Da oggi, 4 luglio, termina ufficialmente il taglio delle accise sui carburanti introdotto dal governo nei mesi scorsi per contenere gli effetti dell’impennata dei prezzi del petrolio sui mercati internazionali.
La misura era stata varata a marzo, in risposta all’escalation della crisi in Medio Oriente e alle tensioni che hanno coinvolto lo Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi strategici per il trasporto mondiale di greggio. L’obiettivo era quello di alleggerire il peso dei rincari su famiglie, pendolari e imprese, evitando che l’aumento delle quotazioni del petrolio si traducesse immediatamente in un’impennata dei prezzi alla pompa.
Lo sconto sulle accise, tuttavia, era stato concepito come un intervento temporaneo e, nel corso delle ultime settimane, era già stato progressivamente ridotto. Con la scadenza di oggi il beneficio viene definitivamente meno. Benzina e gasolio tornano così a essere soggetti all’intera tassazione prevista, con inevitabili ripercussioni sui listini praticati dai distributori.
Per milioni di automobilisti questo significa fare i conti con un nuovo aumento del costo dei rifornimenti, proprio nel periodo in cui gli spostamenti estivi iniziano a intensificarsi e il consumo di carburante cresce sensibilmente.
Ma quanto inciderà concretamente la fine dello sconto sul prezzo di un pieno? E quale sarà l’effettivo impatto sul bilancio delle famiglie nelle prossime settimane?
Dal taglio record alla scadenza: come è cambiato lo sconto sulle accise in quattro mesi
Il primo taglio delle accise sui carburanti è stato introdotto dal governo alla fine di marzo per fronteggiare l’impennata dei prezzi del petrolio provocata dalla crisi in Medio Oriente e dalle tensioni che hanno interessato lo Stretto di Hormuz. Il primo provvedimento è entrato in vigore il 19 marzo, quando l’esecutivo ha deciso di intervenire con una riduzione di 25 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio, con l’obiettivo di contenere l’impatto dei rincari su famiglie, imprese e autotrasportatori.
Con il perdurare della crisi, il governo è intervenuto nuovamente l’8 maggio, prorogando la misura senza modificarne l’entità. Lo sconto di 25 centesimi al litro è stato infatti confermato prima fino al 22 maggio e successivamente esteso fino ai primi giorni di giugno, consentendo agli automobilisti di continuare a beneficiare del taglio fiscale.
Una svolta è arrivata il 6 giugno, quando è stata approvata un’ulteriore proroga accompagnata però da una rimodulazione dell’intervento. Da quel momento il beneficio è stato drasticamente ridotto: il taglio delle accise è sceso a 5 centesimi al litro sia per la benzina sia per il gasolio, pari a circa 6,1 centesimi IVA inclusa sul prezzo finale alla pompa.
Da oggi, 4 luglio, la misura è definitivamente scaduta. Il governo ha deciso di non procedere con un nuovo rinnovo e, di conseguenza, il taglio delle accise viene completamente meno. Benzina e gasolio tornano quindi a essere gravati dall’intera tassazione prevista, con un inevitabile aumento dei prezzi per gli automobilisti. Ma quanto si spenderà in più per un pieno a partire da oggi?
Stop al taglio delle accise: ecco quanto costano ora benzina e gasolio
Come già detto, oggi, 4 luglio, termina lo sconto sulle accise sui carburanti. Il governo ha deciso di non prorogare ulteriormente la misura introdotta nei mesi scorsi per contenere i rincari. Fino a oggi il taglio, considerando anche l’Iva, ha garantito un beneficio di circa 6,1 centesimi di euro al litro sia sulla benzina sia sul gasolio. Con la sua scadenza, questo sconto viene completamente meno e i prezzi tornano a essere calcolati secondo la tassazione ordinaria.
In assenza di ulteriori interventi, e sulla base dei prezzi medi attuali, il gasolio è atteso salire fino a circa 1,94 euro al litro, mentre la benzina si porterà in media attorno a 1,86 euro al litro. Sulle tratte autostradali, dove i listini sono tradizionalmente più elevati, non si escludono punte che possono superare rispettivamente i 2 euro al litro.
Si tratta di un incremento che, pur non particolarmente ampio sul singolo rifornimento, rischia di pesare in modo più evidente nel medio periodo, soprattutto per chi utilizza l’auto quotidianamente o per lunghi spostamenti. Con l’estate ormai nel pieno e l’aumento fisiologico dei viaggi, il tema dei carburanti torna quindi al centro dell’attenzione, in attesa di eventuali nuove misure o di un calo delle quotazioni internazionali del petrolio.