Nel mio articolo “Questi sono i 3 grandi rischi per il mercato azionario. Ma non potete fare a meno delle azioni USA nel 2024” ho parlato delle criticità dei mercati finanziari e in particolare di quello statunitense, descrivendo quei rischi che però rappresentano lo scenario a ridotta probabilità di realizzazione.
Oggi parleremo dello scenario centrale, cioè di quello a maggior probabilità di realizzarsi, e delle opportunità che i mercati possono offrire nella seconda parte del 2024.
Se vogliamo esaminare i trend di fondo, ecco le grandi tendenze che stanno influenzando i mercati:
- L’inflazione sta diminuendo e in alcuni Paesi i tassi d’interesse sono già stati tagliati.
- Gli investimenti in conto capitale legati all’intelligenza artificiale sono in forte espansione.
- Il rally dei mercati azionari si è ampliato a livello globale, cioè è diffuso e non circoscritto agli USA.
- Le elezioni americane si stanno avvicinando e sia il risultato che le potenziali implicazioni successive sono di natura incerta.
Cosa significano questi eventi, oramai consolidati, per gli investitori?
In primo luogo, nel 2° semestre 2024 un’inflazione più bassa e tassi di interesse più bassi dovrebbero sostenere azioni e obbligazioni. Tassi di interesse più elevati hanno portato molti investitori a detenere più liquidità o investimenti sul mercato monetario del solito. Tassi di interesse più bassi probabilmente invertiranno questa “moda”, e porteranno almeno una parte di quel denaro “parcheggiato” in aree dei mercati a più alto contenuto di rischio.
Il reddito fisso a lungo termine è una destinazione naturale di questi flussi di denaro, perché la prospettiva di un’inflazione più bassa e attese di tassi ufficiali verso più bassi livelli, faranno spostare le preferenze dei gestori di fixed income verso la parte lunga della curva, mentre è probabile che le strategie di currency-carry che utilizzano le valute più deboli rispetto al dollaro diventino più attraenti.
Mi aspetto quindi un dollaro ancora molto forte, visto che la BCE inizierà a tagliare per prima i tassi di interesse rispetto alla Fed (quest’ultima, forse, potrebbe anche non tagliare per nulla nel 2024, spostando il primo taglio dei tassi nel 2025).
Ma mi aspetto anche che le azioni ne trarranno beneficio, soprattutto se l’economia statunitense riuscirà a realizzare l’atterraggio morbido da tutti previsto, e se l’area euro riuscirà ad evitare la recessione.
In secondo luogo, dopo i risultati comunicati da Nvidia, ritengo che l’aumento degli investimenti nelle infrastrutture di intelligenza artificiale da parte delle aziende tecnologiche contribuirà a una significativa crescita dei profitti per quelle imprese che, a qualsiasi titolo, entrano nella catena di valore della IA.
In altre parole, se NVIDIA come fornitore di chip ha rilasciato da circa quattro trimestri numeri impressionanti di crescita del fatturato, vuol dire che l’intensità degli investimenti in IA a livello globale è esplosa, e questo non è che l’inizio. L’utilizzo della IA renderà più ricche le aziende, abbassando i costi di produzione e aumentando la produttività, in particolare nel settore dei semiconduttori. Alla fine, l’intelligenza artificiale dovrebbe portare alla creazione di valore in un’ampia gamma di settori e applicazioni. Per ora, ritengo che gli “abilitatori di intelligenza artificiale” come NVIDIA o come AMD siano l’opportunità più tangibile e redditizia da comprare per gli investitori.
In terzo luogo, l’ampliamento del rally del mercato azionario, sia in termini di utili che di performance, dovrebbe ampliare le opportunità per gli investitori che desiderano diversificare le fonti di rendimento oltre il settore tecnologico.
Infine, gli investitori devono essere consapevoli della possibilità che i rischi politici e geopolitici derivanti da un’eventuale vittoria di Donald Trump alle Elezioni USA 2024 possano alimentare la volatilità e avere un impatto sui mercati nel corso dell’anno. Anche se, bisogna dirlo, il primo anno di presidenza Trump, il 2017, non fu affatto male per l’indice SP500 (performance assoluta fu +19.4%).
Come posizionare il vostro portafoglio bilanciato?
Il reddito fisso resta sicuramente la mia asset class preferita, all’interno della quale bisogna privilegiare le obbligazioni di qualità sia governative che corporate (da BBB in su nella scala del rating) e di durata decennale o ventennale. Per chi ha un profilo di rischio adeguato ed un orizzonte temporale di medio-lungo termine, ovviamente.
Mi aspetto che i rendimenti delle obbligazioni di qualità scendano nei prossimi mesi poiché i mercati iniziano a scontare un ciclo di taglio dei tassi da parte delle banche centrali più convincente. Integrare una partecipazione principale in obbligazioni di qualità a lungo termine con una partecipazione minoritaria di ETF in crediti più rischiosi (per es. iShares EUR High Yield Corporate Bond ISIN IE00B66F4759) può migliorare i rendimenti complessivi del portafoglio obbligazionario. Viviamo comunque in una crescita economica su scala globale, una crescita abbastanza decente, e ciò significa che i tassi di default probabilmente rimarranno contenuti, anche se gli spread di credito hanno fatto un bel rally e sono già ridotti.
Per quanto riguarda le azioni, prevedo un rialzo complessivamente modesto dai livelli attuali, contornato da fasi di storno piuttosto violente e brevissime, che offriranno occasioni di ingresso molto proficue, almeno per chi sarà abbastanza veloce da cogliere l’opportunità insita in ogni storno azionario: e ci dobbiamo concentrare su strategie di conservazione del capitale e sulla selettività. Solo aziende (per es. NVDA, MSFT, AMZN, GOOG) ed ETF di aziende molto redditizie, profittevoli e piene di cash flow.
Un’idea buona potrebbe essere quella di comprare ETF che investono in titoli ad alto dividendo dell’area euro (per es. iShares Euro Dividend UCITS ETF ISIN IE00B0M62S72).
Nel settore tecnologico, il posizionamento al rialzo potrebbe avvenire tramite ETF della Information Tecnology (per es. Xtrackers MSCI World Information Technology UCITS ETF ISIN IE00BM67HT60).
Guardando oltre la tecnologia, preferisco sicuramente l’esposizione ad alcune parti dell’universo azionario con valutazioni più basse, tra cui le small cap statunitensi. Per es. un bel ETF sul Russel 2000 americano non andrebbe male (SPDR Russell 2000 US Small Cap UCITS ETF ISIN IE00BJ38QD84), ma senza disdegnare le small cap europee (potete comprare questo ETF: Xtrackers MSCI Europe Small Cap UCITS ETF 1C ISIN LU0322253906).
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