I prezzi delle auto stanno salendo in tutto il mondo. Eppure, nonostante quest’ondata inflazionistica, un costruttore si muove in direzione opposta. BYD ha tagliato i prezzi su 22 dei suoi modelli elettrici e ibridi, portando il prezzo del suo popolare modello Seagull al di sotto di quello di una bici da strada di alta gamma.
A prima vista, potrebbe sembrare un tentativo disperato di stimolare le vendite in un mercato in rallentamento. Ma questa lettura perde di vista il quadro generale.
Il Seagull, già un’eccezione globale per il suo prezzo estremamente basso, è ora sceso ulteriormente a soli 55.800 Rmb (7.780 dollari) in Cina. Il taglio più consistente ha riguardato il modello Seal con doppio motore ibrido, sceso di 53.000 Rmb fino a 102.800 Rmb.
Questi tagli arrivano mentre l’industria EV entra in una nuova fase. Nonostante le vendite complessive siano ancora elevate, la crescita sta rallentando. In Cina, ad aprile i concessionari avevano 3,5 milioni di veicoli elettrici invenduti, il livello più alto da dicembre 2023.
La maggior parte delle case automobilistiche reagirebbe con cautela a un rallentamento, tagliando produzione e incentivi. BYD può invece permettersi un approccio aggressivo grazie alla sua struttura di costi unica basata sull’integrazione verticale. Produce le proprie batterie, progetta i suoi chip e controlla direttamente le operazioni.
Questo vantaggio competitivo significa che, quando i concorrenti tagliano i prezzi, lo fanno sacrificando margini già fragili. Quando lo fa BYD, acquista quote di mercato e potere di prezzare in futuro. Nonostante molteplici tornate di ribassi negli ultimi anni — alcune fino al 30% — i margini lordi sono aumentati dal 2021, a dimostrazione del suo cuscinetto di profittabilità.
La capacità di battere i rivali senza compromettere la redditività segna un cambiamento più ampio nel valore percepito dei veicoli elettrici. I produttori storici hanno finora posizionato gli EV come prodotti premium, giustificando i costi con la tecnologia e il valore del marchio. L’approccio di BYD mette in discussione questa narrativa, lasciando ai concorrenti meno giustificazioni per mantenere prezzi elevati.
Alcuni critici sostengono che questa strategia aggressiva non sia sostenibile. Il timore è che prezzi troppo bassi possano innescare una corsa al ribasso, comprimendo i profitti di tutto il settore. Inoltre, l’espansione globale comporta costi regolatori, logistici e del lavoro più alti, che potrebbero mettere alla prova l’efficienza dell’azienda.
Per ora però, i conti di BYD restano solidi. Nel primo trimestre ha registrato un margine lordo vicino al 20%, superiore al 16% di Tesla e alla maggior parte dei rivali locali ancora in perdita. Le azioni di BYD sono salite dell’80% nell’ultimo anno, riflettendo l’aspettativa che la sua strategia di prezzo possa ridefinire il mercato globale degli EV, nonostante un calo del 10% dopo l’ultimo round di ribassi.
La nuova ondata di tagli obbliga i concorrenti a scegliere: adeguarsi assorbendo tensioni finanziarie o mantenere i prezzi perdendo volumi. Per i rivali più deboli, la consolidazione potrebbe diventare inevitabile.
Non ci sono molti precedenti per un pricing così aggressivo nel settore auto. Ma ci sono chiari parallelismi con la guerra degli smartphone negli anni 2010. Dopo il 2013, l’hardware degli smartphone è diventato una commodity e le aspettative dei consumatori si sono spostate dall’innovazione al valore. Il mercato si è consolidato su larga scala, passando da oltre 50 marchi globali a pochi giganti. Brand come LG, Nokia, Motorola e BlackBerry sono rapidamente spariti. Solo chi aveva integrazione verticale e scala globale — Apple e Samsung — ha mantenuto potere e controllo.
Le case automobilistiche stanno affrontando pressioni simili: in Europa, dove si stanno adattando ai nuovi costi dell’elettrificazione, il colpo di prezzo di BYD è un campanello d’allarme. Lo scorso mese ha superato Tesla nelle vendite regionali di EV per la prima volta: Tesla in calo del 49%, BYD in aumento del 169%. A Singapore, è diventata la marca più venduta, superando Toyota nonostante prezzi simili.
Questa rapida espansione dimostra come BYD stia saturando il mercato EV in ogni segmento, da quello base al premium, suggerendo che nemmeno la strategia premium sia più un rifugio sicuro per i produttori globali.
I produttori storici, molti dei quali finora rimasti ai margini della guerra dei prezzi cinese, affrontano una realtà scomoda: anche fuori dalla Cina, devono giustificare prezzi molto più alti per modelli comparabili nei mercati chiave come Europa, sud-est asiatico e America Latina.
In definitiva, la competizione EV si sta trasformando in una battaglia di margini che pochi sono pronti a vincere. Più che un’innovazione specifica, il vero stravolgimento portato da BYD è stato riscrivere le regole su quanto debba costare davvero un veicolo elettrico.
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