Azioni MPS sotto pressione, il trend dell’ultimo periodo in attesa del giorno clou del grande sconto. Focus anche su titoli Mediobanca e Generali.
Azioni MPS giù di oltre l’1% circa all’inizio della nuova ottava di Piazza Affari e in vista del giorno campale in cui si deciderà tutto per la banca senese.
Dopodomani, mercoledì 15 aprile 2026, l’assemblea degli azionisti è chiamata infatti a votare per il rinnovo dei vertici, e a scegliere chi guiderà Rocca Salimbeni nei prossimi anni.
A tal proposito, in attesa del giorno clou, in evidenza i rumor secondo i quali il gruppo dell’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone sarebbe salito al 13,5% del capitale della banca.
Il voto degli azionisti ha tutti i presupposti per essere un referendum a favore o contro Luigi Lovaglio, appena licenziato dal Monte: dopo la revoca delle deleghe, che ha svuotato del tutto i suoi poteri di amministratore delegato, l’ex timoniere di MPS è stato letteralmente defenestrato dall’istituto che ha gestito dal 2022. L’annuncio è arrivato con una nota stringata che risale allo scorso 7 aprile.
Scontro finale Lovaglio VS Palermo, dopodomani il giorno della verità
Ma la parola fine, per Lovaglio, non è ancora scritta. D’altronde, il motivo alla base della scelta del CDA di risolvere unilateralmente il rapporto con il banchiere è la decisione dell’ex numero uno di candidarsi con la lista alternativa a quella del consiglio: lista dell’azionista di minoranza PLT Holding della famiglia Tortora.
È stato quello il Pomo della discordia che ha provocato la frattura tra Lovaglio e il CDA, con quest’ultimo che aveva presentato una propria lista candidando alla posizione di AD l’attuale numero uno di ACEA Fabrizio Palermo, ex AD di CDP (Cassa Depositi e Prestiti), liquidando a priori l’opzione di candidare Lovaglio.
Decisivo il voto dei fondi, Lovaglio incassa fiducia Norges Bank
Dopodomani, gli azionisti di MPS dovranno dunque decidere se votare a favore della lista del CDA, scegliendo per il Monte una nuova era nelle mani di Palermo, o se riconfermare Lovaglio.
Determinante sarà il voto dei fondi. Una notizia positiva per Lovaglio è arrivata venerdì scorso, con l’annuncio dell’azionista di MPS Norges Bank Investment Management, gestore del fondo sovrano norvegese, che ha dato il proprio sostegno alla sua riconferma ad AD del Monte.
Va ricordato che, se nella data X ormai imminente del voto dovesse avere la meglio la lista del CDA, in ogni caso i soci dovranno esprimersi sui singoli candidati, dunque su Palermo e su Lovaglio.
E Norges Bank ha detto già che voterebbe contro Palermo, così come anche, tra i consiglieri candidati dal CDA, anche contro Corrado Passera, l’attuale presidente di MPS Nicola Maione e contro Alessandro Caltagirone.
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Azioni MPS, con countdown data X c’è chi dice più short
Nel frattempo, mentre monta l’incertezza su chi sarà al timone di MPS, dalla Consob si è appreso che sono aumentate le scommesse short sulle azioni MPS da parte di due fondi.
Si tratta di AQR Capital Management, fondo USA, e di Syquant Capital, fondo francese.
AQR ha aumentato in particolare la scommessa short all’1,11%, mentre Syquant Capital allo 0,82%.
Le due scommesse short da parte dei due fondi sono state alzate lo scorso 9 aprile rispettivamente dall’1,01% (in data 2 aprile 2026) e dallo 0,7% (in data 23 marzo 2026).
Va ricordato, come spiega la Consob, che “le PNC sono un indicatore sintetico che riassume le posizioni corte (ossia le vendite allo scoperto sulle azioni e le posizioni corte in strumenti finanziari derivati e altri strumenti simili) al netto delle posizioni lunghe (ossia gli acquisti di azioni e le posizioni lunghe in strumenti finanziari derivati e altri strumenti simili)”.
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Il trend delle azioni MPS, Mediobanca, Generali YTD e su base annua
Le azioni Monte dei Paschi di Siena sono tornate a rimbalzare nell’ultimo periodo, salendo di quasi +8% negli ultimi 5 giorni di contrattazioni sul Ftse Mib di Piazza Affari e di quasi +13% nell’ultimo mese.
Detto questo, la performance degli ultimi tre mesi è di un calo superiore a -13% mentre YTD il titolo è sceso di quasi -13%. Il suo valore rimane comunque superiore del 23% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
In ballo ovviamente, nella giornata clou del prossimo 15 aprile, ci sarà anche il destino della preda conquistata Mediobanca e di Generali, di cui Mediobanca detiene una partecipazione del 13% circa.
Riguardo alle azioni Mediobanca, anch’esse hanno segnato un recupero nelle ultime sessioni (+7,5% circa in 5 giorni, +13,6% nell’ultimo mese), scendendo di oltre il 2% negli ultimi tre mesi. YTD il trend è piatto, mentre su base annua la performance è di quasi +17%.
I titoli Generali, infine, in lieve ritracciamento negli ultimi 5 giorni (-0,34%), sono saliti di oltre il 3% nell’ultimo mese e del 2% negli ultimi tre mesi, rimanendo invariati YTD (-0,17%). Su base annua, sono avanzati del 19,7% circa.
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