Come leggere i segnali contrastanti tra domanda e offerta del mercato del diesel?

Redazione Money Premium

7 Aprile 2025 - 06:37

L’offerta di diesel si contrae, la domanda cresce, ma i prezzi restano bassi: il mercato ignora i fondamentali mentre l’incertezza economica e geopolitica alimenta speculazioni e volatilità.

Come leggere i segnali contrastanti tra domanda e offerta del mercato del diesel?

Il mercato del diesel nell’area atlantica sta attraversando un periodo di forte disconnessione tra le condizioni fisiche di offerta e domanda e le dinamiche di prezzo, che riflettono preoccupazioni sempre più profonde sull’andamento dell’economia globale.

Tradizionalmente, il diesel è considerato un indicatore chiave dell’attività industriale e manifatturiera, essendo essenziale per il trasporto pesante, l’agricoltura e la produzione di energia.

Attualmente, le condizioni di mercato indicano una situazione di squilibrio, con un’offerta in contrazione e una domanda in crescita, mentre i prezzi si mantengono su livelli insolitamente bassi rispetto ai fondamentali.

Negli Stati Uniti, le scorte di diesel hanno subito una riduzione significativa, scendendo a 115 milioni di barili, con un livello inferiore del 6% rispetto alla media quinquennale e del 13% rispetto alla media decennale, secondo i dati della Energy Information Administration (EIA). Questo calo è dovuto a una combinazione di fattori, tra cui il ridotto livello di raffinazione interna, problemi di logistica e una crescente domanda di esportazione verso mercati con maggiore necessità di diesel. In particolare, la produzione interna di distillati negli Stati Uniti ha incontrato difficoltà a mantenere il passo con la domanda, portando a un prelievo accelerato dalle scorte strategiche.

In Europa, il quadro non è molto diverso. Le scorte di diesel nell’area Amsterdam-Rotterdam-Anversa (ARA), principale hub di raffinazione e stoccaggio del continente, hanno subito una contrazione del 12% dall’inizio di febbraio, attestandosi all’8,5% al di sotto della media decennale. Sebbene rimangano leggermente al di sopra della media quinquennale, la riduzione degli stock segnala una crescente pressione sulla disponibilità del carburante. Un elemento cruciale che ha contribuito a questa stretta dell’offerta è stato il calo delle importazioni di diesel in Europa, che sono diminuite drasticamente rispetto ai livelli del 2024 secondo i dati della società di analisi Kpler.

La diminuzione dell’offerta è stata accentuata da fattori geopolitici e tecnici. Le esportazioni russe di diesel hanno subito una flessione significativa a causa della manutenzione straordinaria nelle principali raffinerie del paese, oltre agli attacchi mirati dell’Ucraina alle infrastrutture energetiche russe, che hanno colpito la capacità di produzione e trasporto del carburante. Dall’inizio del conflitto, la Russia ha rappresentato una fonte critica di diesel per il mercato globale, e le interruzioni attuali stanno avendo ripercussioni significative sulle forniture globali.

Mentre l’offerta si riduce, la domanda di diesel rimane solida, sostenuta da una ripresa della produzione industriale e della logistica globale. Negli Stati Uniti, il consumo medio su quattro settimane di distillati, un indicatore chiave della domanda di diesel e olio combustibile, ha raggiunto i 4 milioni di barili al giorno, registrando un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente e allineandosi alla media quinquennale, secondo i dati dell’EIA. Questo aumento è stato alimentato da una maggiore attività economica e dall’espansione del settore dei trasporti e della logistica, che continua a dipendere in modo significativo dal diesel per il funzionamento di camion e navi mercantili.

In Europa, la produzione industriale nell’Eurozona è cresciuta dello 0,8% nel mese di gennaio rispetto al mese precedente, secondo Eurostat. Questa ripresa industriale suggerisce una domanda potenzialmente più elevata di diesel nei prossimi mesi, in particolare se gli investimenti in infrastrutture e difesa aumenteranno, come molti analisti prevedono. Inoltre, il settore della costruzione, che rappresenta un’importante fonte di consumo di diesel, sta mostrando segni di stabilizzazione dopo un periodo di rallentamento, il che potrebbe contribuire a una crescita ulteriore della domanda.

Nonostante questo scenario di riduzione dell’offerta e domanda resiliente, i margini di raffinazione del diesel si sono notevolmente ridotti rispetto agli standard storici. Negli Stati Uniti, il margine di raffinazione del diesel si attesta attualmente intorno ai 25 dollari al barile, un valore inferiore alla media quinquennale di 32 dollari. In Europa, i margini di raffinazione del diesel nel nord-ovest sono inferiori del 22% rispetto alla media quinquennale, fermandosi a 16,4 dollari al barile.

Questa apparente contraddizione è alimentata dalle incertezze che caratterizzano l’attuale panorama economico e geopolitico globale. Il mercato sta scontando una serie di rischi, tra cui le tensioni commerciali tra Stati Uniti e i suoi principali partner economici, come Cina, Canada, Messico e Unione Europea. L’instabilità delle politiche tariffarie statunitensi ha generato preoccupazioni tra gli investitori, che temono un rallentamento degli scambi internazionali e delle attività manifatturiere globali. Inoltre, le incertezze legate a un possibile cessate il fuoco in Ucraina stanno influenzando le aspettative sugli equilibri energetici, con potenziali ripercussioni sulle sanzioni contro la Russia e sulle politiche energetiche europee.

L’indice di incertezza della politica commerciale sviluppato da Baker, Bloom e Davis ha raggiunto il livello più alto dalla sua creazione quarant’anni fa, segnalando un clima di profonda apprensione tra gli operatori del mercato. Questo elevato grado di incertezza sta portando a una sottovalutazione delle reali condizioni di mercato nel settore del diesel, con gli investitori che sembrano anticipare una contrazione dell’attività economica che potrebbe non materializzarsi.

Se la previsione di un rallentamento economico dovesse concretizzarsi, il calo dei prezzi del diesel potrebbe essere giustificato. Tuttavia, se l’economia globale dovesse continuare a crescere, l’attuale disallineamento tra prezzi e fondamentali di mercato non sarebbe sostenibile a lungo termine. Le tensioni sulle scorte e la domanda in crescita potrebbero portare a un’inversione di tendenza, con un inevitabile rialzo dei prezzi e dei margini di raffinazione nei prossimi mesi. Il mercato del diesel si trova dunque a un bivio, dove la realtà dei fondamentali potrebbe presto imporsi sulle attuali percezioni speculative.