L’esenzione dal bollo nel 2027 vale per un solo veicolo a persona. Chi ha due auto intestate paga ancora su una delle due, ma basta un passaggio di proprietà al coniuge o a un altro familiare per azzerare entrambi i bolli.
Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 16 settembre esenta dal bollo auto nel 2027 le auto a benzina o gasolio, anche ibride, fino a 80 kW e le moto. Ogni persona fisica, però, ha diritto a un’esenzione su un solo veicolo. Il limite, è per persona e non per famiglia, quindi due coniugi intestatari ciascuno di un’auto agevolabile non pagherebbero nessuno dei due bolli, mentre se entrambe le auto sono intestate alla stessa persona l’esenzione ne copre una sola.
Da qui la domanda che molti automobilisti si stanno facendo: conviene fare un passaggio di proprietà per intestare la seconda auto al coniuge, a un figlio o a un altro familiare che non ha veicoli?
Come funziona l’esenzione bollo se si hanno due auto
Quando una persona ha più auto che rientrano nei requisiti, non è lei a scegliere quale esentare. Il decreto indica che l’auto per cui non si dovrà pagare il bollo è quella con la potenza più bassa in kW e, a parità di potenza, quella con il bollo più basso. Per le moto l’esenzione spetta solo a chi non paga già il bollo per un’auto fino a 80 kW. Anche in questo caso vale per un solo mezzo.
Il beneficio spetta alle persone fisiche che nel 2027 risultano soggetti passivi della tassa automobilistica, cioè intestatarie del veicolo. Ne consegue che un’auto intestata a un’altra persona, senza altri veicoli agevolabili, ottiene una propria esenzione.
Quanto si risparmia sul bollo?
Le tariffe nazionali di base sono di 2,58 euro per kW per le auto da Euro 4 a Euro 6 e di 2,70 euro per kW per le Euro 3, per le potenze fino a 100 kW. Le Regioni possono applicare importi diversi, quindi il bollo effettivo va verificato con il calcolatore della propria Regione o dell’ACI.
Con le tariffe base, il bollo di un’auto Euro 6 vale:
- 131,58 euro con 51 kW;
- 141,90 euro con 55 kW;
- 180,60 euro con 70 kW;
- 198,66 euro con 77 kW;
- 206,40 euro con 80 kW, la potenza massima ammessa.
Per un’Euro 3 da 70 kW si arriva a 189 euro, per una da 80 kW a 216 euro.
Quanto costa il passaggio di proprietà
Il passaggio di proprietà ha una parte fissa e una variabile, tra familiari non sono previste agevolazioni, dovendo pagare le stesse voci di una vendita tra estranei.
La parte fissa, se la pratica si fa in autonomia presso uno Sportello telematico dell’automobilista, è di circa 101,20 euro:
- 27 euro di emolumenti ACI;
- 10,20 euro di diritti della Motorizzazione;
- 32 euro di imposta di bollo per l’istanza unificata;
- 16 euro di imposta di bollo per il Documento Unico;
- 16 euro per l’autentica della firma.
Rivolgendosi a un’agenzia di pratiche auto, si aggiunge il suo compenso.
La parte variabile è l’Imposta provinciale di trascrizione (IPT), che si paga alla Provincia di residenza di chi riceve l’auto. La tariffa nazionale, fissata dal decreto ministeriale 435 del 1998, è di 150,81 euro per le auto fino a 53 kW. Oltre questa soglia si passa a 3,5119 euro per ogni kW, calcolati sull’intera potenza e non solo sui kW eccedenti. Le Province possono aumentare la tariffa fino al 30% e la maggiorazione massima è applicata nella maggior parte d’Italia, comprese Milano, Roma, Torino, Napoli e Bologna. Solo Aosta, Bolzano e Trento applicano la tariffa base.
Con la maggiorazione del 30%, il costo complessivo del passaggio è di:
- 297,25 euro per un’auto fino a 53 kW;
- 352,30 euro con 55 kW;
- 420,78 euro con 70 kW;
- 452,74 euro con 77 kW;
- 466,44 euro con 80 kW.
Quale auto conviene intestare al familiare?
Se una persona ha due auto agevolabili, il bollo che resta da pagare è quello dell’auto più potente. Per azzerarlo, però, non serve intestare proprio quell’auto al familiare, si può intestare anche quella meno potente. Il proprietario conserva così un solo veicolo agevolabile, che diventa esente in automativo se sotto gli 80 kW, e il familiare ottiene l’esenzione sull’altro.
Il risparmio per la famiglia è identico, ma il passaggio costa meno per l’auto meno potente, perché l’IPT dipende proprio dalla potenza. Sotto i 53 kW, poi, l’imposta è fissa.
Calcoli e scenari. Quanto si risparmia?
