Come ricevere 500 euro netti al mese con i BTP? I titoli da valutare

Flavia Provenzani

3 Ottobre 2026 - 07:54

I BTP pagano le cedole ogni sei mesi, ma combinando sei titoli con date di stacco diverse si può incassare ogni mese.

Come ricevere 500 euro netti al mese con i BTP? I titoli da valutare

Chi decide di investire in titoli di Stato per avere un flusso di reddito mensile in entrata, piccolo o grande che sia, si scontra con il limite della cadenza tipicamente semestrale con cui i BTP pagano le cedole. Ma questo limite può essere superato combinando più titoli. Considerando che ogni BTP stacca la cedola in due mesi fissi, a sei mesi di distanza l’uno dall’altro (ad esempio gennaio e luglio, febbraio e agosto, e così via), bastano quindi sei titoli, uno per ciascuna “coppia” di mesi, per ricevere una cedola ogni mese dell’anno.

Vediamo quanto capitale serve per incassare 500 euro netti al mese, quali BTP si prestano meglio a tale strategia e quali scelte cambiano il risultato. Tutti i calcoli si basano sui prezzi di riferimento del 1° ottobre 2026 sul MOT di Borsa Italiana.

Quanto nominale serve per ogni BTP scelto?

L’obiettivo dichiarato, a puri fini esplicativi, è ricevere 500 euro netti ogni mese. Poiché ciascun titolo paga due volte l’anno, ognuno dei sei BTP deve garantire una cedola semestrale netta di almeno 500 euro.

Prendiamo il BTP 3,45% con scadenza 15 luglio 2031, dove il 3,45% è il tasso annuo. Su 100 euro di valore nominale il titolo paga 3,45 euro lordi l’anno, divisi in due cedole semestrali da 1,725 euro ciascuna. Mu ogni cedola lo Stato trattiene il 12,5% di imposta. Di 1,725 euro, quindi, se ne pagano 0,216 di tasse e all’investitore ne arrivano 1,509, l’87,5% della cedola lorda.

A questo punto basta una divisione: se ogni 100 euro di nominale rendono 1,509 euro netti a semestre, per arrivare a 500 euro servono 500 diviso 1,509, cioè 331,26 volte 100 euro, ovvero 33.126 euro di nominale. Sul MOT i BTP si comprano a multipli di 1.000 euro, quindi il nominale sale a 34.000 euro, che garantiscono una cedola netta di 513,19 euro a semestre.

Il nominale però non è quanto si spende poiché il titolo si compra al prezzo di mercato, espresso in percentuale del nominale. A quota 97,19, ad esempio, 34.000 euro di nominale costano il 97,19% di 34.000, cioè 33.044,60 euro. Più alta è la cedola, meno nominale serve per arrivare a 500 euro, ma i titoli con le cedole più alte di solito quotano sopra 100 e alla scadenza rimborsano solo 100.

Ipotesi di strategia 1: comprare meno BTP possibile

Se l’obiettivo è impegnare meno capitale, per ogni coppia di mesi potrebbe convenire il BTP con la cedola più alta.

Mesi di incassoISINTitoloPrezzoNominaleCapitaleCedola netta semestraleRendimento netto a scadenza
Gennaio/luglio IT0005595803 BTP 3,45% 15/07/2031 97,19 34.000 33.044,60 € 513,19 € 3,69%
Febbraio/agosto IT0003256820 BTP 5,75% 01/02/2033 107,94 20.000 21.588,00 € 503,13 € 3,64%
Marzo/settembre IT0004532559 BTP 5% 01/09/2040 101,68 23.000 23.386,40 € 503,13 € 4,25%
Aprile/ottobre IT0005542359 BTP Green 4% 30/10/2031 99,64 29.000 28.895,60 € 507,50 € 3,61%
Maggio/novembre IT0001444378 BTP 6% 01/05/2031 108,16 20.000 21.632,00 € 525,00 € 3,34%
Giugno/dicembre IT0005519787 BTP 3,85% 15/12/2029 99,87 30.000 29.961,00 € 505,31 € 3,43%

Servirebbero 158.507,60 euro per 156.000 euro di nominale e le cedole nette ammonterebbero a 6.114,50 euro l’anno, in media 509,54 euro al mese.

Ma c’è un prezzo da pagare. Il BTP 6% 2031 si compra a 108,16 e a scadenza rimborsa 100 e quindi su 20.000 euro di nominale si perdono 1.632 euro. Lo stesso vale per il BTP 5,75% 2033, che ne perde 1.588. Nel complesso, a scadenza il portafoglio restituisce 2.507,60 euro meno di quanto è costato ed è per questo che il rendimento netto medio, ponderato sul capitale investito, si ferma al 3,65%.

Ipotesi strategia 2: scegliere i BTP che rendono di più

Se invece l’obiettivo è il rendimento complessivo, per ogni coppia di mesi si può valutare di scegliere il BTP con il rendimento netto a scadenza più alto.

