Bonus 15.000 euro per chi chiude la partita IVA. Al via l’incentivo per i piccoli trasportatori

Laura Pellegrini

22 Aprile 2026 - 18:21

Stanziati 2 milioni di euro per favorire l’uscita dal mercato dei cosiddetti «padroncini»: ecco chi può ottenere fino a 15.000 euro per chiudere la partita IVA.

Bonus 15.000 euro per chi chiude la partita IVA. Al via l’incentivo per i piccoli trasportatori

L’Albo nazionale degli autotrasportatori ha dato il via libera a una misura senza precedenti per favorire il ricambio generazionale e la razionalizzazione del settore. Si tratta di un incentivo all’esodo di 15.000 euro destinato ai cosiddetti «padroncini» che decidono di abbandonare definitivamente il mercato del trasporto merci. Con uno stanziamento complessivo di 2 milioni di euro, la misura punta a sostenere economicamente i piccoli operatori che scelgono di cessare la propria attività.

La proposta, avanzata da Confartigianato Trasporti, arriva in un momento delicato per la categoria: in dieci anni sono scomparse oltre 20mila imprese, come descritto nel volume “100 numeri per capire l’autotrasporto”. A pagarne il prezzo sono stati i cosiddetti “padroncini”: le imprese individuali si sono ridotte di 22.554 unità tra il 2015 e il 2025, con quasi 4.000 chiusure concentrate negli ultimi due anni.

Ecco chi può ottenere un incentivo fino a 15.000 euro per chiudere la partita IVA e lasciare definitivamente il settore del trasporto merci per puntare su un impiego come dipendente.

Incentivo fino a 15.000 euro per i “padroncini”: come funziona

Il nuovo incentivo approvato dall’Albo nazionale degli autotrasportatori non spetta a tutti: il contributo forfettario è stato studiato specificamente per le imprese di autotrasporto monoveicolari. Nello specifico, possono accedere al bonus i titolari di ditte individuali o soci di società che operano con un solo veicolo (o un unico complesso veicolare) di massa complessiva a pieno carico uguale o superiore a 3,5 tonnellate.

L’obiettivo del Comitato Centrale è quello di sfoltire la base associativa dei piccolissimi operatori, spesso meno competitivi in un mercato globale sempre più esigente.

Il contributo, inoltre, è riservato alle aziende iscritte da almeno cinque anni all’Albo nazionale degli autotrasportatori e al REN, il cui titolare abbia compiuto almeno 45 anni. Una ulteriore condizione di accesso al beneficio è la cessazione definitiva dell’attività e la cancellazione dagli appositi registri con un vincolo di dieci anni durante i quali il beneficiario non potrà figurare come titolare o socio di imprese iscritte o che intendano iscriversi all’Albo.

Chi può ottenere il bonus 15.000 euro per lasciare il settore

Per poter beneficiare dei 15.000 euro di incentivo all’esodo, l’ordinamento prevede criteri d’accesso molto stringenti, volti a premiare chi ha una lunga storia nel settore ma è vicino alla fase conclusiva della carriera lavorativa.

I requisiti principali sono:

  • iscrizione regolare all’Albo degli autotrasportatori e al Registro Elettronico Nazionale (REN) da almeno 5 anni continuativi;
  • il titolare dell’impresa deve aver compiuto almeno 45 anni;
  • deve avvenire la cessazione definitiva dell’attività e la cancellazione definitiva dall’Albo e dal REN, con contestuale chiusura della partita IVA relativa all’attività di autotrasporto. È importante sottolineare che chi riceve l’incentivo non potrà più figurare come socio o titolare di aziende del settore per i successivi 10 anni.

Questo contributo vuole favorire la chiusura delle piccole attività da parte di imprenditori che risultano ancora in età lavorativa per spingere questi ultimi a trovare un nuovo impiego come autisti dipendenti in un settore caratterizzato da una carenza cronica di conducenti competenti.

Come richiedere l’incentivo all’esodo

La domanda per ottenere il bonus dovrà essere presentata esclusivamente per via telematica tramite posta elettronica certificata (PEC): l’indirizzo di riferimento è [email protected].

I termini ufficiali saranno confermati con la pubblicazione del bando in Gazzetta Ufficiale, a partire dalla quale decorreranno 30 giorni. Tuttavia la procedura prevede l’invio di una documentazione che attesti il possesso dei requisiti e l’avvenuta presentazione della richiesta di cancellazione dagli albi di categoria.

I fondi verranno assegnati secondo l’ordine cronologico di arrivo delle istanze (fino a esaurimento del plafond di 2 milioni), rendendo fondamentale il monitoraggio delle date di apertura dello sportello digitale per non restare esclusi. Verrà data priorità ai titolari più giovani (tra quelli che hanno superato i 45 anni) e, a parità di età, a chi vanta la maggiore anzianità di iscrizione all’Albo.

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