Prendiamo un contribuente che risiede in una Provincia con la maggiorazione del 30% ed è intestatario di due auto Euro 6:
- una citycar da 51 kW
- una familiare da 77 kW.
Il coniuge non ha veicoli intestati. Oggi l’esenzione andrebbe alla citycar e il contribuente continuerebbe a pagare 198,66 euro per la familiare. Intestando la citycar al coniuge, il passaggio costa 297,25 euro e fa risparmiare 198,66 euro. Se l’esenzione resta limitata al 2027, il saldo è negativo per 98,59 euro. Intestando invece la familiare da 77 kW, il passaggio costa 452,74 euro e la perdita sale a 254,08 euro.
In una Provincia senza maggiorazione, il passaggio più economico possibile, per un’auto fino a 53 kW, costa circa 252 euro. Il bollo più alto che si può risparmiare su un’auto Euro 3-6 fino a 80 kW, con le tariffe base, è di 216 euro. Anche in questo caso, quindi, con un’esenzione di un solo anno il passaggio di proprietà fatto solo per il bollo non conviene.
Il quadro cambia se la misura viene confermata negli anni successivi, come annunciato da Palazzo Chigi per la prossima legge di bilancio. Il costo del passaggio si paga una volta sola, mentre il risparmio si ripete ogni anno.
Riprendendo l’esempio della citycar da 51 kW intestata al coniuge (costo 297,25 euro, risparmio 198,66 euro all’anno), il saldo diventa:
| Durata dell’esenzione | Risparmio sul bollo | Saldo netto |
|---|---|---|
| Solo 2027 | 198,66 euro | -98,59 euro |
| 2 anni | 397,32 euro | +100,07 euro |
| 3 anni | 595,98 euro | +298,73 euro |
| 5 anni | 993,30 euro | +696,05 euro |
Il passaggio si ripaga quindi già nel secondo anno.
Diverso, tuttavia, il caso di chi ha due auto con la stessa potenza. Con due auto da 70 kW, una Euro 6 e una Euro 3, l’esenzione va alla Euro 6 e resta da pagare il bollo da 189 euro della Euro 3. Qualunque delle due si intesti al familiare, il passaggio costa 420,78 euro. Il saldo è di -231,78 euro con la sola esenzione 2027, ancora negativo dopo due anni (-42,78 euro) ma positivo dal terzo (+146,22 euro).
Attenzione ai tempi
Il bollo è dovuto da chi risulta proprietario al Pubblico registro automobilistico alla scadenza del termine utile per il pagamento, cioè l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza. In Lombardia conta invece il primo giorno del periodo d’imposta.
Per sfruttare l’esenzione, quindi, il passaggio deve risultare registrato prima di quella data. Se viene fatto dopo, il bollo della scadenza appena passata resta a carico di chi era intestatario. Il passaggio va comunque trascritto al PRA entro 60 giorni dall’autentica della firma.
Nel calcolo va considerata anche la polizza RC auto
La classe di merito bonus-malus indicata sull’attestato di rischio si riferisce al proprietario del veicolo, non al contraente. Cambiare intestatario può quindi modificare il premio, in un senso o nell’altro, anche in base al profilo del nuovo proprietario.
In famiglia viene in aiuto la RC familiare, che consente di assicurare un veicolo con la classe di merito più favorevole maturata su un altro veicolo intestato a un componente stabilmente convivente del nucleo familiare. Il beneficio vale anche al rinnovo e tra veicoli di tipo diverso. È però necessario che non risultino sinistri con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi cinque anni.
Prima di fare il passaggio conviene quindi chiedere un preventivo alla propria compagnia, considerando che un aumento del premio di poche decine di euro all’anno può annullare il vantaggio ottenuto con il passaggio di proprietà.
Attenzione prima di decidere
Un passaggio di proprietà non è una formalità, il familiare diventa a tutti gli effetti proprietario del veicolo, con i relativi obblighi e responsabilità. Ha senso quando corrisponde anche a un uso reale dell’auto, per esempio se è già il coniuge a guidarla ogni giorno.
C’è poi un’incognita normativa, con il decreto che deve ancora essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e convertito in legge. Il testo potrebbe cambiare, anche con eventuali regole contro le intestazioni fatte solo per ottenere il beneficio. Anche la conferma negli anni successivi, oggi solo annunciata, potrebbe arrivare con requisiti diversi, per esempio una soglia di potenza più bassa.
In sintesi, fatto solo per risparmiare il bollo del 2027, il passaggio costa più di quanto fa guadagnare. Se l’esenzione verrà resa strutturale alle stesse condizioni, invece, intestare a un familiare l’auto meno potente può ripagarsi in due o tre anni. In attesa del testo definitivo, la scelta più prudente è aspettare la conversione del decreto e la legge di bilancio.
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