Come ottenere e rinnovare il permesso di soggiorno (anche online)

Emanuele Di Baldo

2 Ottobre 2026 - 17:39

Permesso di soggiorno, come ottenere e rinnovare il documento attraverso i canali “fisici” e digitali? Ecco l’iter da seguire e quali documenti servono.

Come ottenere e rinnovare il permesso di soggiorno (anche online)

Si può ottenere e rinnovare il permesso di soggiorno online? In parte sì. Nel 2026 alcuni passaggi importanti per essere in regola si possono effettuare per via telematica, ma chi spera di chiudere tutto da casa con qualche clic resterà deluso.

Il motivo è semplice: l’intero iter che uno straniero in Italia deve compiere per avere un permesso di soggiorno nuovo o rinnovato prevede la presenza fisica in alcuni uffici (Poste, Questura e, in certi casi, Prefettura) indicati proprio dalla normativa sul tema. Il digitale, però, dà una mano concreta in alcune fasi del percorso: dalla prenotazione dell’appuntamento in Questura fino al controllo dello stato della pratica, senza code allo sportello.

Da evidenziare che con permesso di soggiorno si intende il documento ufficiale rilasciato dallo Stato italiano che autorizza un cittadino straniero non comunitario (cioè non appartenente all’Unione Europea) a restare legalmente in Italia per un periodo di tempo definito, in base al motivo per cui si trova nel Paese. Da qualche anno è in vigore il permesso di soggiorno elettronico (PSE), la tessera smart card che ha mandato in pensione il vecchio permesso cartaceo ed è necessaria a tutti i cittadini extra-UE che vogliono soggiornare in Italia per più di tre mesi.

Fatte queste premesse, ecco come ottenere e rinnovare il permesso di soggiorno, tra strumenti digitali e sportelli fisici.

Permesso di soggiorno: entro quando si chiede e quando si rinnova

La prima scadenza arriva quasi subito: la richiesta di primo rilascio va presentata entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso in Italia, come prevede l’articolo 5 del Testo Unico Immigrazione (D.Lgs. 286/1998). La durata del permesso, poi, segue di regola il motivo del soggiorno: un anno per un corso di studio o formazione, due anni per lavoro autonomo, lavoro subordinato a tempo indeterminato e ricongiungimento familiare.

Sulla scadenza del permesso di soggiorno, invece, conviene giocare d’anticipo. La richiesta di rinnovo va presentata al questore della provincia in cui si dimora almeno 60 giorni prima della scadenza. E se si arriva lunghi? Il termine è considerato sollecitatorio e non perentorio, tanto che la legge tiene conto anche delle domande presentate entro 60 giorni dalla scadenza. Oltre quella soglia, però, scatta il rischio di espulsione: meglio non tirare la corda. La Questura, dal canto suo, dovrebbe rilasciare, rinnovare o convertire il permesso entro 60 giorni dalla domanda e, nell’attesa, il lavoratore straniero può soggiornare e continuare a lavorare regolarmente.

Come ottenere il permesso di soggiorno per l’Italia online: Prenota Facile

Il vero passaggio digitale è la prenotazione dell’appuntamento in Questura sul portale “Prenota Facile” della Polizia di Stato, adottato progressivamente dalle Questure (Palermo, ad esempio, lo ha attivato dal 1° aprile 2025). Attenzione però, perché qui in tanti si confondono: il servizio riguarda solo le pratiche non in convenzione con Poste Italiane, cioè quelle da presentare direttamente all’Ufficio Immigrazione. Si accede con SPID oppure registrandosi, seguendo gli step indicati nelle FAQ ufficiali:

  1. registrarsi al sistema comunicando i dati personali obbligatori: Cognome, Data di nascita, Sesso, Documento, Indirizzo, Comune e CAP di residenza, indirizzo e-mail valido e numero di telefono;
  2. completare la registrazione tramite il link di attivazione inviato automaticamente all’indirizzo e-mail indicato;
  3. validare l’account con il codice univoco OTP di 5 cifre, chiamando il numero 02.82308230 dal telefono fornito in fase di registrazione e seguendo i messaggi di aiuto in lingua;
  4. accettare le condizioni d’uso e l’informativa sulla privacy ai sensi del GDPR;
  5. autenticarsi nella sezione “Autenticato” e procedere alla prenotazione.

Attenzione, però: il numero di telefono certificato rende operativo l’account e non potrà più essere usato per altre registrazioni. Al termine compaiono giorno, orario e indirizzo della Questura di riferimento. La ricevuta di prenotazione, poi, non è un semplice promemoria: vale come atto pubblico della Polizia di Stato, non può essere alterata e va portata all’appuntamento.

