Automobili, energia e minerali: come cambiano (e dove vanno) gli investimenti cinesi all’estero

Federico Giuliani

22 Ottobre 2024 - 06:43

Nel secondo trimestre del 2024 la Cina annunciato investimenti in Asia per un valore di 9,5 miliardi di dollari, più che in qualsiasi altra regione.

Automobili, energia e minerali: come cambiano (e dove vanno) gli investimenti cinesi all’estero

Sono finiti i tempi in cui la Cina esportava manifattura a basso costo – leggi: oggettistica varia – tra Europa e Stati Uniti, per la gioia dei consumatori occidentali ben felici di acquistare prodotti low cost e per l’orrore, invece, di aziende locali che si vedevano rosicchiare fette di mercato da concorrenti tanto agguerriti quanto impossibili da fermare.

Ci sono voluti quasi quattro decenni, dalle riforme di apertura varate da Deng Xiaoping nel 1978 all’ascesa di Xi Jinping nel 2013 per rompere l’equilibrio internazionale tra il Dragone e il blocco Usa-Ue. Con la Cina diventata una potenza economica e geopolitica, e Washington spaventata dall’ascesa di un simile (e temibile) sfidante, il mondo avrebbe dovuto fare i conti con la guerra dei dazi avallata da Donald Trump, le tensioni internazionali e la minaccia, sbandierata da molti leader occidentali, di effettuare il fantomatico, e per certi versi utopico, decoupling dal Dragone.

Il gigante asiatico, nel frattempo, ha affinato la propria crescita e ha bruciato sul tempo i falchi occidentali. O almeno, in termini di disaccoppiamento dall’Occidente ha dato la sensazione di poter prendere iniziativa prima e meglio degli altri. Basta dare un’occhiata ai nuovi dati raccolti dal Rhodium Group: nel secondo trimestre del 2024, le aziende cinesi hanno annunciato investimenti in Asia per un valore di 9,5 miliardi di dollari, ovvero più che in qualsiasi altra regione. I prodotti di traino? Progetti e beni relativi al settore energetico, a quello dell’automotive (elettriche) e al settore dell’estrazione mineraria.

Gli investimenti della Cina

L’aumento degli investimenti diretti esteri (IDE) cinesi in Asia ha contribuito ad aumentare i numeri complessivi degli investimenti per il trimestre, compensando la brusca flessione nella seconda metà dell’anno scorso.

In ogni caso, nel citato secondo trimestre del 2024 sono stati registrati 167 importanti transazioni di investimenti diretti esteri in uscita annunciate da società cinesi per un valore stimato di 22,38 miliardi di dollari, mentre per la prima metà dell’anno, si parla di 260 investimenti per un valore di 35,28 miliardi.

Scendendo nei dettagli, i progetti green hanno rappresentato l’88% della torta (19,64 miliardi di dollari). Quattro accordi multimiliardari hanno rappresentato il 40% del valore totale: un impianto di lavorazione del petrolio da 2,4 miliardi in Serbia annunciato da China Energy; un sito di polietilene da 2,3 miliardi di Sinopec; un’acciaieria da 1,75 miliardi in Kazakistan da Fujian Hengwang; e un impianto di batterie per veicoli elettrici da1,13 miliardi nella Carolina del Sud da Envision AESC.

Si aggiungono, poi, appena 2,75 miliardi di dollari di acquisizioni. Le principali: quella da parte di Midea dell’attività di Arbonia in Svizzera per 820 milioni e l’aumento della partecipazione di Ganfeng Lithium nel progetto di estrazione del litio di Goulamina in Mali per 342 milioni. Occhio ai settori interessati - investimenti in materiali di base, settore energetico e automobilistico – e pure alla geografia (Asia padrona del campo).

La strategia economica del Dragone

Gli investimenti in materiali di base, metalli e minerali, ha sottolineato ancora Rhodium, hanno superato il trimestre con un totale di 7,78 miliardi di dollari. Due progetti in Kazakistan rappresentano la quota maggiore di tale investimento: un’acciaieria e un impianto chimico. Segue il settore energetico con 6,37 miliardi di dollari di investimenti, compresa la raffineria di petrolio di China Energy e altri investimenti nella generazione di energia solare ed eolica, oltre che nella produzione di apparecchiature per l’energia rinnovabile.

Chiudono il cerchio gli investimenti nel settore automobilistico: 3,76 miliardi di dollari, in gran parte guidati da progetti di produzione nella filiera di fornitura di veicoli elettrici. Il più grande investimento automobilistico di questo trimestre è stato l’ampliamento da 1,13 miliardi di dollari annunciato da Envision AESC del suo stabilimento esistente in South Carolina. Oltre ai fornitori di automobili, Chery ha annunciato i suoi primi due stabilimenti di produzione di veicoli elettrici nel sud-est asiatico, con stabilimenti in Thailandia (400 milioni) e Vietnam (stimato 160 milioni).

Con 9,98 miliardi di dollari, come detto, l’Asia ha rappresentato il 45% dei nuovi investimenti nel secondo trimestre. Il sud-est asiatico continua a essere la maggiore attrazione per gli investitori cinesi, rappresentando circa il 46% del valore degli investimenti cinesi nel continente.

L’Europa, invece, ha attirato 5,50 miliardi di dollari di nuovi investimenti nel Q2 (25% del totale). La Serbia ha registrato la più grande transazione nel trimestre con l’impianto di lavorazione del petrolio da 2,4 miliardi di China Energy International Group. Belgrado ha anche ottenuto altri tre progetti: una centrale solare, una fabbrica di pannelli solari e un’acciaieria. A conferma del trittico che guida la nuova strategia economica del Dragone.