Casa in affitto, il proprietario può mantenere la residenza nell’immobile locato?

Patrizia Del Pidio

13 Luglio 2023 - 15:42

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Cosa fare e come comportarsi se quando si prende in affitto un appartamento il proprietario mantiene la sua residenza nello stesso? Si tratta di un comportamento legale?

Casa in affitto, il proprietario può mantenere la residenza nell’immobile locato?

Può capitare che quando si prende in affitto un immobile il proprietario chieda di mantenere la residenza nello stesso anche se in realtà non ci vive. Magari lo chiede per ricevere la posta, magari per avere un punto di riferimento nella città, ma nella maggior parte dei casi la richiesta è fraudolenta. Perché mantenendo la residenza nell’immobile, anche se locato, non sarà costretto a pagare l’Imu visto che risulterà, comunque prima casa.

Si tratta di un comportamento corretto? E l’inquilino cosa può fare per non accettare una situazione di questo genere che solitamente non è chiaramente prevista nel contratto di affitto? Si tratta di una questione molto delicata perché si rischia di rovinare del tutto i rapporti con il proprietario dell’immobile che poi, potrebbe rendere un vero e proprio inferno la permanenza nello stesso per tutta la durata del contratto. Ma si tratta anche di far valere i propri diritti.

Quando il proprietario può mantenere la residenza nell’immobile che affitta?

Quando si affitta un immobile il suo possesso e il suo godimento passano all’inquilino, anche se la proprietà rimane, ovviamente, al proprietario. Proprio per questo motivo il proprietario dell’immobile, avendolo locato, non può mantenere la residenza in un immobile di cui perde il diritto di godimento.

L’unico modo per mantenere la residenza nell’immobile è quello di riservarsi, nel contratto di affitto, l’uso di una porzione dell’immobile (una stanza ad esempio) abbassando, di fatto l’importo del canone di affitto. In questo caso, se si riserva l’uso di una stanza, può mantenere la residenza nell’immobile.

La residenza in un immobile del tutto locato non può essere mantenuta dal proprietario

Se nel contratto di affitto, però, non risulta in nessun punto che il proprietario si riserva l’utilizzo di una parte dell’immobile e lo loca nella sua interezza, non può pretendere che l’inquilino mantenga nello stesso la residenza del proprietario stesso o di un suo familiare (il coniuge o l’ex coniuge ad esempio) al solo fine permettergli non pagare l’Imu.

Anche perché, potrebbe non sembrare, ma detenere la residenza di una persona estranea all’interno della propria casa può essere anche abbastanza fastidioso: ricevere posta, firmare raccomandate, rispondere, magari, al citofono a forze dell’ordine che cercano questa persona. Anche se possono sembrare cose da poco, alla lunga diventano «scocciature» piuttosto pesanti soprattutto se il padrone di casa non si comporta bene anche su altri versanti.

Cosa fare per impedire la residenza fittizia?

Sapendo benissimo che quella che è stata imposta è una residenza fittizia, fasulla, falsa perché di questa persona che dovrebbe vivere nell’immobile non si conosce neanche l’aspetto, cosa si può fare per denunciare la situazione?

Ci si deve rivolgere all’ufficio anagrafe del Comune in cui è ubicato l’immobile e fare una denuncia di irreperibilità della persona in questione facendo presente che non vive nell’immobile nonostante vi abbia la residenza. La raccomandazione è quella di fare questa operazione prima di lasciare l’immobile poiché nella stessa verrà chiesto a che titolo si fa la dichiarazione e se non si vive nell’immobile non verrà presa in considerazione. Quindi è fuori discussione attendere che scada il contratto di affitto per denunciare il comportamento fraudolento (magari lo si può fare dopo aver mandato lettera di disdetta dello stesso).

In questo modo ci si comporterà da cittadini onesti che denunciano un comportamento che mira all’evasione fiscale (dell’Imu in questo caso). Tra l’altro chi dichiara una falsa residenza commette anche il reato di falso in atto pubblico di cui all’art. 483 c.p., punito con la reclusione da 3 mesi a 2 anni. Inoltre il cittadino in questione sarà cancellato dall’anagrafe dei cittadini residenti per irreperibilità.

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