Eni spicca in Borsa: conti trimestrali e prezzi energetici premiano il colosso

Violetta Silvestri

29/07/2022

29/07/2022 - 10:04

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Azioni Eni in rally in apertura degli scambi: il titolo guadagna il 3% sulla scia dei conti del secondo trimestre 2022, che hanno evidenziato utili più che soddisfacenti. Tutti i dati finanziari.

Eni spicca in Borsa: conti trimestrali e prezzi energetici premiano il colosso

Azioni Eni balzano nel listino milanese con un rialzo del 3,32% alle ore 9.24 circa.

I conti del secondo trimestre stanno spingendo il titolo, dopo aver svelato numeri importanti per il colosso energetico italiano. Come sintetizzato dall’ad Descalzi a commento dei dati: “i risultati finanziari conseguiti sono sostenuti dalla costante attenzione all’efficienza e al controllo dei costi. L’EBIT adjusted del Gruppo nel trimestre è stato di €5,8 miliardi trainato dai business E&P e R&M; l’utile netto adjusted è stato di €3,8 miliardi.”

In vista di previsioni favorevoli e tenendo presente la solidità dei risultati appena aggiornati, la società ha annunciato un aumento del programma di buyback, con lo scopo di migliorare la remunerazione degli azionisti.

Le azioni Eni scambiano a 11,42 euro, a +2,92% alle ore 9.29 circa.

Azioni Eni festeggiano la trimestrale: tutti i dati

In un contesto energetico generale dominato da prezzi elevati delle materie prime, con la quotazione media del Brent a 113,78 dollari al barile (+65% rispetto al trimestre 2021) e con i prezzi spot del gas a 1.032 euro (quasi triplicati dal 2021), i conti del secondo trimestre 2022 hanno brillato particolarmente per Eni.

Questi i principali risultati di periodo svelati dalla società:

  • EBIT adjusted di Gruppo: €5,84 miliardi, +13% rispetto al trimestre precedente e più che duplicato rispetto al secondo trimestre 2021, “trainato dal favorevole andamento dello scenario prezzi delle commodity, dai robusti margini di raffinazione e dalla costante attenzione al controllo dei costi e alla performance operativa dei business”;
  • Utile netto adjusted di Gruppo: €3,81 miliardi, con un aumento di €2,9 miliardi rispetto al secondo trimestre 2021;
  • flusso di cassa netto adjusted (ante working capital al costo di rimpiazzo): €5,19 miliardi;
  • Indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 30 giugno 2022: €7,9 miliardi, -€1,1 miliardi rispetto al 31 dicembre 2021

Focalizzandosi sui singoli settori di business, Eni ha evidenziato che il segmento E&P ha registrato un Ebit adjusted di €4,87 miliardi nel secondo trimestre 2022, +11% sul precedente trimestre. La nota ha spiegato che: “la produzione del trimestre è stata pari a 1,58 milioni di boe/giorno, -1% rispetto al secondo trimestre 2021; in leggera riduzione rispetto al trimestre precedente per effetto della forza maggiore principalmente in Libia, Nigeria e Kazakhstan”.

Il settore Global Gas & LNG Portfolio ha avuto una perdita operativa adjusted di €14 milioni, “in linea con la normale stagionalità del business”. Il business Refining & Marketing “ha conseguito risultati molto positivi, registrando un EBIT adjusted di €979 milioni trainato dal significativo rialzo dei margini di raffinazione.”

Plenitude, ovvero la divisione di business retail, renewable & mobilità elettrica ha raggiunto un’Ebit adjusted di €112 milioni (+58% vs. trimestre 2021) “per effetto delle maggiori produzioni di energia elettrica rinnovabile e dei maggiori prezzi di vendita all’ingrosso, nonché della gestione attiva della base clienti confermando la resilienza del nostro modello di business integrato.”

Descalzi ha sottolineato che l’IPO Plenitude è stata soltanto rinviata, ma resta nei piani aziendali.

Buyback e dividendo

Nel comunicato Eni sulla trimestrale è specificato che, per quanto riguarda il dividendo, a maggio è stato pagato il saldo relativo all’esercizio 2021 di €0,43 per azione pari a €1,52 miliardi. La prima rata del dividendo atteso per l’esercizio 2022 di €0,22 per azione sarà messo in pagamento nel mese di settembre 2022.

Sul fronte dell’acquisto di azioni proprie, il nuovo programma buyback da concludere entro aprile 2023, prevede un esborso minimo di €1,1 miliardi, incrementabile fino a un massimo di €2,5 miliardi in funzione dell’andamento dello scenario.

Al 22 luglio, ci sono stati acquisti di 29,4 milioni di azioni al costo di €355 milioni. “A seguito della revisione dello scenario prezzo per il riferimento Brent, previsto a 105 $/bbl per l’intero anno 2022, nonché degli effetti dell’apprezzamento del dollaro e dei più robusti flussi di cassa del Gruppo, è stato aumentato l’impegno di buy-back di un importo di €1,3 miliardi a €2,4 miliardi.”

Le azioni Eni si mantengono saldamente in territorio positivo, con un balzo che sfiora il 3% alle ore 9.56.

Outlook 2022 e impegni Eni sull’approviggionamento

L’ad Descalzi ha dichiarato a commento dei risultati economici che:

“In un contesto di incertezza e volatilità dei mercati, ci siamo attivati rapidamente per garantire nuovi flussi di approvvigionamento. Dopo gli accordi sulle forniture di gas con i nostri partner in Algeria, Congo ed Egitto nella prima parte dell’anno, a giugno Eni è entrata nel progetto North Field East in Qatar, il più grande sviluppo di GNL al mondo. In Africa orientale, abbiamo avviato la produzione di gas del progetto Coral South FLNG operato da Eni, il primo a valorizzare il grande potenziale del Mozambico.”

In vista dell’inverno, la società ha inoltre assunto un ruolo nella ricostituzione degli stoccaggi di gas in Italia.

Per quanto riguarda l’outlook 2022, Eni ha stimato - in un contesto privo di significative interruzioni dei flussi dalla Russia - un utile operativo adjusted di GGP di almeno €1,2 miliardi, una produzione di idrocarburi di 1,67 milioni di boe/giorno, 700 milioni di boe di nuove risorse esplorative attese nel 2022, cash flow adjusted prima del capitale d’esercizio al costo di rimpiazzo è atteso a €20 miliardi allo scenario di 105 $/barile.

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