Esenzione bollo auto 2027, attenzione a questi 10 errori. Rischi di pagare comunque

Giacomo Astaldi

18 Settembre 2026 - 11:54

L’esenzione dal bollo per il 2027 riguarda un solo veicolo per persona, con requisiti precisi su potenza, alimentazione e assicurazione. Ecco gli errori da evitare per non perdere il beneficio.

Esenzione bollo auto 2027, attenzione a questi 10 errori. Rischi di pagare comunque

Il decreto che introduce l’esenzione dal bollo auto per il 2027 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 settembre ed è in vigore dal giorno successivo, ovvero oggi. La misura vale per le auto a benzina o gasolio, anche ibride, fino a 80 kW, e per moto e ciclomotori, con un tetto di un solo veicolo per persona. Il costo della misura è di 2,362 miliardi di euro, coperto in gran parte da finanziamenti Pnrr, e alle Regioni, destinatarie del gettito, andranno 2.293,5 milioni di compensazione.

Le regole, però, sono più selettive di quanto il titolo «addio al bollo» lasci intendere. Ecco gli errori che rischiano di far perdere il beneficio, o di crearne uno che non esiste.

1) Guardare i cavalli invece dei kilowatt

La soglia è fissata in kilowatt, non in cavalli fiscali né in cilindrata. Gli 80 kW corrispondono a circa 109 CV, ma il riferimento che conta è quello scritto sul libretto di circolazione o sul documento unico, alla voce P.2.
Attenzione anche ai decimali. Il bollo ordinario si calcola troncando le cifre dopo la virgola, quindi una ricevuta che riporta 80 kW può riferirsi a un’auto che in realtà ne dichiara 80,5. Il dato da verificare, quindi, è quello del libretto, non quello dell’ultimo bollettino pagato.

2) Pensare che valga per tutte le auto di famiglia

Il limite è un veicolo per persona fisica, non per nucleo familiare. Due coniugi intestatari ciascuno di un’auto agevolabile non pagheranno nessuno dei due bolli. Se invece entrambe le auto sono intestate alla stessa persona, l’esenzione ne coprirà una sola.

3) Credere di poter scegliere quale auto esentare

Chi possiede più auto che rientrano nei requisiti non può scegliere perché la legge individua il veicolo da esentare, e cioè quello con la potenza minore. In caso di parità di potenza, il beneficio va all’auto con il bollo meno costoso.
Lo stesso criterio vale tra più moto o ciclomotori: è esentato quello meno potente e, a parità, quello con il bollo più basso.

4) Sommare l’esenzione dell’auto e quella della moto

L’esenzione per moto e ciclomotori non si aggiunge a quella dell’auto, ma è un’alternativa. Spetta a chi non deve il bollo per nessuna autovettura entro la soglia degli 80 kW.
Chi possiede una citycar da 60 kW e uno scooter, quindi, ottiene il beneficio sull’auto e continuerà a pagare il bollo della moto. Chi ha invece un’auto sopra gli 80 kW e una moto potrà usare l’esenzione sul mezzo a due ruote.

5) Dimenticare l’assicurazione

Il veicolo deve essere regolarmente assicurato. Un’auto ferma in garage con la polizza scaduta o sospesa rischia di restare fuori dall’agevolazione, anche se rispetta tutti gli altri requisiti.

6) Revocare subito la domiciliazione bancaria

Chi ha attivato l’addebito automatico del bollo, che in alcune Regioni dà diritto a uno sconto, farebbe bene ad aspettare prima di revocare il mandato. Il decreto legge deve essere convertito dal Parlamento entro sessanta giorni, altrimenti decade, e durante l’esame il testo può cambiare.
Chi non revoca l’addebito, comunque, non dovrebbe subire prelievi indebiti, perché la potenza del veicolo risulta dai documenti in possesso della Regione. Resta sensato controllare l’estratto conto quando arriverà la scadenza.

7) Confondere l’auto privata con quella aziendale

Il decreto riserva l’esenzione alle sole persone fisiche, ragione per cui le imprese sono escluse, e lo è quindi anche l’auto intestata alla propria società.

Diverso è il caso di leasing e noleggio a lungo termine. Il testo del decreto riconosce il beneficio alle persone fisiche che nel 2027 risultano soggetti passivi della tassa automobilistica, una categoria che comprende chi utilizza il veicolo in locazione quando è tenuto per legge al pagamento del bollo. Guidare un’auto aziendale, da solo, non basta, ma conta chi è obbligato a versare il tributo.

8) Smettere di pagare il bollo già da ora

L’esenzione riguarda esclusivamente l’annualità 2027, cioè i versamenti il cui termine ordinario di pagamento cade nel prossimo anno. Le scadenze del 2026 vanno onorate normalmente.
Vale lo stesso per gli arretrati: il decreto non cancella i bolli non pagati negli anni precedenti, né le relative sanzioni e interessi.

9) Dare per scontato che il bollo sia abolito per sempre

Il provvedimento non abroga la tassa automobilistica ma la sospende per un anno e per una parte dei veicoli. Il Governo ha annunciato l’intenzione di rendere la misura strutturale con la prossima legge di Bilancio, ma per ora si tratta appunto di un annuncio.
Anche l’esenzione 2027, tecnicamente, non è ancora definitiva, ma lo diventerà con la conversione in legge del decreto.

10) Cercare «il modulo» per richiedere l’esenzione

Non risulta al momento alcun modulo, portale o scadenza per presentare una domanda. In attesa delle istruzioni operative, conviene diffidare di SMI, email o siti che promettono di «attivare l’esenzione» chiedendo dati personali, documenti o coordinate bancarie. È lo schema classico delle truffe che accompagnano ogni nuova agevolazione.

Un’ultima precisazione riguarda le auto elettriche, che il decreto non contempla, perché parla espressamente di veicoli a benzina o gasolio, anche in combinazione con altra fonte di propulsione. Per loro restano valide le esenzioni e le riduzioni già previste dalla normativa nazionale e dalle singole Regioni.

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