Da questo mese di gennaio parte l’ultima fase della liberalizzazione delle forniture di gas per uso domestico.
Ci sono diversi milioni di utenti del servizio in regime di tutela che devono ancora scegliere il nuovo fornitore di gas stipulando un contratto in regime di libero mercato. Solo gli “utenti fragili”, coloro che ad esempio fruiscono dei benedici della legge 104/92, i meno abbienti e gli ultra settantacinquenni, rimarranno ancora coperti da forniture erogate a prezzi controllati dall’Arera, l’Autorità amministrativa indipendente che regolamenta anche questo settore. Tutti gli altri utenti dovranno scegliere una fornitura in regime contrattuale di libero mercato.
Se non lo faranno, o finché non lo faranno, si vedranno comunque garantita la continuità della fornitura di gas che verrà erogata loro dal soggetto che vincerà la gara indetta per la corrispondente area territoriale. In ogni caso, le condizioni economiche di queste “forniture di continuità” si adegueranno continuamente agli andamenti del mercato: questa è l’incertezza che continuerà a gravare su tutti coloro che non avranno fatto una propria scelta contrattuale per la fornitura di gas ad uso domestico.
Le offerte commerciali in regime di libero mercato, che valgono per un periodo di due o di tre anni, offrono due alternative: la fornitura a prezzi fissi al metro cubo per tutto il periodo contrattuale, ovvero a prezzi variabili sulla base di parametri legati agli andamenti all’ingrosso.
Ci sono troppe incertezze in giro: tra il venir meno delle forniture dirette dalla Russia e le incertezze in Medioriente, con il traffico marittimo che preferisce il periplo dell’Africa per non rischiare incidenti nel Mar Rosso, sui mercati internazionali i prezzi del gas saranno soggetti a continue tensioni. Ma mentre le grandi imprese riescono a tutelarsi dai rialzi, o stipulando contratti di fornitura a lungo termine o ricorrendo a forme di garanzia finanziaria, le famiglie che stipulano contratti di fornitura a condizioni variabili nella speranza che i prezzi scendano, potrebbero trovarsi di fronte ad amare sorprese.
Con il prezzo del gas non si scherza: chi non lo abbia ancora fatto, è meglio che scelga al più presto un fornitore sul libero mercato, tra i tanti presenti, preferendo un contratto a “prezzo fisso”. Conoscendo i propri consumi e comunque potendoli gestire, sa già in anticipo quanto dovrà pagare per tutto il periodo, senza correre il rischio di aumenti improvvisi ed imprevedibili: perché le bollette arrivano a consuntivo, dopo che il gas è stato consumato. Di questi tempi è meglio avere prezzi fissi: c’è davvero ben poco da sperare, e meno ancora da illudersi.