BTP Italia Sì, ecco il calcolo del possibile rendimento su 10.000 euro investiti

Stefano Vozza

10/06/2026

Tra premi finali certi e il tasso minimo garantito all’1,60%, ecco la simulazione di un capitale di medio importo dal principio alla fine sul neo bond retail

BTP Italia Sì, ecco il calcolo del possibile rendimento su 10.000 euro investiti

Lunedì 15 giugno debutterà il titolo di Stato retail “speciale” agganciato all’inflazione nazionale, il BTP Italia Sì. Si riconfermerà il successo, per l’emittente, in termini di raccolta e di contratti conclusi oppure no? Difficile dirlo a priori, ma la sensazione è che non si registreranno gli acquisti copiosi a cui si è abituati su altri titoli come il Valore. Rispetto a quest’ultimo, infatti, l’Italia Sì presenta relative difficoltà di calcolo dei rendimenti, per cui si tende a “snobbarlo”. A proposito di ritorni, prendiamo il BTP Italia Sì e facciamo il calcolo del possibile rendimento su 10.000 euro ivi investiti considerando il tasso minimo garantito all’1,60%, come comunicato oggi dal MEF.

Meglio titoli a tasso fisso o inflation linked?

La madre di tutti gli equivoci sta nella confusione tra i concetti di rendimento lordo, netto e reale. Il primo è con il coupon nominale annuo pubblicizzato dall’emittente di turno, ed è il valore massimo dal quale si parte. Poi si sottraggono le tasse al Fisco (ritenuta e imposto di bollo) e le spese di gestione da versare al proprio intermediario finanziario, banca o Poste che sia. Così si ottiene il netto, che è il reale (i due valori non coincidono) che si ottiene dopo aver sottratto l’inflazione media di periodo. Ora, se il valore che ne viene fuori è positivo allora vuol dire che l’investimento ha generato un’effettiva crescita del capitale investito. In caso contrario la crescita dei prezzi di periodo ha eroso una parte del capitale iniziale, il cui valore, in termini reali, è inferiore a quello di partenza.

Ecco perché i bond a tasso fisso o step-up o step-down (emessi pari durata e contesto di mercato) hanno tassi nominali annui “maggiori” del BTP Italia. Tuttavia, i loro tassi bonariamente “ingannano” la prospettiva e le valutazioni dell’investitore che finisce per scambiare i coupon netti con il ritorno reale. Quest’ultimo però si ottiene solo dopo aver sottratto l’inflazione di periodo. Per cui mentre sul bond Italia (standard e Sì) il ritorno reale è sempre modesto ma positivo, sui BTP a tasso fisso o step-up o step-down la conclusione è tutta da dimostrare.

Il calcolo del possibile rendimento su 10.000 euro investiti in BTP Italia Sì

Per rendere meglio l’idea, facciamo un esempio numerico. Fissiamo arbitrariamente alcuni dati chiave preliminari tipo un capitale investito di 10mila € con cui acquistare 10 titoli del valore di 1.000 € ognuno. Poi identifichiamo uno spread, cioè il tasso fisso minimo dell’1,60% annuo lordo (1,40% netto) appena comunicato, pagato ogni 6 mesi e quindi lo 0,8% lordo a semestre.

Ricordiamo che il tasso ufficiale è da confermare a collocamento ultimato (in alternativa il MEF lo potrà solo aumentare). Infine fissiamo pari a 100,000 il numero indice (dei prezzi) iniziale di riferimento, e quindi coefficiente pari a 1,000000. Tuttavia, rispetto ai BTP Italia tradizionali la versione “Sì” non rivaluta il capitale investito nei 5 anni di vita del titolo.

Da martedì 23 giugno inizia la fase fruttifera, e i due giorni di stacco cedola saranno il 13/12/’26 e il 13/06/’27 fino al 23/06/’31, quando il Tesoro rimborserà il prestito. Ancora, saremo noi a immaginare le prossime dieci variazioni dell’inflazione al termine dei rispettivi semestri di riferimento. Teniamo conto che l’inflazione target della BCE di medio-lungo termine è al 2,00%, per cui varieremo intorno a questo dato.

Infine ricordiamo che si tratta di una simulazione approssimata (i valori effettivi del periodo 2026-’31 nessuno li possiede) e non l’effettivo dei futuri calcoli MEF.

