita sul consumatore, attraverso molestie o condizionamenti psicologici e fisici. Un caso frequente è quello di far sentire il cliente impossibilitato a lasciare un locale senza aver prima sottoscritto un contratto.

Le nuove insidie dello shopping online

Il boom dello shopping online ha aperto la strada a nuove insidie per i consumatori. In particolar modo, Carmelo Calì, presidente nazionale di Confconsumatori, richiama l’attenzione su due fenomeni particolarmente diffusi nell’era degli e-commerce. Il primo è il Buy Now Pay Later (acquista ora, paga dopo), una formula con cui è possibile dilazionare il pagamento in poche rate apparentemente a tasso zero. Dietro la semplicità dell’attivazione di questo servizio, però, si nascondono spesso condizioni contrattuali poco evidenti. Ad esempio, gli interessi di mora elevati applicati in caso di ritardo sul pagamento rischiano di trasformare una spesa contenuta in un debito cospicuo.

Il secondo fronte segnalato da Confconsumatori riguarda i finti tassi zero e il credito revolving. In alcuni casi, la promessa di una rateizzazione agevolata può celare al consumatore meno attento l’attivazione inconsapevole di una linea di credito con un plafond ben superiore al valore dell’acquisto; per esempio, un fido da 1.500 euro per una spesa di 250 euro. Questa soluzione può comportare l’iscrizione nelle banche dati creditizie e l’applicazione di tassi d’interesse elevati sulle somme utilizzate. L’invito da parte di Calì è di pretendere sempre la consegna e la lettura del documento informativo europeo (SECCI) prima della sottoscrizione.

Come segnalare un negozio o una truffa

Pur non essendoci obblighi di legge in tal senso, quando si riscontra un comportamento scorretto da parte di un commerciante o di un servizio online, è essenziale procedere con la segnalazione. Nel caso in cui l’irregolarità venga notata direttamente all’interno del negozio, il consumatore può richiedere l’intervento della Polizia Municipale. Il cui reparto Annona si occupa proprio del rispetto delle norme sul commercio e può intervenire sul posto per verificare la segnalazione e applicare eventuali sanzioni. In alternativa, è possibile rivolgersi alla Guardia di Finanza contattando il numero di pubblica utilità 117.

Nel caso in cui l’irregolarità dovesse emergere dopo l’acquisto è possibile rivolgersi alle associazioni dei consumatori, come l’Associazione Foro Nazionale dei Consumatori, il Codacons o Confconsumatori. Per quanto riguarda le pratiche scorrette online, il riferimento principale è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. La segnalazione può essere inviata compilando un modulo online direttamente sul sito dell’AGCM.

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