Confermato lo stop alla produzione di auto a benzina e diesel a partire dal 2035

Marco Lasala

30 Giugno 2022 - 13:44

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A partire dal 2035 le case automobilistiche non potranno più produrre auto a benzina e diesel, la conferma arriva dai ministri dell’ambiente dei paesi aderenti all’Unione Europea.

Auto a benzina e diesel non avranno lunga vita. La decisione arriva dall’Unione Europea ed è stata confermata dai ministri dell’ambiente, a partire dal 2025 sarà vietato in Europa commercializzare vettura con alimentazione tradizionale.

L’obiettivo è contenere l’inquinamento atmosferico per raggiungere quali obiettivi in tema di emissioni di CO2 che da tempo prefissato dalla UE: dunque le auto a benzina e diesel nuove, non potranno essere vendute.

Entro il 2050 gli Stati aderenti all’Unione Europea dovranno raggiungere la neutralità del carbonio, la proposta avanzata dall’Italia e da altri stati, di spostare al 2040 l’adeguamento delle emissioni è stata rifiutata.

Stop alla produzione di auto a benzina e diesel entro il 2035: il futuro non è solo elettrico

Ma in tutto questo caos sulle emissioni e sullo stop alla produzione delle classiche motorizzazioni a combustione interna c’è un piccolo spiraglio di luce, perché il Consiglio europeo è favorevole all’utilizzo di nuove tecnologiche, non solo quelle già conosciute che promuovono le alimentazioni elettriche e a idrogeno, una possibile via di fuga consisterebbe nell’utilizzo di combustibili fossili.

L’utilizzo di combustibili sintetici potrebbe agevolare la transizione ecologica ed evitare di far cadere nel nulla un passato fatto di modelli gloriosi e con emissioni relativamente basse.

Entro il 2026 il Consiglio valuterà i progressi compiuti per il completo azzeramento delle emissioni, il tutto in funzione degli obiettivi tecnologici stabiliti dai costruttori, la transizione energetica dovrà offrire pari opportunità alle aziende.

Nella riunione tenutasi in Lussemburgo, i Ministri Europei dell’ambiente hanno accettato e approvato una proroga di cinque anni per l’esenzione degli obblighi di azzeramento delle emissioni per i costruttori di nicchia, coloro che producono meno di 10.000 veicoli l’anno, il tutto fino al 2035.

C’è chi ha battezzato questa proroga “Emendamento Ferrari” perché sembra quasi cucito su misura per quei brand, produttori di supercar, che a fronte di pochi volumi annui, sono rappresentativi di un comparto non ancora pronto per la totale conversione all’elettrico, anche se, come comunicato ufficialmente dalla Casa del Cavallino Rampante e inserito all’interno del suo piano di sviluppo, la prima auto elettrica di Maranello sarà un SUV, arriverà nel 2025 e si chiamerà Purosangue.

Le dichiarazioni di Cingolani sul futuro delle auto a benzina e diesel fanno riflettere

Roberto Cingolani ministro per la transizione Ecologica ha dichiarato: “È chiaro che il 2035 sia una data che impone uno sforzo importante alle aziende. L’Europa vuole anche l’Euro 7, uno standard che alle aziende automobilistiche costa moltissimo e come investimento rischia di sovrapporsi a quello per l’elettrico. Si tratta di una discussione aperta, che nei prossimi mesi dovrà arrivare a sintesi, a convergenza a livello europeo. Mancano due pezzi per favorire la mobilità alla spina. Il primo riguarda lo smaltimento delle batterie, ammesso e non concesso che si faccia tutto quello che si è detto finora per la realizzazione di decine di gigafactory, noi dobbiamo pensare oggi a quanto fare tra 20 anni per smaltire gli accumulatori. In secondo luogo, abbiamo bisogno di una rete di distribuzione elettrica intelligente. Quindi, non dobbiamo perdere tempo, oltre alle infrastrutture dobbiamo lavorare sulla trasformazione della rete elettrica in rete smart. Non basta comprare una Tesla. Questo è anche un problema di sensibilità, bisogna capire che l’auto elettrica non è comprare una Tesla, attaccarla ad una presa e finisce tutto qua. L’auto elettrica richiede una trasformazione epocale”.

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