Un barista di 29 anni ha scoperto una falla in un bancomat che gli permetteva di prelevare denaro illimitato

Alessandro Nuzzo

9 Luglio 2026 - 21:25

In pochi mesi ha generato un movimento di denaro pari a 1,6 milioni di dollari australiani prima di essere scoperto e condannato.

Un barista di 29 anni ha scoperto una falla in un bancomat che gli permetteva di prelevare denaro illimitato

Era iniziato come un gioco: un tentativo di prelevare contanti al bancomat dopo una serata al bar, quando si era alzato un po’ il gomito e la lucidità non era esattamente al massimo. In realtà, ciò che accadde quella sera avviò un circolo vizioso destinato a trasformarsi in uno dei casi più curiosi di falla bancaria mai registrati in Australia.

Era il 2011 quando Dan Saunders, all’epoca ventinovenne e barista nella cittadina di Wangaratta, nello Stato di Victoria, scoprì una falla nel sistema bancomat della National Australia Bank, una delle quattro maggiori istituzioni finanziarie del Paese. Una vulnerabilità che gli permise di prelevare molto più denaro di quanto avesse effettivamente sul conto.

Secondo quanto raccontato da lui stesso nel corso di un’intervista rilasciata a un podcast, tutto iniziò quasi per caso, con un tentativo banale: trasferire 200 dollari dal proprio limite di credito al conto di risparmio, che in quel momento conteneva appena tre dollari. Il bancomat segnalò la transazione come fallita, ma il denaro uscì comunque.

«Ho trovato la cosa molto strana, quindi ho deciso di provare a prelevare 200 dollari dal mio conto di risparmio, giusto per vedere cosa sarebbe successo. E i soldi sono usciti normalmente», ha raccontato Saunders. Tornò al bar, poi decise di ripetere l’operazione poche ore dopo. «Ho trasferito altri 200 dollari e li ho prelevati. Poi ho provato con 500, poi con 600. Sembrava un trucco di magia».

Come funzionava davvero la falla

Il giorno seguente, controllando il saldo, Saunders si accorse che il conto era in rosso di 2.000 dollari e iniziò a capire il meccanismo. I bancomat della National Australia Bank, tra l’una e le tre del mattino, entravano in una finestra di manutenzione notturna durante la quale il sistema non aggiornava le transazioni in tempo reale. Il ritardo poteva richiedere fino a 24 ore per essere completato.

In quell’intervallo, il bancomat considerava temporaneamente disponibile l’importo trasferito dal credito al conto di risparmio, anche se la transazione era stata annullata. Ore dopo, quando il sistema si risincronizzava, il trasferimento veniva annullato automaticamente e il conto andava scoperto. Il denaro fisico, però, nel frattempo era già stato prelevato.

Ripetendo la procedura ogni notte, prima che la banca completasse l’elaborazione, il barista riuscì a restare sempre un passo avanti al sistema. Si stima che, nell’arco di quattro mesi e mezzo, arrivò a movimentare complessivamente 1,6 milioni di dollari australiani.

Saunders si trasferì a Melbourne e iniziò a vivere una vita completamente diversa, fatta di hotel di lusso, jet privati, cene nei migliori ristoranti, champagne e feste sfarzose. Arrivò anche a pagare le tasse universitarie di alcuni suoi amici, offrire da bere a sconosciuti e ospitare persone senza fissa dimora in hotel a cinque stelle.

Nonostante questa apparente vita di lusso, Saunders ammise di non essere mai riuscito a godersela fino in fondo. Con il passare dei mesi cominciò infatti a soffrire di attacchi di panico, e furono proprio quelle crisi ricorrenti a spingerlo a fermarsi. Contattò la banca e ammise di avere ancora circa 80.000 dollari in contanti, custoditi in un sacco della biancheria di un hotel, pronti per essere restituiti.

Sorprendentemente, dopo la sua confessione non accadde nulla per quasi tre anni: nessuna indagine, nessuna accusa, nessun procedimento. L’attesa, anziché tranquillizzarlo, peggiorò però la sua ansia. Così, su consiglio del proprio terapeuta, decise di rendere pubblica la storia: rilasciò interviste, apparve in televisione e solo dopo questa esposizione mediatica le autorità avviarono un’indagine sul suo conto.

Saunders fu incriminato per 111 reati legati a frode e furto. Durante il processo si dichiarò colpevole e ammise di pensare che avrebbe ricevuto una condanna molto severa. Alla fine, però, fu condannato a 12 mesi di carcere, poi convertiti in 18 mesi di lavori socialmente utili, oltre a una multa da 250.000 dollari da pagare alla banca.

Oggi Saunders lavora di nuovo come barista, guadagna circa 22 dollari australiani all’ora ed è tornato quindi alla stessa professione da cui tutto era partito, in quella notte del 2011 in cui aveva semplicemente bisogno di contanti per continuare a bere.

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