Un nuovo fronte giudiziario si apre per la BlackRock Inc., il gigante mondiale della gestione patrimoniale guidato da Larry Fink. Alcuni investitori hanno citato in giudizio la società accusandola di aver utilizzato pratiche contabili improprie per gonfiare quotidianamente il valore (NAV) di decine di fondi comuni azionari, imponendo così commissioni di gestione più elevate e generando oneri fiscali ingiustificati per i sottoscrittori.
La denuncia, depositata lunedì 13 luglio presso il tribunale statale di Manhattan, coinvolge oltre settanta fondi sia a gestione attiva sia indicizzati e potrebbe trasformarsi in una class action di vaste proporzioni.
Come funzionava la truffa?
Secondo i ricorrenti, la BlackRock avrebbe sistematicamente classificato dividendi maturati e plusvalenze realizzate come attività pure del fondo, invece di registrarli come passività destinate alla distribuzione futura. Questo meccanismo avrebbe influito sul calcolo giornaliero del NAV, mantenendolo artificialmente più alto del dovuto per periodi prolungati. Gli investitori che acquistavano quote in quei giorni avrebbero quindi pagato un prezzo eccessivo, ricevendo un numero inferiore di quote rispetto a quanto sarebbe avvenuto con una valutazione corretta. Al momento della distribuzione, il calo del NAV avrebbe poi trasferito il costo reale sugli stessi risparmiatori, sotto forma di commissioni più care e di un carico fiscale amplificato.
BlackRock, che alla fine del primo trimestre 2026 gestiva circa 13,89 trilioni di dollari di attività – di cui oltre 7,66 trilioni investiti in azioni applica commissioni di gestione calcolate in percentuale sul patrimonio medio giornaliero. Un NAV sovrastimato, anche solo di pochi centesimi al giorno, moltiplicato per miliardi di dollari di masse in gestione, si traduce in ricavi aggiuntivi significativi per la società. Gli investitori sostengono che questa prassi sia proseguita per almeno tre anni e abbia riguardato una vasta gamma di fondi azionari popolari tra i risparmiatori americani, inclusi quelli destinati ai piani pensionistici 401(k), dove le implicazioni fiscali risultano particolarmente onerose.
Il cuore della contestazione risiede nel trattamento degli “accrued income and gains”, ovvero i proventi e le plusvalenze accumulati ma non ancora distribuiti. Invece di ridurre immediatamente il valore del fondo riconoscendo l’obbligo verso gli investitori, la BlackRock li avrebbe mantenuti all’interno del patrimonio, gonfiando il NAV giorno dopo giorno. Quando infine avveniva la distribuzione spesso sotto forma di dividendi o plusvalenze realizzate, gli investitori si trovavano a pagare tasse su importi che, in parte, derivavano da questa inflazione contabile. La società fornisce ai clienti una generica disclosure intitolata “Buying a Dividend”, che avverte del rischio di acquistare quote poco prima di una distribuzione, ma secondo la denuncia questa nota sarebbe del tutto inadeguata perché non rivela la natura sistematica e quotidiana della presunta distorsione.
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La trasparenza che è mancata nella gestione dei fondi
Gli investitori ritengono che tale condotta violi il Securities Act of 1933, la legge federale che impone obblighi di piena trasparenza nelle offerte di titoli. La mancanza di informazioni materialmente rilevanti sul reale metodo di calcolo del NAV avrebbe indotto i sottoscrittori a decisioni d’investimento basate su dati distorti, con danni economici quantificabili in commissioni eccessive, imposte più alte e minore valore effettivo delle quote possedute. La causa non quantifica ancora il risarcimento richiesto, ma il numero elevato di fondi coinvolti suggerisce che le somme in gioco potrebbero essere rilevanti.
Questa vicenda arriva in un momento delicato per la BlackRock, da tempo sotto i riflettori per questioni di trasparenza, governance e allineamento di interessi tra gestore e clienti. Con una presenza capillare nei portafogli di milioni di famiglie americane attraverso fondi comuni e piani pensionistici, qualsiasi contestazione sui meccanismi di calcolo delle commissioni rischia di erodere ulteriormente la fiducia nei confronti delle grandi case di investimento. Larry Fink e il suo management hanno sempre difeso la propria attenzione alla tutela degli investitori, ma casi come questo mettono in discussione proprio la concretezza di tali affermazioni nella pratica quotidiana della gestione.
Dal punto di vista tecnico, il calcolo del NAV rappresenta il fulcro dell’intera industria dei fondi comuni: viene determinato ogni giorno di borsa aperta dividendo il valore totale delle attività (azioni, liquidità, proventi maturati) per il numero di quote in circolazione. Anche una minima alterazione di questo valore, se ripetuta nel tempo, produce effetti cumulativi notevoli, soprattutto su fondi con masse di miliardi di dollari. Nel caso dei fondi azionari BlackRock, l’accusa descrive un fenomeno che si sarebbe ripetuto con regolarità}], influenzando sia i prodotti attivi dove le scelte di gestione sono più discrezionali sia quelli passivi, teoricamente più meccanici e trasparenti