Chi è e quanti soldi ha Andrea Pignataro, il 3° uomo più ricco d’Italia? Potrebbe comprare la S.S. Lazio

Giacomo Astaldi

11 Giugno 2026 - 10:01

Andrea Pignataro è il terzo uomo più ricco in Italia e voci lo danno per interessato ad acquistare la S.S. Lazio. Ecco quanti soldi ha e come è composto il suo patrimonio.

 Chi è e quanti soldi ha Andrea Pignataro, il 3° uomo più ricco d’Italia? Potrebbe comprare la S.S. Lazio

Andrea Pignataro è al momento il terzo uomo più ricco d’Italia, con un patrimonio netto di 41,7 miliardi di dollari (circa 36,07 miliardi di euro). Più facoltosi di lui, secondo il ranking in tempo reale di Forbes, solo Giancarlo Devasini (con un patrimonio di 89,3 miliardi di dollari) e Giovanni Ferrero (47,7 miliardi di dollari).

Ma chi è Andrea Pignataro? E cosa c’entra con la Lazio?
Figlio di un medico bolognese, Pignataro ha costruito la sua fortuna lontano dai riflettori, nel mondo della finanza ad alta frequenza. È il fondatore e CEO di ION Group, un colosso quasi sconosciuto al grande pubblico ma decisivo nell’infrastruttura dei mercati finanziari globali. La sua società fornisce software e tecnologia a banche, broker e borse di tutto il mondo, i principali istituti finanziari del pianeta.

Discreto, schivo, abituato a muoversi nell’ombra, Pignataro è balzato di recente alle cronache italiane non per qualche operazione di mercato, ma per un rumor che ha fatto sognare i tifosi biancocelesti. Il suo nome, infatti, circola con insistenza come possibile acquirente della S.S. Lazio. Con un patrimonio da capogiro, possiede certamente le risorse economiche per rilevare il club capitolino dal presidente Claudio Lotito.

Ma qual è la biografia del miliardario bolognese e quanto è concreta l’ipotesi di un suo sbarco nella Serie A?

Chi è Andrea Pignataro? La biografia

Nato a Bologna il 10 giugno 1970, Andrea Pignataro (56 anni) è una di quelle figure poco conosciute al grande pubblico, seppur abbia in mano miliardi di euro. Dopo la laurea in Economia all’Università di Bologna, si trasferisce nel Regno Unito per conseguire un dottorato in Matematica all’Imperial College di Londra. Il suo percorso accademico dice molto di lui, non un finanziere come molti, ma un matematico prestato ai mercati.

Inizia la carriera negli anni ’90 come trader obbligazionario alla Salomon Brothers, a Londra, dove acquisisce una consapevolezza che cambierà la sua vita, quella legata al fatto che nel mondo della finanza si sprecava troppo tempo su operazioni che potevano essere automatizzate.

Da quell’intuizione nasce l’idea di una «algo-azienda», una struttura pensata per elaborare e gestire decisioni tramite algoritmi e dati. Nel 1999 fonda ION Investment Group a Londra, in origine una joint venture tra Salomon e una società di software italiana, la List di Pisa.

Oggi, Pignataro vive in Svizzera e guida un impero tecnologico-finanziario globale, pur rimanendo fedele alla sua indole. E, infatti, raramente concede interviste e mantiene un profilo pubblico assai basso.

Quanto guadagna Andrea Pignataro?

Come quasi tutti i miliardari che controllano società private, Andrea Pignataro non ha uno «stipendio» dichiarato pubblicamente perché la sua ricchezza deriva direttamente dalla crescita del valore del suo impero.

Il modo più accurato per misurare la ricchezza di Pignataro è guardare l’incremento del suo patrimonio netto. Nel 2024 Forbes gli attribuiva un patrimonio di 27,5 miliardi di dollari ma oggi la stima è schizzata a 41,7 miliardi, per una crescita di oltre 14 miliardi di dollari.

Ma da dove vengono i soldi? In vent’anni Pignataro ha acquistato più di 30 aziende nel campo dei dati e delle tecnologie finanziarie, senza portarne in Borsa nemmeno una. ION Group è infatti una società privata: la ricchezza di Pignataro è quindi sostanzialmente legata alla crescita del valore del gruppo nel tempo, più che a dividendi o compensi formali dichiarati pubblicamente.

