Azioni Stellantis, crollo di oltre l’80% dai massimi. Ora sul grafico c’è qualcosa che non si vedeva dal 2020

Gerardo Marciano

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Stellantis è crollata dai massimi del 2024 mentre gli analisti tagliano i target. Ora il titolo torna su livelli grafici chiave già visti nel 2020.

Azioni Stellantis, crollo di oltre l'80% dai massimi. Ora sul grafico c'è qualcosa che non si vedeva dal 2020

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Stellantis sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia borsistica recente. Dai 23,50 euro circa raggiunti nel 2024, il titolo è sceso fino agli attuali 4,57 euro, con una perdita superiore all’80% dai massimi.La discesa è stata accompagnata negli ultimi mesi anche da un netto deterioramento delle aspettative degli analisti. Da luglio diversi broker hanno ridotto i propri target price e, in alcuni casi, hanno modificato al ribasso anche la raccomandazione.

Proprio mentre il sentiment appare particolarmente deteriorato, però, sul grafico di Stellantis emerge una coincidenza che merita attenzione. Non significa che sia necessariamente in corso un’inversione, ma le quotazioni sono tornate su un riferimento di lunghissimo periodo che riporta direttamente al crollo del 2020.

Da luglio gli analisti hanno tagliato target e raccomandazioni su Stellantis

Il 3 luglio HSBC ha abbassato la raccomandazione su Stellantis da Hold a Reduce, portando contemporaneamente il target price da 5,50 a 4 euro. Nella stessa giornata Equita ha mantenuto il giudizio Hold, ma ha ridotto il prezzo obiettivo da 7,60 a 6,40 euro.

Il 9 luglio JPMorgan ha effettuato uno dei downgrade più significativi del periodo, passando da Overweight a Neutral. In questo caso è importante distinguere la quotazione statunitense da quella europea: sulla quotazione USA il target è stato ridotto da 11,64 a 6,85 dollari.

Pochi giorni dopo, il 14 luglio, Deutsche Bank ha confermato Hold, ma ha ridotto il proprio prezzo obiettivo da 7 a 5,50 euro.
La revisione delle aspettative è proseguita nelle settimane successive. Il 30 luglio JPMorgan ha confermato il giudizio Neutral sulla quotazione europea con target a 6 euro, pur riducendo le proprie stime sugli utili per il 2027 e il 2028. Nella stessa giornata RBC Capital Markets manteneva ancora Sector Perform con target a 7 euro.

Il 3 agosto UBS ha effettuato un altro downgrade importante, passando da Buy a Neutral e riducendo il target price da 9,50 a 5,80 euro. Secondo la banca, la prevista ripresa del business statunitense non si era concretizzata con la velocità attesa, mentre rimanevano elevati i livelli delle scorte presso i concessionari.

Soltanto quattro giorni dopo, il 7 agosto, è arrivata la revisione di Bernstein, che ha portato il giudizio da Market Perform a Underperform e il target price da 6,20 a 4 euro.

Il 12 agosto RBC Capital Markets ha poi ridotto il target da 7 a 5 euro, mantenendo Sector Perform. L’analista ha sottolineato come possa essere necessario ancora tempo prima che il piano di rilancio produca pienamente i propri effetti.
Due giorni dopo è intervenuta Goldman Sachs, che ha confermato il giudizio Neutral ma ha ridotto il prezzo obiettivo da 6 a 5 euro. Anche in questo caso l’attenzione degli analisti si è concentrata soprattutto sul Nord America, considerato un elemento determinante per l’evoluzione futura del gruppo.

La sequenza delle revisioni rende evidente quanto siano cambiate le aspettative in poche settimane. HSBC ha portato il proprio target da 5,50 a 4 euro, Equita da 7,60 a 6,40 euro, Deutsche Bank da 7 a 5,50 euro, UBS da 9,50 a 5,80 euro, Bernstein da 6,20 a 4 euro, RBC da 7 a 5 euro e Goldman Sachs da 6 a 5 euro.

Il consensus rimane complessivamente prudente. Le rilevazioni più recenti di MarketScreener indicano 25 analisti, con giudizio medio Hold, target medio di circa 5,78 euro, obiettivo massimo di 10 euro e minimo di 4 euro.
Il mercato, tuttavia, si è spinto ancora più in basso. Ed è proprio mentre le valutazioni degli analisti sono state drasticamente ridimensionate che il grafico di Stellantis sta raggiungendo una zona particolarmente interessante.

