BCE: dopo Draghi cosa cambia con l’arrivo di Christine Lagarde?

Secondo Hetal Metha, Senior European Economist di LGIM, Christine Lagarde si troverà di fronte diversi problemi alla guida della BCE. La priorità sarà quella di rafforzare la credibilità dell’istituto attraverso parole e azioni

BCE: dopo Draghi cosa cambia con l'arrivo di Christine Lagarde?

Christine Lagarde si troverà ad affrontare diversi problemi quando subentrerà a Mario Draghi nella guida della BCE. Le dichiarazioni accomodanti fatte alla direzione del Fondo Monetario Internazionale fanno pensare che Lagarde manterrà un atteggiamento dovish anche quando sarà a capo della Banca Centrale Europea.

Il sollievo dei mercati è stato piuttosto chiaro e testimoniato dall’andamento positivo dei titoli di Stato del Vecchio Continente, in quanto è stato scampato il pericolo della nomina di Jens Weidmann, Presidente della Bundesbank, giudicato eccessivamente falco.

Oltre a questo, si deve considerare che Christine Lagarde, avendo alle spalle un’esperienza quadriennale come Ministro delle Finanze del Governo Sarkozy, potrebbe essere più aperta a politiche monetarie non convenzionali, in quanto non è legata a nessuna scuola di pensiero ortodossa.

Secondo Hetal Mehta, Senior European Economist di LGIM, Lagarde e De Guindos (Vicepresidente dell’istituto centrale europeo), “faranno affidamento in larga misura sul nuovo capo economista, Philip Lane, per guidare il dibattito”.

Guardando al calo delle aspettative di inflazione però, Metha non è convinta che Christine Lagarde sarà in grado di mettere in campo il “whatever it takes” di Draghi. La priorità della Direttrice del FMI è quindi quella di “rafforzare la credibilità della banca centrale attraverso parole e azioni”.

Non solo. L’esperienza pregressa come avvocato di Lagarde potrebbe aiutarla nel maneggiare i trattati dell’UE al fine di fornire una risposta che risulti credibile in caso di una crisi.

E per quanto riguarda la Commissione europea?

Anche per la nuova Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la strada si presenta in salita. Secondo la Senior European Economist di LGIM, l’imperturbabilità di questa politica tedesca sarà un attributo chiave, in quanto si troverà a bilanciare gli interessi contrastanti dei vari blocchi parlamentari all’interno dell’Unione.

Per la Commissione, il maggiore nodo da sciogliere riguarderà il completamento dell’unione bancaria. Ciò dovrebbe sostenere i progressi sul bilancio dell’Eurozona con capacità anticicliche: “questo permetterà di mantenere la coesione del blocco di fronte al populismo sempre presente”, sostiene Metha.

La direzione che intraprenderà la Commissione sarà consolidata dai commenti di Von der Leyen sulla flessibilità nell’applicazione delle regole fiscali.

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