Basket, perché l’NBA punta tutto sull’Europa?

Francesco Nasato

31 Gennaio 2026 - 07:13

NBA sbarca in Europa. Servono fino a 1 miliardo di dollari per entrare nel nuovo campionato.

Basket, perché l’NBA punta tutto sull’Europa?

L’occasione si è creata in modo ideale quando l’NBA per l’ennesimo anno consecutivo è arrivata in Europa per disputare due gare di regular season al di fuori degli Stati Uniti.

I palazzetti si sono riempiti in pochissimo tempo e d’altra parte la presa internazionale dell’NBA su fan e tifosi è per certi versi più forte di quella che in questo momento c’è negli USA. Come detto la presenza dei massimi dirigenti dell’NBA in Europa nei giorni scorsi ha prodotto un incontro molto importante avvenuto a Londra a cui hanno partecipato circa 250 persone, provenienti dal mondo sportivo, ma anche da quello del business e della finanza.

Tema dell’appuntamento NBA Europe, il nuovo campionato che si appresta a cominciare nel 2027 su territorio europeo sotto il controllo della lega americana. Due elementi che incidono moltissimo su quelle che sono le condizioni e i costi per accedere alla nuova lega e a quelli che potranno essere i suoi orizzonti nel tempo.

Almeno 500 milioni di dollari per poter avere una delle franchigie

Partiamo dai numeri che sono filtrati a seguito di questo meeting. Intanto quelli che sono i costi di accesso richiesti da NBA Europe per entrare a far parte della Lega e avere poi in mano una delle franchigie che andranno a costituire le partecipanti al campionato. Si parla di almeno 500 milioni di dollari e non è detto che bastino perché più di qualche voce ha rivelato che si potrebbe arrivare anche a 1 miliardo di dollari. Cifre che evidentemente sembrano essere completamente fuori dalla portata di singoli imprenditori, ma che invece potrebbero non spaventare realtà come fondi di investimento o cordate miste, pronte a gettarsi in questo nuovo investimento sullo sport. Un ambito che tanto sembra piacere negli ultimi anni ad un certo tipo di finanza e a sempre più realtà che si occupano di investimenti e operazioni di questo genere.

Il monte ingaggi, almeno all’inizio, non potrà essere particolarmente elevato e nel corso dell’incontro di Londra i rappresentanti di NBA Europe avrebbero chiarito come per almeno i primi 10 anni difficilmente la lega potrà portare a dei guadagni. Certo non significa nemmeno in automatico che ci saranno delle perdite, è però chiaro come l’orizzonte di questa operazione per chi deciderà di seguirla debba essere almeno di medio periodo, se non di più. A «confortare» da questo punto di vista ci potrebbe e dovrebbe essere l’esperienza dell’NBA e le sue competenze e capacità nel creare e sviluppare valore intorno allo sport. Chiaro che poi i campioni e i grandi giocatori aiutano, ma il caso dell’esplosione di popolarità negli Stati Uniti della WNBA negli ultimi anni è un esempio tutto lì da vedere.

Il possibile ruolo dei diritti di trasmissione delle partite

Altro tema che contribuisce a definire meglio i possibili contorni dell’operazione NBA Europe è quello dei diritti di trasmissione delle partite. Non è da escludere che l’NBA nelle settimane in cui ha siglato il nuovo maxi contratto dei propri diritti di trasmissione negli Stati Uniti non abbia presentato alle varie emittenti anche i piani relativi alla lega europea. Difficile credere che nemmeno uno dei protagonisti che già sono attivi sul mercato americano insieme alla lega di Adam Silver non decida di dare il proprio appoggio in termini di copertura mediatica. Anche perché c’è un ulteriore dettaglio da tenere in considerazione: molte delle partite di NBA Europe potrebbero essere giocate in orari che corrispondono alla fascia pomeridiana degli Stati Uniti, uno spazio televisivo e di streaming che in questo momento di fatto non è occupato da un prodotto cestistico in qualche modo riconoscibile dagli appassionati americani del gioco. NBA Europe da questo punto di vista sembra essere un prodotto assolutamente tagliato su misura per questo tipo di «buco» da riempire.

Impossibile pensare a livello di cifre che il contratto dei diritti di trasmissione di NBA Europe si possa minimamente avvicinare a quello appena firmato da Adam Silver. Altrettanto difficile però credere che le cifre che verranno impegnate non siano considerevoli, così da poter sostenere e supportare l’avvio della nuova competizione che potrebbe vedere tra i suoi protagonisti giocatori europei di spessore, oltre a nomi di rientro dagli Stati Uniti che pur di avere minuti e visibilità potrebbero accettare un ruolo più da protagonisti in una delle nuove franchigie. Attenzione anche nei prossimi a grandi nomi della NBA di oggi europei che potrebbero decidere di concedersi un’ultimissima parte di carriera in Europa, in un contesto che comunque mantenga un certo legame con il mondo americano.

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