Le autorità premono per un divieto importante che costringerà gli acquirenti a cambiare abitudini. «Un passo coraggioso»

Ilena D’Errico

25 Gennaio 2026 - 00:56

Questo governo si schiera senza mezzi termini contro l’inquinamento da plastica. Ecco come.

Le autorità premono per un divieto importante che costringerà gli acquirenti a cambiare abitudini. «Un passo coraggioso»

I consumatori non sono sempre pienamente liberi di scegliere, un po’ perché condizionati dalle logiche pubblicitarie e un po’ perché limitati dalle leggi previste dalle autorità. In quest’ultimo caso, i divieti non sono da leggere come intromissioni nella vita dei cittadini, perché almeno nella stragrande maggioranza dei casi sono necessari a perseguire finalità condivise e prioritarie. Eppure, non mancano mai i dibattiti, visto che la legittimità degli scopi non cancella i possibili disagi nella vita delle persone. Tanto sta succedendo a Drakenstein, in Sudafrica, dove le autorità stanno compiendo quello che viene definito come un passo coraggioso e divisivo per tutelare l’ambiente.

Premendo per una nuova limitazione delle plastiche possono ottenere una riduzione dell’inquinamento e la salvaguardia del territorio, ma non senza costringere gli acquirenti a cambiare le proprie abitudini, nella peggiore dei casi subendo anche un aumento delle spese. Sebbene la misura sudafricana sia particolarmente decisa, il tema è diffuso pressoché in tutta la popolazione mondiale. L’inquinamento, soprattutto quello legato alle plastiche, è un problema urgente e massiccio che richiede l’attenzione di tutti. Gli strumenti per contrastarlo sono tuttavia da bilanciare con altri interessi più o meno meritevoli, compreso in certa misura il consenso della cittadinanza.

Un divieto che costringe gli acquirenti a cambiare abitudini

Quello di Drakenstein sarà il primo governo locale sudafricano a vietare completamente le plastiche monouso. Qualche mese fa ha infatti proposto un nuovo regolamento di Gestione integrata dei rifiuti, che vieta l’uso di numerosi articoli in plastica, tra cui:

  • sacchetti;
  • cannucce;
  • cucchiaini e utensili analoghi;
  • prodotti a base di polistirene.

Il Comune sta infatti facendo i conti con un grosso problema legato all’inquinamento, dovendo gestire numerosi rifiuti abbandonati che compromettono l’aspetto del territorio, l’ecosistema e la salute della popolazione. Louis Pienaar, direttore esecutivo di Engineering Services, ha sottolineato a Infrastructure News le difficoltà che il Comune sta affrontando nello smaltimento dei rifiuti in plastica, apprezzando l’impegno messo per risolvere queste criticità.

C’è anche una preoccupazione legata agli effetti delle microplastiche sulla salute, tenendo conto della contaminazione dei corsi d’acqua e delle forniture alimentari dovuta ai problemi di smaltimento e all’abuso di prodotti in plastica non riciclabile. Per questa ragione il governo locale ha deciso di incoraggiare un divieto totale dei prodotti in plastica monouso, partendo da quelli di maggior consumo (e anche tasso di abbandono dei rifiuti).

Di fatto, non c’è modo migliore per smettere di trovare cucchiaini di plastica sulle spiagge che smettere anche di venderli, ma non sempre è così facile. Le autorità, comunque, si stanno muovendo con un approccio misurato e aperto al confronto, che tiene conto delle esigenze dei cittadini pur non spostando l’obiettivo. I consumatori dovranno così cambiare le proprie abitudini, sostituendo i prodotti in plastica con analoghi riutilizzabili.

Un passo coraggioso

Secondo il consigliere Stephen Korabie, sindaco esecutivo del Comune, si sta compiendo un “passo coraggioso verso un futuro più sostenibile per tutti coloro che chiamano questa valle casa”. Le implicazioni del divieto sono evidenti, ma sembrano ben ponderate. Bisogna notare che la proposta è stata aperta, quando ancora in fase di bozza, a tutto il pubblico per ricevere opinioni e consigli fino al 30 novembre 2025, quando poi è stata sottoposta al Consiglio per la decisione finale (attesa entro febbraio).

Le condizioni previste non sono peraltro limitanti come si potrebbe immaginare, visto che viene proposto un cambiamento graduale per favorire materiali riciclabili e riutilizzabili senza penalizzare troppo i cittadini. Per un primo periodo non sono nemmeno previste sanzioni, ma si punta sull’informazione, la sensibilizzazione e la collaborazione, non mancando di offrire alternative per facilitare il passaggio. Per esempio, i classici sacchetti dei negozi potranno essere sostituiti da materiali compostabili o riutilizzabili con uno spessore di almeno 0,03 millimetri.

Viene inoltre proposto un progetto di riciclo con potenzialità di guadagni per gli imprenditori locali, grazie all’impegno comunale. La riduzione di materiali come le plastiche, d’altro canto, è sempre motivo di discussioni. Intanto, c’è il timore di un aumento dei costi per i consumatori (verosimile nel breve termine), ma seguono pure confronti tra i vari materiali inquinanti. Basti pensare che la decisione sudafricana viene contestata in virtù della diffusa abitudine di riusare le buste in plastica dei negozi, al contrario di quanto avviene con gli imballaggi alimentari per esempio. Intanto, comunque, prosegue uno sforzo per ridurre la dipendenza da questo materiale.

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