Il panorama economico globale è caratterizzato da una serie di fattori che stanno influenzando il prezzo di Bitcoin in maniera negativa. Tuttavia, le caratteristiche intrinseche di Bitcoin come un asset raro lo rendono ancora attraente per gli investitori in periodi di difficoltà economica. Cosa aspettarsi quindi dal prezzo del padre delle crypto?
Bitcoin in un contesto tecnico molto particolare
Dopo aver superato con decisione il livello di $28.000, molti trader e investitori si erano convinti che il prezzo di Bitcoin avrebbe presto raggiunto i massimi del 2023, ovvero i famigerati $30.000. Tuttavia, sfortunatamente per i trader long, il prezzo di BTC ha subito un’improvvisa inversione di tendenza, con una nuova candela rossa sul grafico giornaliero. Il livello di $28.000 rappresenta una resistenza psicologica molto delicata per il prezzo di Bitcoin e anche questa volta ha funzionato come una fonte di liquidità per coloro che hanno voluto liquidare le proprie posizioni o aprire posizioni short.
BTC/USD, 1D
Grafico a candele giornaliere del prezzo di BTC/USD. Fonte: teletrader.com
Il prezzo di Bitcoin scende, tutto nella norma
La contrazione del prezzo del padre delle criptovalute si inserisce in un contesto macroeconomico piuttosto chiaro: il dollaro continua a mostrare forza rispetto alle valute globali, mentre il prezzo dei future dell’oro sembra non voler frenare la propria correzione. L’andamento di questi asset sembra essersi invertito rispetto a sole due settimane fa e il prezzo di BTC deve adattarsi a queste nuove condizioni di mercato. Le sue caratteristiche intrinseche lo impongono: proprio come l’oro, Bitcoin è un asset oggettivamente raro, preferito dagli investitori in periodi di difficoltà per l’economia statunitense, particolarmente conveniente quando il dollaro diventa meno «costoso» e altamente stimolato dalla nuova emissione di liquidità.
Le trimestrali degli Stati Uniti hanno segnalato un quadro complessivamente ancora solido, nonostante alcuni fallimenti bancari. Inoltre, gli Stati Uniti sembrano sempre più vicini a concludere i preparativi per l’accordo sull’aumento del tetto del debito, posticipando così il problema al prossimo governo. Allo stesso modo, la banca centrale statunitense non ha al momento alcun incentivo per attuare politiche espansive, ma sembra invece intenzionata a proseguire con strategie aggressive.
Dalla Cina arriva un «barlume» di speranza
Tuttavia, un barlume di speranza potrebbe provenire dalla Cina, che, nonostante le recenti difficoltà economiche, potrebbe diventare un nuovo centro di riferimento per il settore delle criptovalute, sostituendo gli Stati Uniti, nonostante il processo di demonizzazione avviato dal Paese anni fa. Questo potrebbe accadere perché, anche se la quantità di moneta M2 negli Stati Uniti sta diminuendo, l’espansione monetaria in Asia sembra mantenere un elevato livello di liquidità presente nel mercato globale.