Come fanno le banche a guadagnare più di te con lo stesso BTP

Tommaso Scarpellini

20 Luglio 2025 - 11:27

Quali sono le tecniche utilizzate dagli istituzionali per gonfiare il rendimento di un BTP? La risposta, per quanto banale, aprirà la mente a nuove strategie.

Come fanno le banche a guadagnare più di te con lo stesso BTP

Hai comprato un BTP e ti aspetti un 3,5% annuo lordo. Ma una banca, o altri soggetti finanziariamente strutturati con lo stesso BTP, potrebbe guadagnare anche il doppio. Come ci riesce?

Il segreto non è nel titolo, ma nell’uso che ne viene fatto. Tu compri un BTP, lo tieni in portafoglio e ti accontenti della cedola. Loro lo usano come leva per fare molto di più. Non perché siano più intelligenti, ma perché sfruttano (nei limiti del possibile) l’ecosistema finanziario dentro cui lavorano (che hanno creato).

WisdomTree BTP 10Y 3x Daily Leveraged WisdomTree BTP 10Y 3x Daily Leveraged Grafico a candele settimanali del WisdomTree BTP 10Y 3x Daily Leveraged. Fonte: baha.com

Perché la verità è questa: non è tanto il rendimento del singolo asset a fare la differenza, quanto il modo in cui viene utilizzato all’interno di una strategia più ampia. E il BTP, per una banca o un hedge fund, è molto più di un semplice titolo a reddito fisso. Ecco come lo utilizzano per moltiplicare i profitti.

Il BTP come collaterale: moneta alternativa del sistema finanziario

Nel mondo istituzionale, un BTP non è solo un titolo che genera una cedola. È una garanzia. Un asset liquido, facilmente valutabile, accettato nei circuiti dei pronti contro termine (repo). Gli istituti finanziari, o l’investitore istituzionale, anziché lasciarlo “dormire” in portafoglio, lo consegna in garanzia a un’altra controparte in cambio di liquidità. Liquidità che può essere reinvestita, ad esempio, in altri BTP o strumenti con rendimento superiore al costo della liquidità stessa.

Questo meccanismo genera un effetto leva che può generare più di un 3,5% netti del costo della leva, ovviamente. Questo approccio è alla base di strategie note come carry trade. Strategie che naturalmente, non sono accessibili a tutti, e con limiti normativi stringenti. Ma la logica dietro resta interessante.

Carry Trade: guadagnare sul differenziale

Il carry trade è una strategia antica quanto i mercati: prendere in prestito a basso costo per comprare strumenti che rendono di più. Nel caso specifico, un’istituzione finanziaria potrebbe:

  • Prendere fondi a breve termine a un tasso del 2%;
  • Acquistare BTP a lunga scadenza che rendono il 4%;
  • Portarsi a casa un differenziale del 2%, moltiplicato per l’effetto leva.

Il tutto, naturalmente, non è esente da rischi. Un rialzo improvviso dei tassi, una crisi sul debito sovrano o un cambio nelle regole del collaterale possono mandare in fumo l’intera operazione. Ecco perché solo soggetti con infrastrutture adeguate possono permettersi di giocare questa partita.

Derivati e gestione attiva del rischio

Ma non finisce qui. Gli operatori strutturati non si limitano a sfruttare la leva. Possono anche usare derivati per proteggere l’esposizione o aumentare i guadagni:

  • CDS (Credit Default Swap): per coprire il rischio di default;
  • IRS e Swap su tassi: per proteggersi dalle variazioni dei tassi;
  • Future e opzioni: per amplificare l’esposizione o per costruire strutture a rischio controllato.

Il tutto orchestrato in modo da costruire un portafoglio che massimizza il rendimento atteso corretto per il rischio. Un gioco complesso, regolato, ma non impossibile da comprendere.

E noi?

Noi non possiamo farlo direttamente. Almeno, non nella stessa scala e con la stessa facilità operativa. Ma ci sono strumenti pensati proprio per chi ha un profilo patrimoniale intermedio, come il credit lombard: una linea di credito concessa su garanzia di titoli di Stato o altri asset finanziari, che permette di ottenere liquidità a basso costo senza vendere gli investimenti.

È uno strumento sofisticato, da usare con cautela, ma può avvicinarti, con i giusti limiti, alla logica dell’investitore strutturato. Seppur in questo specifico caso, sia maggiormente pensato per crediti al consumo o acquisti. Perché nel mondo finanziario non conta solo cosa possiedi, ma come lo utilizzi.

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