Basta dare un’occhiata ai numeri per capire che il 2024 è stato l’anno di BYD, marchio automobilistico cinese che ambisce a conquistare l’intera fetta del mercato delle quattro ruote elettriche.
Negli ultimi 12 mesi il colosso di Shenzhen è diventato il più grande produttore di Ev del pianeta superando la rivale Tesla. Nel terzo trimestre ha persino surclassato la creatura di Elon Musk in termini di fatturato e, nel quarto, in quanto a consegne di veicoli totalmente elettrici.
Come fa BYD a crescere mantenendo ritmi del genere? A questo proposito è interessante leggere l’analisi realizzata dal portale Rest of the World, che ha messo in fila i dieci mercati principali non occidentali dove sia BYD che Tesla pubblicano i loro prezzi online: Messico, Cile, Emirati Arabi Uniti, Cina continentale, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Thailandia, Malesia e Singapore.
Ebbene, in ciascuno dei suddetti mercati l’opzione più economica di BYD – ovvero il modello di auto low cost – è più economica di quella offerta da Tesla. Il ragionamento è dunque semplice: gran parte del successo del brand cinese è racchiuso nel suo prezzo, fortemente competitivo, unito ad una tecnologia all’avanguardia. Detto altrimenti, chi sogna di guidare un’automobile innovativa, elettrica e hi-tech potrebbe trovare molta più convenienza nell’acquistare un modello BYD che non uno Tesla. Tanto più per i consumatori dei mercati dei Paesi in via di sviluppo...
Il successo economico di BYD
In Cina la Tesla più economica ha un prezzo di circa 32.500 dollari contro gli appena 9.164 di BYD. In Thailandia siamo 47.000 circa contro poco meno di 17.000. Gap simili anche in Messico (36.500 contro 20.402), Cile (42.359 contro 21.191), Corea del Sud (36.042 contro 21.835), Malesia (40.000 contro 22.500), Hong Kong (45.500 contro 23.127), Giappone (36.157 contro 24.236), Emirati Arabi Uniti (44.500 contro 29.925). Singapore è l’unica eccezione al dominio economico di BYD su Tesla, visto che i modelli low cost delle due case automobilistiche hanno un prezzo simile (120.000 dollari).
Il modello più conveniente dell’azienda cinese varia a seconda del mercato, anche se di solito coincide con il Seagull (conosciuto anche come Dolphin Mini in alcuni Paesi), il Dolphin o l’Atto 3, mentre la proposta più economica di Tesla è sempre il Model 3. Il Ceo della “grande T”, Musk ha più volte dichiarato che la sua azienda avrebbe reso disponibili modelli economicamente più accessibili alla maggior parte dei consumatori nella prima metà del 2025. Il problema, per Tesla, è che gli acquirenti di tutto il mondo alla ricerca di Ev low cost si sono rivolti a produttori cinesi come BYD.
Non solo una questione di prezzo
Poco male se BYD non vende le sue auto negli Stati Uniti – che hanno imposto una tariffa del 100% sugli Ev cinesi nel settembre 2024 – perché il brand cinese è attraente tanto nei Paesi in via di sviluppo quanto nei mercati più ricchi come quelli europei. Le ragioni sono diverse. Per quanto riguarda i primi, qui BYD è riuscita a fare breccia puntando sulla sua economicità. Il discorso cambia per il contesto europeo, dove i clienti ambiscono sì a vetture dai costi contenuti, ma che siano anche hi-tech. BYD risponde a entrambe queste richieste.
Certo è che le strategie delle due aziende sono agli antipodi. Mentre Tesla si concentra principalmente sulle vendite negli Stati Uniti e in Europa - l’azienda non vende in nessun Paese africano o sud asiatico, e vende solo in due paesi latinoamericani: Messico e Cile - BYD si è espansa in diversi mercati al di fuori dell’Europa, in particolare in America Latina (nel 2024 il 60% degli Ev venduti erano modelli BYD) e nel Sud Est asiatico. A differenza di Tesla e dei marchi occidentali – Mercedes, BMW e simili – BYD non ha puntato solo su modelli premium; al contrario, ha messo in commercio modelli low cost conquistando una prateria immensa. E non presieduta a dovere dai suoi rivali. Che adesso hanno scoperto di essere in estremo ritardo.