“Ci ha collezionato come carte Pokémon”: la denuncia di un’ex dipendente di Meta

Enrica Perucchietti

22 Marzo 2023 - 10:00

Una ex dipendente spiega su TikTok il sistema delle assunzioni falsate e strumentale: Meta avrebbe arruolato migliaia di persone, sottraendole alla concorrenza e pagandole per non fare nulla.

“Ci ha collezionato come carte Pokémon”: la denuncia di un’ex dipendente di Meta

«Era un ambiente molto strano e sembrava che Meta stesse assumendo persone in modo che altre società non potessero averci e ci stessero semplicemente accumulando come carte Pokémon».

È l’accusa lanciata dall’ex dipendente di Meta, Brit Levy, che su TikTok, in un video diventato virale, ha raccontato il retroscena dell’ondata ondata di licenziamenti della società.

Lei e altri colleghi sarebbero stati pagati «per sospendere la propria carriera» e soprattutto per evitare che venissero assunti da aziende rivali.

Dietro i licenziamenti di Meta non ci sarebbe solo la crisi economica globale, l’anno nero delle Big Tech e il flop del metaverso, ma anche un sistema di assunzioni falsato e strumentale, messo in atto dall’azienda.

Meta avrebbe arruolato migliaia di persone, pagandole per non fare nulla. Erano per lo più lavori falsi, sistemazioni provvisorie. L’azienda lo ha fatto un po’ per far vedere al mondo e agli investitori che tutto andava alla grande, e un po’ per sottrarre forza lavoro qualificata alla concorrenza.

In un video che conta più di un milione di visualizzazioni, Brit Levy ha spiegato che è stata assunta nell’aprile del 2022: «Tutti quelli con cui ho lavorato hanno dovuto lavorare sulle cose, ma io no. Quindi sono una di quei dipendenti che sono stati assunti in una posizione davvero strana, mi hanno immediatamente inserito in un gruppo di persone che non lavoravano».

E non in senso figurato: «Voglio dire, tipo, eravamo solo seduti lì. Fondamentalmente abbiamo dovuto lottare per trovare lavoro».

Sorpresa per la situazione lavorativa inattesa, Levy ha cominciato a parlare ci colleghi per capire quale fosse il loro ruolo nell’azienda e la maggior parte le ha risposto che non stavano lavorando a nulla. Molti si sono inventati un impiego da sé, per ammazzare il tempo in ufficio.

Per quanto possa sembrare inebriante essere pagati per non lavorare, è pur vero, come osserva Levy nel video su TikTok, che la sua carriera (così come quella dei colleghi) è rimasta ferma al palo, non avendo acquisito né esperienza né maggiori competenze, nella speranza che il vento cambiasse.

Il vento è cambiato ma ha portato con sé un’ondata di licenziamenti.