I tassi di inflazione immaginati nei 3 anni

Su 10mila € investiti, la quota fissa a semestre è di 80 € lordi, pari allo 0,80% (la metà dell’1,60% fisso minimo garantito) applicato al capitale.

La quota variabile, invece, sarà il frutto del prodotto tra l’indice FOI del semestre di turno per i 10mila € del nostro esempio. L’importo della cedola lorda e netta semestrale riconosciuta, quindi, sarà data dalla somma tra la quota fissa più la variabile.

Ora fissiamo i tassi di inflazione dei prossimi 3 anni, 6 semestri, e a cascata calcoliamo gli importi delle rispettive cedole al lordo e al netto della trattenuta del 12,50%:

  • 23 giugno 2026: data godimento e regolamento, numero indice 100,000;
  • 23/12/’26: inflazione semestrale all’1,20%. Quindi 80 € di quota fissa più 120 di quota FOI per un lordo semestrale di 200 €, 175,00 netto;
  • 23/06/’27: inflazione semestrale immaginaria all’1,30%, per un 80 € fisso più 130 di quota FOI per un lordo semestrale di 210 €, ossia 183,75 al netto delle tasse;
  • 23/12/’27: 1,00% di inflazione di periodo, quindi 80 € fissi più 100 € di quota variabile, per una cedola di 180 € lordi e 157,50 € netti;
  • 23/06/’28: 4° cedola semestrale, FOI ipotetico a 0,90%, quindi 80 € fissi e altri 90 € di quota FOI per un totale di 170 € lordi e 148,75 € netti;
  • 23/12/’28: inflazione semestrale nulla e/o negativa, per cui la cedola comprenderà solo la parte fissa degli 80 € lordi (70,00 € netti);
  • 23/06/’29: FOI immaginario a 2,80%, quindi agli 80 € fissi si aggiungono 280 € di componente cedolare indicizzata all’inflazione, per un lordo di 360 € e 315,00 € netto.

BTP Italia Sì, ecco il calcolo del possibile rendimento su 10.000 euro investiti

Allo stesso modo procederemo per l’ultimo biennio, precisando che l’Italia Sì non ha gli step come per il BTP Futura o Valore, ma un unicum quinquennale. Quindi:

  • 23/12/’29: inflazione ipotetica di periodo a 0,60% per una cedola lorda totale di 140 € (80 € fissi più 60 di quota FOI), 122,50 € al netto della trattenuta;
  • 23/06/’30: 1,00% di ipotetico indice FOI, quindi 180 € lordi (157,50 € netti) nel semestre;
  • 23/12/’30: 1,50% di FOI, quindi 80 € di quota fissa e 150 € di componente cedolare indicizzata, per un totale di 230 € lordo (201,25 € netto) nel periodo;
  • 23/06/’31: 0,40% di FOI, quindi 120 € lordo totale semestrale (105 € netti);
  • 23/06/’31: 60 € lordi di premio fedeltà finale, 52,50 € netti;
  • 23/06/’31: rimborso alla pari dei 10mila € investiti 5 anni prima ed estinzione totale del prestito e quindi del titolo.

Quindi ad oggi le uniche due certezze su ipotetici 10mila € sarebbero gli 800 € di quota fissa e i 60 € di extra bonus finale. Per la quota FOI complessiva di periodo, invece, dovremo attendere tutti, MEF compreso, l’evolversi concreto del prossimo lustro.

In questo scenario le dieci cedole valgono 200 + 210 + 180 + 170 + 80 + 360 + 140 + 180 + 230 + 120 = 1.870 € lordi, che al netto del 12,5% fanno 1.636,25 €. Aggiungendo il premio fedeltà (60 € lordi, 52,50 netti), il guadagno totale dell’investimento arriva a 1.930 € lordi e 1.688,75 € netti, oltre naturalmente al rimborso dei 10.000 € di capitale a scadenza.
In percentuale parliamo di un rendimento cumulato del 19,3% lordo e del 16,9% circa netto in cinque anni, ovvero in media il 3,86% lordo e il 3,38% netto l’anno.

Nota al lettore: i calcoli presenti in questo articolo sono stati aggiornati dalla redazione di Money.it alla luce del tasso minimo garantito all’1,60% comunicato dal MEF. I calcoli nella versione precedente si basavano su un’ipotesi di tasso fisso al 2%.