In Italia il miliardario bolognese ha investito circa 6 miliardi di euro, puntando su società chiave nei settori dei dati, del credito e delle infrastrutture finanziarie. Tra le acquisizioni principali troviamo: Cedacri, rilevata nel 2021 per circa 1,5 miliardi, che gestisce ogni giorno decine di milioni di transazioni e serve oltre 200 istituzioni bancarie; Cerved, il maggiore operatore italiano nell’analisi del rischio di credito, acquisita con un’OPA da circa 1,8 miliardi; Prelios (ex Pirelli Real Estate), rilevata nel 2024 per 1,35 miliardi, attiva nella gestione di crediti deteriorati e fondi immobiliari.

Detiene il 2% di Monte dei Paschi di Siena (circa 50 milioni), il 9,4% di Banca Illimity (circa 90 milioni) e il 32% della Cassa di Risparmio di Volterra (15 milioni).

Fuori dalla finanza, attraverso la sua holding Piga srl detiene il 58,5% di Macron, il marchio di abbigliamento tecnico-sportivo bolognese sponsor del Bologna FC, e il 10,3% de La Nave di Teseo, la casa editrice di Elisabetta Sgarbi. Sempre tramite Piga srl detiene il 50% di Lagfin, la holding della famiglia Garavoglia proprietaria di Campari.

Ha poi investito 300 milioni di dollari per acquisire Canouan Estate, una proprietà di 1.280 acri con ville e hotel di lusso a Saint Vincent e Grenadine, nei Caraibi e ha immobili a Saint Moritz, Londra, Milano, Pisa e in Sardegna. QdS

Il potenziale interesse per la S.S. Lazio

Il nome di Pignataro ha fatto il suo ingresso nel mondo del calcio il 20 febbraio 2026, quando il sito Cronache di Spogliatoio ha lanciato l’indiscrezione su una possibile cessione della Lazio in cui venivano indicati come possibili acquirenti un misterioso fondo qatariota e lo stesso imprenditore bolognese.

La notizia rimbalza subito sui social e accende la fantasia dei tifosi biancocelesti, ma la società ha risposto con una smentita categorica - la S.S. Lazio non è in vendita e il club dichiara di non aver ricevuto alcuna offerta, manifestazione di interesse o proposta formale da parte italiana o straniera. La vicenda si arricchisce poi di un dettaglio curioso, in quanto è emerso un legame tra Pignataro e Cronache di Spogliatoio, la testata che aveva lanciato la notizia. A gennaio 2026 il sito era stato acquistato dalla società Be Water, fondata e gestita da Guido Maria Brera, co-fondatore del gruppo Kairos, che fino al 2020 era stato azionista di minoranza proprio di ION Group.

Non sono emersi ulteriori sviluppi, ma i rumors su un possibile annuncio questo venerdì 12 giugno da parte della Lazio, a chiusura di sessione, alimentano la fantasia.

Il contenzioso di Pignataro con il Fisco italiano

Pignataro è protagonista (anche) di una lunga battaglia con il Fisco. La Procura di Bologna aveva aperto un’inchiesta per presunta evasione fiscale, contestando al gruppo ION il mancato pagamento di imposte per circa mezzo miliardo di euro nel decennio 2013-2023, cifra salita a 1,2 miliardi con gli interessi.

Al centro della disputa c’era la residenza fiscale con la Guardia di Finanza, esaminando viaggi, celle telefoniche e relazioni personali, che era arrivata alla conclusione che l’imprenditore passasse la maggior parte del tempo in Italia, nonostante la residenza ufficiale a Saint Moritz. Il 29 maggio 2025 l’Agenzia delle Entrate ha formalizzato la conclusione dell’accertamento e Pignataro ha accettato di pagare 280 milioni di euro in cinque anni. I suoi legali hanno tenuto a precisare che non si è trattato di evasione, ma di una divergenza interpretativa ormai superata anche dal legislatore, e che l’accordo non implica alcun riconoscimento di colpevolezza. Sul fronte penale, la storia si è conclusa altrettanto favorevolmente per Pignataro, con il GIP che ha disposto l’archiviazione del procedimento accogliendo la richiesta degli stessi pubblici ministeri, poiché il centro degli interessi economici dell’imprenditore risultava prevalentemente localizzato all’estero.