Come compilare una ricevuta fiscale?

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Ricevuta fiscale ai fini IVA: come si compila? Ecco tutte le regole.

La ricevuta fiscale è un documento che certifica l’avvenuto pagamento da parte di un soggetto debitore nei confronti di un altro soggetto, ovvero il creditore.

La ricevuta fiscale è un documento che si rende necessario produrre nel momento in cui si effettua una transazione commerciale, ad esempio per la vendita di un prodotto.

Ma come compilare una ricevuta fiscale in modo corretto? Ecco la guida nel dettaglio sulla compilazione della ricevuta.

Come compilare una ricevuta fiscale

La ricevuta fiscale è un documento che serve per certificare la conclusione di una transazione commerciale da parte di commercianti, artigiani, e alcune categorie di professionisti (quelli non obbligati all’emissione della fattura, come ad esempio i medici).

Le ricevute fiscali, di solito, possono essere acquistate in blocchi da rivenditori autorizzati. Al momento dell’acquisto è necessario presentare al rivenditore il proprio numero di partita Iva e la propria visura camerale (nel caso in cui siate commercianti o artigiani).
A questo punto il rivenditore vi consegnerà il blocco di ricevute fiscali già a voi intestate.

Il blocco di ricevute, è necessario sottolineare, è composto da un certo numero di fogli, a coppia, un originale e una copia. La seconda ricevuta è in carta carbone e si compila mentre stiamo compilando l’originale.

Al cliente deve essere consegnato l’originale della ricevuta, mentre al commerciante resterà la copia, che dovrà poi consegnare al commercialista che si occupa della tenuta della sua contabilità.

Ricevuta fiscale: come compilare i singoli campi?

A questo punto possiamo iniziare a vedere come compilare correttamente la ricevuta fiscale, seguendo i seguenti passaggi:

  • Numerare in modo progressivo tutti i fogli delle ricevute;
  • Inserire la data di emissione, ovvero la data in cui si riceve il pagamento del corrispettivo;
  • Inserire i dati della propria attività: nome, cognome, eventuale ragione sociale, codice fiscale, partita Iva e indirizzo. I dati del soggetto che effettua il pagamento non devono essere inseriti;
  • Indicazione della prestazione svolta, o del bene ceduto, la sua durata e la monteplicità;
  • In basso deve essere indicato l’importo totale del pagamento, al lordo dell’Iva. Nelle ricevute fiscali l’Iva è incorporata al costo del bene o del servizio reso.
  • Se si tratta di prestazioni esenti da Iva, come quelle rese da parte di medici, sulla ricevuta fiscale dovrà essere apposta una marca da bollo da €. 2. L’apposizione della marca è a carico del cedente, ma egli avrà facoltà di riaddebitare al cliente il costo della marca da bollo, nella ricevuta che emette.

È opportuno ricordare che i soggetti tenuti all’emissione della ricevuta fiscale, hanno facoltà di emettere sempre, al posto della ricevuta, una fattura. Questo può accadere, ad esempio a seguito di specifica richiesta del cliente. Per fare questo basterà barrare la casella “fattura” e non quella “ricevuta”, presente in alto a destra nel blocco di ricevute che abbiamo acquistato.

Naturalmente nel caso in cui si emetta una fattura sarà necessario procedere alla corretta compilazione della stessa, che ricordiamo è assai diversa rispetto alla compilazione di una semplice ricevuta fiscale.

L’utilizzo principale della ricevuta fiscale avviene da parte di commercianti e artigiani che la utilizzano al posto dello scontrino, al fine di ridurre i costi legati alla gestione di un registratore di cassa fiscalizzato.

Differenza tra ricevuta fiscale e ricevuta non fiscale

È opportuno chiarire un ulteriore aspetto. Molto spesso si tende a confondere la ricevuta fiscale con la ricevuta non fiscale.

La ricevuta fiscale è un documento valido, ai fini fiscali appunto, per certificare l’avvenuta transazione commerciale conseguente ad uno scambio di denaro. Per questo motivo l’emissione della ricevuta fiscale, o dello scontrino fiscale è obbligatoria per tutti i commercianti al minuto, secondo quanto previsto dal DPR n. 600/73 e dal DPR n. 633/72.

La ricevuta non fiscale, invece, non è obbligatoria per legge, ed è quella che emettiamo, ad esempio quando vendiamo ad esempio il vecchio motorino, e rappresenta essenzialmente la garanzia del debitore del pagamento del compenso fissato per l’acquisto del bene.

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