Sprechi alimentari: combatterli può aprire a un mercato da $2.500 miliardi

La lotta agli sprechi alimentari darebbe vita a un business dalla portata economica inimmaginabile, direttamente connesso alla crisi climatica. I dettagli

Sprechi alimentari: combatterli può aprire a un mercato da $2.500 miliardi

La lotta agli sprechi alimentari? Darebbe vita a un business da 2.500 miliardi di dollari l’anno. A rivelarlo, seppure indirettamente, sono le Nazioni Unite, che hanno quantificato il cosiddetto ’food waste’ come una problematica che grava su società, ambiente ed economia per un costo che si aggira attorno ai 2.500 miliardi di dollari annui.

Per questo il ruolo cruciale del tema nella crescente crisi climatica sta generando un nuovo mercato per le imprese che possono contribuire a risolvere parte del problema.
L’Onu ha infatti identificato i rifiuti alimentari come una delle principali cause di emissioni di anidride carbonica.

E mentre il dibattito mondiale sulla crisi climatica si fa sempre più intenso, può emergere un’industria pronta a combattere uno dei principali problemi connessi al ’climate change’.

Sprechi alimentari: combatterli apre un business

Secondo le Nazioni Unite gli sprechi alimentari rappresentano uno dei maggiori fattori che contribuiscono al cambiamento climatico globale.

Questi ultimi infatti generano 4,4 gigatonnellate di biossido di carbonio su base annuale, per un costo sociale, ambientale ed economico di circa 2.500 miliardi di dollari l’anno.
Le implicazioni sull’ambiente sono evidenti, e ci si rende conto sempre di più dell’importanza per le aziende di introdurre misure utili ad affrontare il problema.

Proprio in quest’ottica Good For Food, società di analisi dei dati, sta individuando soluzioni pratiche per il problema e compagnie specifiche in grado di occuparsi della ridistribuzione e del riciclo di sprechi alimentari.

Malgrado - chiarisce l’ONU - occorrerebbe mirare a una prevenzione, le soluzioni individuate dagli sforzi di Good For Food possono tagliare gli sprechi alimentari del 30-50%, e garantire al contempo la produzione di fertilizzanti e combustibili.

Tra le società individuate c’è Food Bank; ha sede a Singapore ed è una banca alimentare che raccoglie cibo in eccesso dai fornitori e lo ridistribuisce tra strutture di beneficenza. Mentre compagnie del comparto energetico come l’israeliana Homebiogas sono in grado di metabolizzare gli scarti trasformandoli in biogas.

Il co-fondatore di HomeBiogas, Yair Teller, ha affermato che la tecnologia è una chiara soluzione per affrontare il problema degli sprechi alimentari in tutto il mondo, occupandosi al contempo della carenza di energia:

“L’energia, l’elettricità, l’acqua calda, ogni cosa di cui abbiamo bisogno - ma davvero ogni cosa - può provenire da materiale organico. In questo modo, possiamo anche trattare i rifiuti organici che oggi si riversano nei nostri fiumi, nei nostri pozzi, nei nostri mari, contaminando tutto il nostro ambiente”.

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