Cambio di residenza: dopo quanto è effettivo?

Antonio Cosenza

16/02/2021

20/04/2021 - 12:20

condividi

Per il buon esito del cambio di residenza non bisogna attendere la comunicazione del Comune: secondo il principio del tacito assenso, la richiesta viene considerata automaticamente come accolta dopo il termine di 45 giorni.

Cambio di residenza: dopo quanto è effettivo?

Dopo quanto diventa effettivo il cambio di residenza?

Spesso riceviamo dai nostri lettori delle richieste di chiarimento a riguardo, i quali attendono di ricevere una risposta in merito all’accoglimento dell’istanza. Tuttavia, specialmente in questo periodo in cui - causa Covid - gli uffici dei Comuni sono oberati dal lavoro, per ricevere una risposta in merito all’esito del cambio di residenza si rischia di dover attendere diversi mesi, con la possibilità anche che questa non arrivi mai.

L’errore che commettono molte persone, però, è quello per cui senza risposta da parte del Comune si pensa che la richiesta del cambio di residenza non sia stata ancora accolta e di conseguenza, laddove richiesto, si indica ancora il precedente indirizzo.

Questo perché non si conosce quanto indicato dalla normativa in materia, nella quale vige il principio del tacito assenso. In assenza di una comunicazione del Comune entro un certo termine dalla presentazione della richiesta di cambio di residenza, infatti, questa va comunque considerata come accolta.

Cambio di residenza: il principio del tacito assenso

Per quanto riguarda il cambio di residenza e l’accoglimento della domanda si deve tener conto di quanto stabilito dal Decreto del Presidente della Repubblica n° 154/2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 211/2012.

Si tratta del “regolamento di attuazione dell’articolo 5 del decreto-legge 9 febbraio 2012” - poi convertito dalla legge 35/2012 - “in materia di variazioni anagrafiche”. Qui viene descritto l’iter per il cambio di residenza ancora oggi in vigore e che si applica per tutti i Comuni d’Italia.

In particolare, è qui che viene descritto il principio del tacito assenso del cambio di residenza, il quale prevede che in determinate circostanze - ossia quando trascorre un certo limite di tempo dalla data di presentazione della domanda - non è necessaria la risposta del Comune per essere certi del buon esito della stessa.

Cambio di residenza: le tempistiche

Nel dettaglio, ai sensi del provvedimento entrato in vigore nel 2012, le dichiarazioni di residenza, come pure le variazioni anagrafiche dichiarate dal cittadini, vengono automaticamente iscritte dall’Ufficiale dell’anagrafe entro i due giorni lavorativi successivi dalla presentazione delle dichiarazioni. L’unico caso in cui ciò non avviene è quello per cui l’atto è da considerarsi come nullo (ad esempio come nel caso di vizio della firma).

Dalla presentazione della domanda, inoltre, scatta un altro termine: entro i 45° giorni successivi, infatti, il Comune ha la possibilità di effettuare gli accertamenti e le verifiche necessarie per valutare la veridicità delle dichiarazioni. Nel caso di cambio di residenza, quindi, potrebbe esserci un controllo da parte della Polizia Locale volto a verificare che effettivamente si risieda dove comunicato e che non si tratti di un cambio di residenza fittizio.

Non sempre, però, questo controllo avviene e nella maggior parte dei casi, specialmente adesso che gli uffici comunali sono oberati dal lavoro e con la maggior parte del personale in smart working, non si riceve neppure una risposta da parte del Comune.

Ed è qui che interviene il principio del tacito assenso: nel suddetto DPR, infatti, si legge che superato il termine dei 45 giorni, la dichiarazione di residenza è da considerarsi come accolta a mezzo del meccanismo del silenzio-assenso.

Argomenti

Iscriviti a Money.it