Quelle voci martellanti che erano circolate sul futuro di Roberto Cingolani, AD di Leonardo si sono rivelate fondate. E le azioni Leonardo soffrono, scivolando sul fondo dell’indice Ftse Mib di Piazza Affari, con una perdita superiore a -5,5%.
Nella giornata di ieri, giovedì 9 aprile 2026, il MEF (Ministero dell’economia e delle finanze) ha depositato le liste per il rinnovo degli organi sociali delle partecipate statali quotate, in vista delle prossime assemblee degli azionisti. Le liste depositate sono state quelle per il rinnovo dei vertici di Leonardo, ENI, ENAV, ENEL.
Nel caso specifico di Leonardo, in attesa dell’assemblea dei soci convocata per il prossimo 7 maggio, la lista del Tesoro - azionista del gruppo con una quota pari al 30,2% - ha indicato, ed è questo che sta condizionando il trend delle azioni, Lorenzo Mariani per la posizione di AD, amministratore delegato, al posto del CEO Roberto Cingolani. Cosa succederà a questo punto alle azioni Leonardo? Cosa dicono gli analisti?
Voci insistenti confermate, gli avvertimenti lanciati dagli analisti
“ Le voci insistenti ”, così come le aveva definite Equita SIM, relative alla decisione del governo Meloni di non sostenere la ricandidatura a CEO di Leonardo di Roberto Cingolani, non erano piaciute a diversi analisti, che avevano bocciato l’ipotesi dell’addio dell’amministratore delegato.
“Consideriamo l’attuale team manageriale parte essenziale della tesi di investimento e comprendiamo quindi la delusione degli investitori di fronte a questa notizia”, aveva avvertito la divisione Equity Research di Barclays, riferendosi al dietrofront delle azioni successivo al circolare dei rumor e osservando che il potenziale addio di Cingolani avrebbe condizionato il sentiment nel breve periodo.
leggi anche
Azioni Leonardo sotto il fuoco dei sell off, quelle “voci insistenti” che piegano il titolo
Leonardo, a rischio la storia di rilancio guidata da Roberto Cingolani?
Così gli analisti di Barclays, riassumendo la loro view in poche parole: “Una storia di rilancio guidata dall’attuale CEO”:
“Il piano di continuità è essenziale per la tesi di investimento nel lungo termine; la debolezza nel breve rappresenta un’opportunità di acquisto, a nostro avviso. Roberto ha assunto il ruolo di CEO nel 2023 e, da allora, Leonardo ha cambiato in modo significativo il corso della sua storia più complessa, chiudendo il 2025 con livelli record di nuovi ordini (€24 miliardi), i più alti tassi di conversione di cassa (circa il 58%) e un bilancio solido, in buone condizioni, meno indebitato (circa 0,4x EBITDA). Negli ultimi 15 mesi (dall’inizio del 2025), anche la dinamica degli utili è stata migliore rispetto al settore, con Leonardo che ha registrato revisioni degli utili pari a +42% (rispetto al +26% del settore:)”.
Barclays ha continuato, scrivendo che “riteniamo che il CEO sia un elemento chiave dei cambiamenti recenti e pianificati di portafoglio, inclusi l’intesa verbale con Rheinmetall avente per oggetto alcune attività di Iveco e la possibile partnership nelle aerostrutture entro giugno 2026 con il fondo sovrano dell’Arabia Saudita) ”.
Insomma, “un cambiamento nel management in questa fase, con queste operazioni imminenti, potrebbe comportare ulteriori ritardi nelle tempistiche e rappresenta chiaramente un elemento rischio per la storia delle azioni nel breve termine ”.
Ancora gli esperti: “La società ha inoltre presentato molto recentemente (alla metà di marzo) la propria strategia al 2030, con il progetto Michelangelo Dome al centro della tesi di investimento di lungo periodo ”.
Debolezza azioni nel breve? No problem, opportunità di acquisto attraente
La visione di lungo termine resta in ogni caso molto positiva, ha rimarcato Barclays.
Gli analisti hanno anzi affermato che, nel caso di una reazione negativa delle azioni prevista nel breve termine, “vediamo la debolezza delle azioni come una opportunità di acquisto attraente ”, dal momento che “Leonardo offre agli investitori una esposizione a tutti i settori della difesa (aria, terra, navale, spazio, cyber), un miglioramento dei tassi di conversione della cassa e una dinamica degli utili superiore alla maggior parte dei concorrenti”.
Barclays ha ricordato inoltre che, già ora le azioni Leonardo sono scambiate a un prezzo a sconto del 21% circa rispetto al resto del settore.
Motivo per cui la view, che ha già da qualche giorno messo in conto la fine dell’era Cingolani, ha rimarcato “il rating
“Overweight” sulle azioni, a fronte di un target price pari a 74 euro”. Target price che implica un rally di quasi +32% (+31,8%) rispetto ai livelli attuali, con il titolo scambiato oggi sul Ftse Mib di Piazza Affari a 56,14 euro.
Tra gli altri analisti, è arrivata oggi anche la nota di Ian Douglas di UBS che ha ribadito il rating “Hold” sui titoli Leonardo, con target price a €64 euro. Decisamente più cauto rispetto al prezzo obiettivo di Barclays, ma a un valore che prevede un rally fino a +14%.