Cosa si può prenotare online?

Le tipologie prenotabili cambiano da Questura a Questura. Tra le più diffuse troviamo:

  • Rilascio/Aggiornamento/Duplicato carta di soggiorno per familiari di cittadino UE non aventi la cittadinanza di uno Stato membro (art. 10 D.Lgs. 30/2007);
  • Rilascio/Aggiornamento/Duplicato carta di soggiorno permanente per familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell’UE (art. 17 D.Lgs. 30/2007);
  • Rilascio/Rinnovo/Duplicato permesso di soggiorno per cure mediche e gravidanza (art. 28 D.P.R. 394/99 in combinato disposto con art. 19 comma 2 lettera d) D.Lgs. 286/98) e per cure mediche ai sensi dell’art. 19 comma 2 lettera d-bis) D.Lgs. 286/98;
  • Rilascio/Rinnovo/Duplicato permesso di soggiorno per assistenza ai minori (art. 31 comma 3 D.Lgs. 286/98);
  • Rinnovo/duplicato del permesso cartaceo per richiesta asilo e primo rilascio del permesso elettronico dopo la decisione positiva della Commissione Territoriale o del Tribunale;
  • Rinnovo/duplicato del permesso elettronico per protezione sussidiaria e protezione speciale e conversione del permesso da protezione sussidiaria/umanitaria a lavoro subordinato/autonomo;
  • Documento di viaggio per rifugiati/apolidi e documento di viaggio per stranieri;
  • Richiesta/rinnovo/duplicato del permesso in pendenza di ricorso (art. 35 D.Lgs. 25/2008) e rilascio/rinnovo del permesso per richiesta/ottenimento dell’apolidia.

Come ottenere il permesso di soggiorno di persona: Poste, Questura e Prefettura

Chiusa la parentesi online, il resto della partita si gioca agli sportelli. E qui la domanda da porsi è una sola: per quale motivo si chiede il permesso? È da questo che dipende l’ufficio a cui rivolgersi.

Ufficio postale con Sportello Amico. È la strada più battuta, perché copre la maggior parte delle richieste: rilascio, rinnovo, conversione, aggiornamento e duplicato dei permessi per lavoro subordinato, autonomo e stagionale, famiglia, studio, attesa occupazione, residenza elettiva, missione, motivi religiosi, ricerca, oltre al permesso UE per soggiornanti di lungo periodo e al rinnovo del permesso per asilo. Il kit va consegnato in busta aperta, presentandosi di persona con passaporto o documento equipollente valido. In caso di duplicato, va allegata anche la copia della denuncia di smarrimento o furto. Chi ha dubbi sui documenti necessari per il permesso di soggiorno non deve arrangiarsi da solo: Comuni e patronati abilitati, elencati sul Portale Immigrazione, aiutano gratuitamente nella compilazione. Una precisazione: l’ufficio postale accetta solo istanze dei diretti interessati, quindi avvocati, tutori legali e amministratori di sostegno devono passare dalla Questura.

Ufficio Immigrazione della Questura. Qui finisce tutto ciò che resta fuori dall’elenco di Poste Italiane, di norma su prenotazione: cure mediche, assistenza ai minori, protezione sussidiaria e speciale, apolidia, documenti di viaggio. In Questura si presenta anche la domanda di protezione internazionale, che non passa dal kit postale. I familiari extra-UE di cittadini italiani o comunitari, invece, possono scegliere liberamente tra Questura e Sportello Amico.

Sportello Unico per l’Immigrazione (SUI) della Prefettura. Chi ha in mano un nulla osta per lavoro o ricongiungimento familiare deve passare prima da qui. Per il permesso di soggiorno per lavoro subordinato è al SUI che si firma il contratto di soggiorno, ed è lo stesso Sportello a compilare la domanda, consegnandola in busta da presentare poi all’ufficio postale. Gli stranieri over 16 al primo ingresso sottoscrivono, contestualmente alla richiesta, anche l’accordo di integrazione. Sempre al SUI si chiede il nulla osta per convertire il permesso di soggiorno quando la conversione rientra nelle quote del decreto flussi, a patto che il permesso posseduto sia ancora valido.

Permesso UE per soggiornanti di lungo periodo. L’ex carta di soggiorno si chiede con il kit postale, ma c’è un esame da superare: chi non possiede un attestato di conoscenza dell’italiano almeno di livello A2 deve sostenere un test organizzato dalla Prefettura. Possono iscriversi gli stranieri che soggiornano regolarmente in Italia da almeno cinque anni, con più di 14 anni e un permesso valido, e l’iscrizione, almeno questa, si fa online sul portale servizi del Dipartimento Libertà civili e Immigrazione.