Stellantis da 23,50 a 4,57 euro: perché il grafico del 2020 torna improvvisamente attuale

Dal punto di vista dell’analisi tecnica, il quadro di medio e lungo periodo rimane debole. Stellantis quota infatti al di sotto delle principali medie mobili, sia di breve sia di medio e lungo periodo. Nel brevissimo termine, tuttavia, qualcosa sta iniziando a cambiare.

Le quotazioni si sono riportate al di sopra della media mobile a 5 giorni. La stessa media sta modificando velocemente la propria inclinazione e sembra dirigersi verso la media mobile a 21 giorni, che attualmente transita intorno a 4,69 euro.
Per gli analisti grafici un eventuale recupero stabile della media a 21 giorni rappresenterebbe un primo elemento di miglioramento della struttura di breve periodo. Non sarebbe naturalmente sufficiente per decretare un’inversione del trend principale, ma costituirebbe un segnale differente rispetto a quello osservato durante gran parte della discesa.
Sopra questo livello si trova un riferimento decisamente più impegnativo: la media mobile a 200 giorni, che passa attualmente intorno a 6,80 euro.

Ancora più distante è la media mobile a 200 settimane, oggi in area 11,88 euro. La distanza delle quotazioni da questa media rende immediatamente visibile la profondità del ribasso iniziato dai massimi del 2024.
C’è però un altro grafico, quello trimestrale, che potrebbe essere ancora più interessante.
La media mobile esponenziale a 9 trimestri, oggi in area 8,09 euro, ha accompagnato sia il grande rialzo sviluppatosi dal 2020 al 2024 sia il successivo movimento ribassista iniziato dai massimi.

Ma il particolare che merita maggiore attenzione non riguarda soltanto questa media. Durante il crollo del 2020, considerando la serie storica precedente alla nascita dell’attuale Stellantis, le quotazioni raggiunsero un minimo nell’area 2,60 euro.
Il massimo della candela trimestrale nella quale venne registrato quel minimo fu circa 4,387 euro.

Ed è qui che emerge una coincidenza grafica particolarmente interessante. Il minimo del trimestre attuale è stato registrato a circa 4,3705 euro. A distanza di oltre sei anni, quindi, le quotazioni sono tornate praticamente sul massimo della candela trimestrale che conteneva il minimo del grande crollo del 2020.

Questo non permette naturalmente di affermare che 4,37 4,39 euro rappresenterà il minimo definitivo di Stellantis. Un supporto grafico può essere mantenuto così come può essere violato. Permette però di individuare con precisione una zona sulla quale osservare il comportamento futuro delle quotazioni.

La situazione può quindi essere letta attraverso una vera e propria mappa grafica. La tenuta dell’area 4,37 4,39 euro lascerebbe aperta la possibilità di un progressivo miglioramento della struttura di brevissimo periodo. Il primo passaggio da osservare sarebbe allora rappresentato dalla media a 21 giorni in area 4,69 euro. Un eventuale recupero di questo riferimento potrebbe riportare successivamente l’attenzione sulla ben più importante media a 200 giorni in area 6,80 euro.
Soltanto in presenza di un movimento di ben altra portata diventerebbe poi interessante osservare cosa accadrebbe in prossimità della EMA a 9 trimestri, attualmente intorno a 8,09 euro, una media che ha accompagnato sia il precedente ciclo rialzista sia quello ribassista.

Lo scenario contrario rimane naturalmente possibile. Una rottura decisa dell’area 4,37 4,39 euro indebolirebbe questa particolare coincidenza con il grafico del 2020 e lascerebbe aperta la ricerca di nuovi livelli di equilibrio.
Il trend principale, quindi, rimane ribassista e la posizione delle principali medie mobili continua a descrivere un quadro tecnico deteriorato.

Ma proprio questa potrebbe essere la particolarità del momento attraversato da Stellantis.
Uno dei periodi di maggiore pessimismo degli analisti coincide con il ritorno delle quotazioni su un livello che affonda le proprie radici nel grande minimo del 2020.

La storia dei mercati mostra numerosi casi nei quali importanti inversioni sono iniziate quando le aspettative apparivano particolarmente negative. Allo stesso tempo, mostra anche molti casi nei quali un titolo già fortemente penalizzato ha continuato a scendere.

Per questo la domanda interessante non è se Stellantis sia da comprare o vendere, ma come reagiranno le quotazioni all’area 4,37-4,39 euro e cosa accadrà qualora venisse recuperata la media a 21 giorni.
Saranno soprattutto questi segnali grafici a permettere di capire se il movimento attuale resterà una semplice pausa all’interno della lunga discesa iniziata nel 2024 oppure se, proprio mentre il pessimismo appare particolarmente elevato, il mercato stia iniziando lentamente a costruire una struttura differente.

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