Due nuovi BTP Valore in arrivo a ottobre 2026. Conviene comprare?

Flavia Provenzani

25 Settembre 2026 - 12:26

Il MEF annuncia per la prima volta un collocamento doppio, dal 19 al 23 ottobre, ma i tassi minimi si conosceranno solo il 16. Quale rendimento servirà per battere un BTP di pari scadenza già quotato?

Due nuovi BTP Valore in arrivo a ottobre 2026. Conviene comprare?

Il Ministero dell’Economia ha annunciato il ritorno del BTP Valore dal 19 al 23 ottobre e per la prima volta il Tesoro colloca contemporaneamente due titoli diversi, acquistabili singolarmente o insieme.

Il primo è un BTP Valore a 5 anni con cedole trimestrali crescenti. Il secondo, denominato BTP Valore Insieme, ha la stessa durata ma prevede un’unica cedola pagata alla scadenza. Il MEF precisa che i due titoli offriranno all’emissione rendimenti equivalenti dal punto di vista finanziario, come si legge nel comunicato.

Oggi manca l’informazione decisiva per decidere se sottoscrivere, poiché i tassi minimi garantiti verranno comunicati soltanto venerdì 16 ottobre, insieme agli ISIN, chi si chiede se convenga sottoscrivere non ha quindi ancora gli elementi per rispondere. Quello che si può fare, però, è arrivare preparati a quella data. Serve sapere come si è comportato il Tesoro nelle emissioni precedenti e, soprattutto, quale soglia i nuovi tassi dovranno superare per risultare davvero competitivi rispetto a un BTP già quotato sul mercato.

Cosa sappiamo dell’emissione di BTP Valore dal 19 al 23 ottobre

Le caratteristiche già note sono quelle consuete della famiglia:

  • l’investimento minimo è di 1.000 euro per ciascuno dei due titoli,
  • il collocamento avviene alla pari, cioè a prezzo 100, e senza commissioni, con sottoscrizione garantita per l’intero importo richiesto. Il rimborso avviene alla pari in un’unica soluzione alla scadenza.

Resta la tassazione agevolata al 12,5% su cedole ed eventuale premio, l’esenzione dall’imposta di successione e l’esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro di titoli di Stato. Il collocamento si svolge sul MOT di Borsa Italiana tramite i dealer Intesa Sanpaolo e UniCredit, con Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM come co-dealer.

Rispetto a tutte le emissioni precedenti manca però il premio fedeltà finale, che nelle sette edizioni passate era compreso tra lo 0,5% e l’1% del capitale ed è sempre stato riconosciuto a chi manteneva il titolo fino alla scadenza. Per questa emissione non è previsto.

Cosa ci dice lo storico delle emissioni di BTP Valore

Dal giugno 2023 il Tesoro ha collocato sette emissioni della famiglia BTP Valore, raccogliendo complessivamente oltre 100 miliardi di euro.

EmissioneDurataTassi minimi annunciatiTassi definitiviPremioRaccolta
Giugno 2023 4 anni 3,25% (1° e 2° anno) / 4% (3° e 4° anno) confermati 0,50% 18,19 mld
Ottobre 2023 5 anni 4,10% (1°, 2° e 3° anno) / 4,50% (4° e 5° anno) confermati 0,50% 17,19 mld
Febbraio 2024 6 anni 3,25% (1°, 2° e 3° anno) / 4,00% (4°, 5° e 6° anno) confermati 0,70% 18,31 mld
Maggio 2024 6 anni 3,35% (1°, 2° e 3° anno) / 3,90% (4°, 5° e 6° anno) confermati 0,80% 11,22 mld
Febbraio 2025 (BTP Più) 8 anni 2,80% (1°, 2°, 3° e 4° anno) / 3,60% (5°, 6°, 7° e 8° anno) 2,85% (1°, 2°, 3° e 4° anno) / 3,70% (5°, 6°, 7° e 8° anno) n.d. 14,91 mld
Ottobre 2025 7 anni 2,60% (1°, 2° e 3° anno) / 3,10% (4° e 5° anno) / 4,00% (6° e 7° anno) confermati 0,80% 16,52 mld
Marzo 2026 6 anni 2,50% (1° e 2° anno) / 2,80% (3° e 4° anno) / 3,50% (5° e 6° anno) 2,60% (1° e 2° anno) / 3,20% (3° e 4° anno) / 3,80% (5° e 6° anno) 0,80% circa 16 mld

Ricordiamo che i tassi minimi annunciati alla vigilia possono essere ritoccati al rialzo al termine del collocamento, in base alle condizioni di mercato. Per anni il Tesoro si è limitato a confermarli. A marzo 2026, però, ha rivisto al rialzo tutte e tre le fasce, con un ritocco particolarmente significativo sulla seconda, passata dal 2,80% al 3,20%. È un precedente da tenere presente guardando ai tassi che saranno comunicati il 16 ottobre, che rappresentano un floor, non necessariamente il rendimento finale.

L’altra evidenza che emerge dalla tabella è la progressiva discesa delle cedole, che riflette il ciclo dei tassi: dal 4,10-4,50% dell’autunno 2023 si è scesi al 2,60-3,80% della scorsa primavera. Il contesto, però, è di nuovo cambiato, con la BCE che ha alzato i tassi due volte nel 2026, portando il tasso sui depositi al 2,50%, e i rendimenti dei titoli di Stato sono tornati a salire.

Quanto rende oggi un BTP a 5 anni?

