Conviene comprare il nuovo Btp Valore? Qual è il rendimento minimo del Btp Valore in emissione di oggi, 26 febbraio?
Con un tasso cedolare minimo garantito del 3,25% per i primi tre anni, per poi salire al 4% per gli ultimi tre, il Btp Valore appare come una soluzione di investimento potenzialmente interessante.
Analizziamo tutte le caratteristiche di questo titolo di Stato nel dettaglio, osservando anche i rendimenti offerti da altri Btp sulo mercato, per capire se conviene comprare.
Btp Valore febbraio 2024: cosa c’è da sapere
Un’analisi comparativa del nuovo Btp Valore con ciò che offre il mercato secondario - utile a capire se conviene comprare - ci spinge all’osservazione del Btp 3,5% 1.3.2030, che ha la stessa durata del nuovo Btp Valore.
Alle ore 12:00 del 23 febbraio il suddetto Btp quota 100,16 con un rendimento lordo a scadenza di 3,50%.
Il nuovo Btp Valore, se fossero confermate queste cedole al termine del collocamento, pagato 100 e con la sequenza di cedole come da comunicato, oltre al premio di fedeltà di 0,7% finale, rende invece un 3,74% annuo lordo.
Tale rendimento si ottiene calcolando la media ponderata delle cedole 3,25% e 4%, cioè 3,625%, a cui si somma lo 0,115% di premio fedeltà “per annum”, cioè spalmando lo 0,70% finale sulle sei annualità.
Ci troviamo dunque ad un vantaggio di rendimento del nuovo Btp Valore di +0,24% rispetto al mercato secondario del 23 febbraio.
È più conveniente il nuovo Btp Valore rispetto al Btp 1.3.2030. Ma non di tanto. Il problema è che non sappiamo:
- quale sarà la curva dei tassi italiana al termine del collocamento venerdì 1° marzo 2024;
- quale sarà lo spread Btp-bund nel tratto a 6 anni al termine del collocamento suddetto.
Per quanto riguarda il punto 2, attualmente il Btp 3,50% 2030 a 6 anni italiano ha uno spread di circa 107 punti base sopra il BUND 2,4% 15.11.2030, come BLOOMBERG ci mostra qui sotto:
Tabella Bloomberg
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Il rischio di credito Italia si è dimostrato essere abbastanza stabile nelle ultime settimane, ed è anzi sceso al di sotto dei 150 bps se prendiamo le scadenze a 10 anni.
Ritengo che tale rischio possa rimanere invariato al termine del collocamento e che quindi rimanga sui 106 -108 punti base. Se accadesse il contrario, se cioè si allargasse lo spread tra Btp e bund vorrebbe dire che saremmo entrati in una fase di risk-off dei mercati finanziari, con un aumento delle volatilità azionarie ed obbligazionarie e un aumento dei rendimenti del Btp di mercato secondario.
In tal caso l’aumento dello spread di mercato secondario renderebbe il Btp 3,5% 2030 più competitivo rispetto al Btp Valore, poiché esso raggiungerebbe sul mercato prezzi più bassi e rendimenti più alti, al punto tale da colmare il “gap” con il nuovo Btp Valore di 24 cents di cui sopra.
Per quanto riguarda il punto 1, invece, siamo abituati ad oscillazioni dei tassi sui Btp piuttosto frequenti nelle ultime settimane, anche in assenza di fasi di risk-off dei mercati finanziari, perché legati all’andamento oscillante dei tassi internazionali, e, in ultima analisi, all’andamento del tasso benchmark per tutti i governativi mondiali, vale a dire il tasso a 10 anni del US Treasury.
Se nel corso della settimana, per qualsiasi ragione, dovessero uscire dati macro della zona euro e dati macro USA più effervescenti rispetto alle aspettative, ciò indicherebbe che la strada della Fed e della BCE per l’inizio della nuova politica monetaria ribassista sarebbe una strada più lunga e dilazionata nel tempo.
I tassi di mercato quindi salirebbero. Il Btp 3,5% 2030 ci metterebbe poco a colmare il divario con il Btp Valore marzo 2030 e potrebbe avere così un rendimento a scadenza anche più alto del 3,74%. Rendendo il nuovo Btp Valore poco attraente.
Ma attenzione, se fossimo in presenza di “scosse consistenti” al rialzo sui tassi internazionali, non si esclude che, al termine del collocamento, il MEF possa rivedere al rialzo i due scaglioni di cedole del 3,25%-4% per adeguarsi alle mutate condizioni di mercato.
Tuttavia, può accadere anche il contrario: con l’uscita di dati macroeconomici più “freddi” delle aspettative, ci sarebbero aspettative inflazionistiche più basse delle attuali, che porterebbero i mercati a comprare i bond nel tratto 5 anni-10 anni, facendo scendere i rendimenti di mercato secondario sul tratto a 6 y anche al di sotto dell’attuale 3,50%. E allora converrebbe sottoscrivere il nuovo Btp Valore.
In conclusione, poiché non sappiamo come si evolvono i mercati obbligazionari in settimana e poiché lo spread di rendimento del nuovo Btp Valore 2030 è abbastanza risicato rispetto al Btp 3,5% 2030, è bene non precipitarsi a sottoscrivere tutto e subito il primo giorno di collocamento, ma suddividere in 2 o 3 tranche l’investimento durante la settimana di collocamento.
Magari aspettando almeno il mercoledì 28 febbraio per il primo ordine, e, in assenza di chiusura anticipata, decidendo di trasmettere il secondo e definitivo ordine il giovedì 29 febbraio oppure il venerdì 1° marzo entro le ore 11.00.
Tutto dipenderà dal confronto con il rendimento del Btp 3,5% 2030 sul mercato secondario nel momento in cui deciderete di procedere alla sottoscrizione del nuovo Btp Valore, ma tenendovi sempre informati sulla eventualità della chiusura anticipata.
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