Cina: export cresce nonostante dazi. Ecco perché

Nonostante i dazi statunitensi, le indicazioni arrivate questa mattina da Pechino hanno stupito gli operatori.

Cina: export cresce nonostante dazi. Ecco perché

Rispetto a un anno fa, le esportazioni cinesi a luglio hanno evidenziato un rialzo del 3,3% mentre le importazioni sono scese del 5,6%. Lo ha annunciato oggi, alle 5 italiane, l’autorità doganale del Dragone.

Gli economisti avevano stimato un calo delle esportazioni di circa 2 punti percentuali e un rosso per le merci acquistate dall’estero dell’8,3%.

Nel complesso, l’avanzo della bilancia commerciale cinese il mese scorso è passato da 51 a 45,1 miliardi di dollari, contro i 43,2 miliardi stimati dagli analisti.

Bilancia Commerciale Cina: surplus con Washington a 28 mld

Nonostante la pressione esercitata dai dazi statunitensi, le indicazioni in arrivo da Pechino hanno stupito in positivo gli operatori. L’avanzo commerciale con Washington è passato da 29,9 a 28 miliardi di dollari, portando il dato 2019 a 168,5 miliardi.

Nonostante un rincaro del 25% su 200 miliardi di “Made in China” varato a maggio dall’amministrazione Trump, l’indebolimento dello yuan (sia nei confronti del dollaro che delle altre valute) ha permesso di ammorbidire gli effetti della misura.

Se da un lato attenua l’effetto dell’incremento delle tariffe statunitensi, la svalutazione dello yuan dall’altro spinge le vendite di beni cinesi nel resto del mondo. E, anche in presenza di una divisa svalutata, le importazioni sono scese meno del previsto.

Bilancia Commerciale Cina: outlook sui prossimi mesi

Secondo Julian Evans-Pritchard, economista di Capital Economics, si tratta di un trend che non dovrebbe durare troppo. “Le esportazioni dovrebbero confermarsi deboli nei prossimi trimestri visto che a nuovi cali del renminbi dovrebbero corrispondere nuove tariffe e una generale debolezza estera”, ha detto l’esperto.

In corrispondenza dell’inizio di settembre dovrebbero entrare in vigore nuove tariffe del 10% su beni cinesi per 300 miliardi di dollari. Si tratta di una misura che, stima Citi, potrebbe ridurre le esportazioni cinesi del 2,7% e tagliare la crescita della seconda economia mondiale (al +6,2% nel secondo trimestre, dato minore da 27 anni) di 50 punti base.

Anche se il dato di agosto potrebbe beneficiare dell’incremento delle spedizioni prima che, il 1° settembre, le nuove misure entrino in vigore, “si tratta di un effetto che potrebbe risultare minore rispetto ai precedenti visto che i magazzini dei porti statunitensi hanno una capacità di carico limitata”.

Le nuove minacce di Trump hanno spinto le autorità cinesi ad interrompere gli acquisti di valuta estera, permettendo così alla moneta del popolo di scendere ai livelli minori dal 2008 nei confronti del biglietto verde (Guerra commerciale: Yuan ai minimi dal 2008, Pechino sfida Trump sulle valute?).

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