Cosa fare per ottenere e rinnovare il permesso di soggiorno: le fasi

In sintesi, in Italia il permesso di soggiorno si fa sia con le Poste che in Questura, ma in momenti diversi della procedura. Per la prima richiesta o il rinnovo tramite le Poste, tutto parte dal Kit Postale (la famosa busta gialla), che si ritira uno per persona e si compila inserendo il modulo, la marca da bollo, le fotocopie A4 del passaporto (pagine con dati anagrafici e visti) e dei documenti richiesti. Per rinnovi, aggiornamenti o conversioni va aggiunta la copia del permesso in scadenza, mai l’originale, insieme alla ricevuta del bollettino per il permesso elettronico e l’eventuale contributo.

Allo sportello si versano 30 euro e si torna a casa con due documenti da custodire con cura. Il primo è la ricevuta, che consente di restare in regola e circolare in Italia in attesa del permesso definitivo. Il secondo è la lettera di convocazione in Questura, con data, ora e luogo dell’appuntamento; se non è possibile fissarlo subito, la convocazione arriva con raccomandata all’indirizzo indicato nella domanda. In Questura, poi:

  • si fa il fotosegnalamento (foto e impronte digitali) e si esibiscono gli originali dei documenti allegati in copia, con la ricevuta dell’assicurata;
  • se la documentazione è incompleta, l’ufficio può chiedere integrazioni;
  • la Questura invia la pratica all’Istituto Poligrafico per la stampa della tessera elettronica;
  • il permesso si ritira in Questura con passaporto, ricevuta postale originale, permesso scaduto o in scadenza ed eventuali figli minori titolari del proprio documento.

Come controllare lo stato del permesso di soggiorno online

Spedito il kit, la domanda che tutti si fanno è sempre la stessa: a che punto è la pratica? La verifica dello stato del permesso di soggiorno si fa online, ma su due siti diversi a seconda della fase. Finché la pratica è in mano alle Poste, occorre accedere al Portale Immigrazione, nell’Area Riservata, con UserID e password scritti sulla ricevuta dell’ufficio postale: qui si segue l’avanzamento delle lavorazioni, dall’accettazione alla conclusione. Chi preferisce il telefono può chiamare il numero verde gratuito 800.200.309, attivo dal lunedì al sabato (festivi esclusi) dalle 8 alle 20.

Dopo l’appuntamento per le impronte digitali, il testimone passa al sito della Polizia di Stato, nella sezione dedicata al permesso di soggiorno, consultabile anche in inglese, francese, spagnolo, russo e arabo. Basta inserire il numero di assicurata di 12 caratteri, riportato sulla ricevuta della Posta, oppure il numero di pratica di 10 caratteri se la richiesta è stata presentata in Questura. Il sistema dice se il permesso è ancora in trattazione o finalmente pronto: in questo caso arriva anche un SMS con giorno, ora e luogo del ritiro.

Tempi e costi per ottenere e rinnovare il permesso di soggiorno

Sui tempi, la legge promette 60 giorni dalla domanda. In realtà è la stessa norma a mettere in conto che il termine possa saltare, e le attese effettive dipendono dal carico di lavoro di ciascuna Questura. Insomma, un motivo in più per non ridursi agli ultimi giorni prima della scadenza.

Veniamo ai soldi. I costi del permesso di soggiorno, per ottenerlo o rinnovarlo, vanno da 76,46 a 176,46 euro.

La base è uguale per tutti:

  • marca da bollo da apporre sulla domanda: 16,00 euro;
  • contributo per la produzione del permesso elettronico: 30,46 euro;
  • importo da versare all’operatore dell’ufficio postale (Sportello Amico): 30,00 euro.

Il totale è di 76,46 euro. A questa cifra si aggiunge, in base alla validità del permesso, un contributo statale fissato dal decreto del MEF del 5 maggio 2017, da pagare sullo stesso bollettino dei 30,46 euro: 40 euro per permessi di durata superiore a tre mesi e fino a un anno (es. studio, lavoro stagionale), 50 euro per quelli oltre un anno e fino a due anni (es. lavoro subordinato a tempo indeterminato, motivi familiari) e 100 euro per il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno) e per dirigenti e lavoratori specializzati.

C’è però chi il contributo non lo paga: i minori di 18 anni, chi entra per cure mediche e i suoi accompagnatori, richiedenti e titolari di protezione internazionale e chi chiede aggiornamento, conversione o duplicato di un permesso ancora valido.