Negli ultimi anni la Cina ha assistito a un cambiamento demografico e sociale senza precedenti. C’è un aspetto sul quale vale la pena accendere i riflettori: sono cresciute – e stanno crescendo - le persone che scelgono o si trovano costrette a vivere da sole.
Questo fenomeno ha generato la cosiddetta “loneliness economy”, traducibile in italiano come economia della solitudine, che, a sua volta, sta trasformando profondamente i mercati e le abitudini dei consumatori. In che modo? Semplice: dando vita a nuove opportunità economiche che rispondono ai bisogni di sicurezza, socializzazione e benessere mentale dei single e, più in generale, di chi si ritrova costretto a vivere da solo.
L’esempio emblematico e più noto coincide con l’app virale Are You Dead?, nota in Cina come Sileme (e a livello internazionale come Demumu). Funziona così: l’app richiede agli utenti di confermare quotidianamente di essere vivi. Se non lo fanno entro 48 ore, il sistema invia automaticamente un avviso a un contatto di emergenza designato.
Come sottolineato dal South China Morning Post, il successo di quest’applicazione - che ha rapidamente scalato le classifiche delle app a pagamento in Cina e in diversi mercati globali - ha portato alla luce l’enorme dimensione della popolazione che vive da sola e la crescente domanda di prodotti dedicati alla sicurezza personale.
In Cina scoppia il boom dell’economia della solitudine
Secondo i dati del National Bureau of Statistics, quasi il 20% della popolazione cinese vive in un nucleo familiare mono composto. Una cifra, questa, che entro il 2030 potrebbe superare il 30%, corrispondente a circa 150-200 milioni di persone.
Una simile tendenza, secondo gli analisti, non è un fenomeno passeggero, ma una conseguenza strutturale della rapida urbanizzazione, dell’invecchiamento della popolazione e della ridefinizione dei rapporti di coppia e della famiglia da parte delle nuove generazioni. L’app Demumu, con il suo approccio semplice ma potente, dimostra d’altro canto come la solitudine non sia più una condizione marginale o esclusivamente legata agli anziani, ma una realtà quotidiana che interessa anche i giovani, sempre più distanti dai tradizionali legami familiari.
Questa trasformazione demografica sta, come accennato, avendo un impatto diretto sulle abitudini di consumo in Cina, modificando settori che vanno dalla ristorazione alla tecnologia fino ai beni culturali e ai servizi personalizzati.
La diffusione di tavoli separati per clienti singoli nei ristoranti, promossa anche da grandi catene come McDonald’s, rappresenta solo la punta dell’iceberg: la crescente preferenza per i pasti consumati in solitudine ha alimentato un boom senza precedenti nel mercato del food delivery, che nel 2024 ha servito 545 milioni di utenti e ha generato un giro d’affari stimato in 1,2 trilioni di yuan (circa 172 miliardi di dollari), con una spesa media giornaliera di 3,3 miliardi di yuan.
Oltre al cibo, molti cinesi si rivolgono agli animali domestici e persino a soluzioni di intelligenza artificiale per colmare il vuoto sociale. Secondo il fondo d’investimento statunitense ARK Invest, il mercato cinese per compagni virtuali alimentati dall’IA sarà tra i più dinamici al mondo, passando dagli attuali 30 milioni di dollari a una proiezione di 150 miliardi entro il 2030, grazie alla combinazione di un’alta digitalizzazione, una popolazione che invecchia e una crescente diffusione della vita in solitudine.
Nuovi settori di crescita
Accanto a questi cambiamenti strutturali, inoltre, emerge anche una significativa evoluzione culturale e generazionale. Come osserva la rivista Time, i giovani cinesi stanno reinterpretando il concetto di “buona vita”, spostando l’attenzione dai tradizionali indicatori di successo - matrimonio, proprietà immobiliare e carriera stabile - a valori più individualisti, centrati sul benessere psicologico, la realizzazione personale e la libertà economica.
L’espressione social “Ai ni laoji” (“amati, caro amico”), diventata virale sui social network, sintetizza perfettamente questa tendenza: i giovani incoraggiano se stessi a dedicarsi piccoli piaceri, dalla spesa per oggetti da collezione o hobby, ai trattamenti di bellezza o esperienze gastronomiche, come forma di gratificazione immediata in un contesto urbano competitivo e incerto.
La combinazione di solitudine strutturale, aspirazioni individuali e innovazioni tecnologiche sta così delineando un mercato in crescita che coinvolge settori finanziari, sanitari, tecnologici e culturali, trasformando la solitudine da sfida sociale in una forza economica sostenibile e culturalmente significativa. Benvenuti nell’era dell’economia della solitudine.