Mesi di incassoISINTitoloPrezzoNominaleCapitaleCedola netta semestraleRendimento netto a scadenza
Gennaio/luglio IT0005595803 BTP 3,45% 15/07/2031 97,19 34.000 33.044,60 € 513,19 € 3,69%
Febbraio/agosto IT0003934657 BTP 4% 01/02/2037 94,87 29.000 27.512,30 € 507,50 € 4,15%
Marzo/settembre IT0004532559 BTP 5% 01/09/2040 101,68 23.000 23.386,40 € 503,13 € 4,25%
Aprile/ottobre IT0005542359 BTP Green 4% 30/10/2031 99,64 29.000 28.895,60 € 507,50 € 3,61%
Maggio/novembre IT0005544082 BTP 4,35% 01/11/2033 100,02 27.000 27.005,40 € 513,84 € 3,83%
Giugno/dicembre IT0005494239 BTP 2,50% 01/12/2032 90,73 46.000 41.735,80 € 503,13 € 3,91%

Il capitale sale a 181.580,10 euro, 23.072,50 euro in più rispetto alla prima strategia, per un reddito praticamente identico (6.096,56 euro netti l’anno, 508,05 euro al mese).

In cambio, il rendimento netto medio sale al 3,89% poiché diversi titoli si comprano sotto la pari. Il caso più evidente è il BTP 2,50% 2032: con una cedola così bassa servono 46.000 euro di nominale per arrivare a 500 euro a semestre, ma il titolo costa 90,73 e a scadenza rimborsa 100. E il guadagno di 4.264,20 euro arriva tutto alla fine, non sotto forma di reddito. Nel complesso, a scadenza il portafoglio restituisce 6.419,90 euro più di quanto è costato.

Ipotesi strategia 3: un mix di scadenze tra il 2029 e il 2034

Le due strategie hanno un difetto comune: le scadenze sono molto distanti tra loro, dal 2029 al 2040 e chi preferisce un orizzonte più compatto può valutare di scegliere titoli con scadenze tra il 2029 e il 2034.

Mesi di incassoISINTitoloPrezzoNominaleCapitaleCedola netta semestraleRendimento netto a scadenza
Gennaio/luglio IT0005595803 BTP 3,45% 15/07/2031 97,19 34.000 33.044,60 € 513,19 € 3,69%
Febbraio/agosto IT0003535157 BTP 5% 01/08/2034 103,59 23.000 23.825,70 € 503,13 € 3,87%
Marzo/settembre IT0005560948 BTP 4,20% 01/03/2034 98,59 28.000 27.605,20 € 514,50 € 3,93%
Aprile/ottobre IT0005542359 BTP Green 4% 30/10/2031 99,64 29.000 28.895,60 € 507,50 € 3,61%
Maggio/novembre IT0005544082 BTP 4,35% 01/11/2033 100,02 27.000 27.005,40 € 513,84 € 3,83%
Giugno/dicembre IT0005519787 BTP 3,85% 15/12/2029 99,87 30.000 29.961,00 € 505,31 € 3,43%

Servono 170.337,50 euro, con cedole nette per 6.114,94 euro l’anno e un rendimento netto medio del 3,72% e, a scadenza, il portafoglio restituisce 662,50 euro più di quanto è costato.

Le tre strategie a confronto:

_ Meno capitale Più rendimento Scadenze 2029-2034
Capitale investito 158.507,60 € 181.580,10 € 170.337,50 €
Cedole nette annue 6.114,50 € 6.096,56 € 6.114,94 €
Rendimento netto medio a scadenza 3,65% 3,89% 3,72%
Differenza tra rimborso e costo -2.507,60 € +6.419,90 € +662,50 €
Prima scadenza dicembre 2029 luglio 2031 dicembre 2029
Ultima scadenza settembre 2040 settembre 2040 agosto 2034

Il reddito mensile è lo stesso in tutti e tre i casi, ma cambia quanto capitale si immobilizza e quanto se ne ritrova alla fine.

I costi da mettere in conto

Ricordiamo anzitutto l’imposta di bollo, pari allo 0,20% annuo del valore di mercato dei titoli. Ai prezzi attuali vale 317,02 euro l’anno nella prima strategia, 363,16 nella seconda e 340,68 nella terza e, se viene addebitata sullo stesso conto, riduce il reddito mensile effettivo a circa 478-483 euro.

Chi compra poi un BTP tra una cedola e l’altra paga al venditore, oltre al prezzo, gli interessi maturati fino al giorno del regolamento. Per acquisti regolati il 5 ottobre, il rateo complessivo è di circa 1.930-1.970 euro, a seconda della strategia. Non si tratta di una perdita poiché si recupera con la prima cedola, che viene pagata per intero.

A tutto questo si aggiungono le commissioni di acquisto, che variano da banca a banca e non sono comprese nei calcoli.

Attenzione, sempre, ai rischi

Il reddito è garantito solo fino alla scadenza di ciascun titolo. Chi vende prima della scadenza è esposto alle oscillazioni dei prezzi. Se i tassi salgono, il valore dei titoli scende, tanto più quanto è lontana la scadenza: il BTP 2040 risente molto più di quello del 2029.

Non dimentichiamo, infine, l’inflazione. I 500 euro di oggi resteranno 500 euro anche fra dieci anni, ma con un potere d’acquisto più basso.

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