Come ben sappiamo, un BTP Valore si compra a 100 e si rimborsa a 100 e tutto il rendimento arriva dalle cedole e dall’eventuale premio. Un BTP tradizionale acquistato sul mercato secondario, invece, quota quasi sempre sopra o sotto la pari, e quella differenza fa parte del rendimento.

Oggi diversi BTP con scadenza intorno ai 5 anni trattano sotto la pari, e chi li porta a scadenza incassa anche la differenza tra prezzo di acquisto e rimborso, tassata al 12,5%. Prendendo i riferimenti del 25 settembre ore 11:30, il BTP con scadenza luglio 2031 e cedola 3,45% quota 97,83, con un rendimento netto a scadenza del 3,48%. Il BTP ottobre 2030 con cedola 2,70% quota 95,81, con rendimento netto del 3,42%.

Il calcolo per capire se i nuovi BTP Valore convengono

Su un titolo comprato e rimborsato a 100, e senza premio finale, il rendimento lordo annuo coincide in prima approssimazione con la media ponderata delle cedole. Il netto si ottiene applicando la tassazione del 12,5%.
Per eguagliare un rendimento netto del 3,45% servirebbe quindi un rendimento lordo intorno al 3,94%, che in assenza del premio deve arrivare interamente dalle cedole.

Nelle emissioni precedenti il premio fedeltà dello 0,8% valeva circa 0,16 punti percentuali all’anno su cinque anni, ma senza questa componente la media delle cedole deve salire nella stessa misura per ottenere lo stesso risultato.

Per avere un’idea di cosa significhi, la media ponderata delle cedole dell’emissione di marzo 2026 è stata del 3,20% su sei anni, quella di ottobre 2025 del 3,14% su sette anni. Un profilo che oggi garantisse il 3,94% medio su cinque anni corrisponderebbe, per esempio, a uno step-up del 3,60% per i primi tre anni e del 4,45% per gli ultimi due, oppure a una struttura a tre fasce con 3,55%, 4,00% e 4,60%.

Attenzione: questi calcoli sono un esercizio di metodo, non una valutazione dell’emissione di ottobre. Finché il MEF non comunicherà i tassi minimi garantiti, venerdì 16 ottobre, nessuno può dire se il nuovo BTP Valore sarà conveniente poiché mancano i numeri su cui fondare qualsiasi giudizio.

Quello che abbiamo fatto ora è costruire il metro di paragone, cioè il rendimento netto offerto da un BTP di pari durata già quotato sul mercato. Anche questo metro, però, si sposta di giorno in giorno. I riferimenti usati qui sono rilevazioni del 25 settembre e del 16 ottobre saranno diversi, così come sarà diversa la soglia che ne deriva.

In questa fase, peraltro, i rendimenti si stanno muovendo parecchio, e quasi sempre al rialzo. Il decennale italiano è passato dal 3,94% di inizio agosto al 4,546% di oggi, a livelli che non si vedevano da tre anni. Dietro questo movimento troviamo il caro energia legato al conflitto in Medio Oriente, che ha riacceso l’inflazione e ha portato i mercati ad attendersi nuovi rialzi dei tassi dopo quelli già decisi da BCE e Federal Reserve, come anche la ripresa delle emissioni di debito pubblico dopo la pausa estiva, che aumenta l’offerta di titoli sul mercato e il conseguente riposizionamento degli investitori, che vendono i titoli in portafoglio facendone scendere il prezzo e salire il rendimento.

Meglio cedola trimestrale o cedola unica a scadenza?

La scelta tra BTP Valore e BTP Valore Insieme non riguarda il rendimento, che il MEF dichiara “equivalente” all’emissione, ma il modo in cui il denaro torna indietro. Il titolo con cedole trimestrali genera un flusso di cassa periodico e sembra adatto a chi vuole integrare un reddito. Il BTP Valore Insieme, con cedola unica alla scadenza, non distribuisce nulla per cinque anni. Elimina il problema del reinvestimento, ma vincola l’intero rendimento al momento finale e non produce liquidità nel frattempo.

C’è, inoltre, da considerare che un titolo che non paga cedole intermedie ha una duration più elevata a parità di scadenza, quindi il suo prezzo reagisce di più alle variazioni dei tassi. Per chi lo mantiene fino alla scadenza, le oscillazioni del prezzo di mercato hanno un’importanza molto minore; per chi potrebbe venderlo prima, invece, la maggiore duration aumenta la sensibilità del prezzo alle variazioni dei tassi.

Cosa fare il 16 ottobre?

Quando arriveranno i tassi minimi, servirà calcolare la media delle cedole annunciate e sommare il premio diviso per cinque, ottenendo il rendimento lordo indicativo, a cui togliere la tassazione del 12,5% per arrivare al netto. Da lì, basterà confrontare quel numero con il rendimento netto a scadenza di un BTP tradizionale con scadenza analoga.

Vanno poi considerati gli elementi che non compaiono nel rendimento: la possibilità che i tassi vengano ritoccati al rialzo a fine collocamento, l’assenza di commissioni di acquisto, la certezza di ottenere l’intero importo richiesto e, sul fronte opposto, l’imposta di bollo dello 0,20% annuo che grava su entrambe le soluzioni.

Se il rendimento netto del Valore risulterà in linea o superiore a quello di un BTP di pari durata, l’emissione avrà una sua logica anche per chi guarda solo ai numeri. Se resterà sotto, la differenza andrà valutata rispetto ai vantaggi accessori, che hanno un valore diverso per ciascun risparmiatore.

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