Sovraffollate, carenti e con un budget che in rapporto ai detenuti si sta riducendo fortemente, risultando sempre più inadeguato a sostenerle. Oggi le carceri italiane ospitano quasi 4 mila persone in più rispetto ad appena un anno fa, secondo l’ultimo aggiornamento presentato dall’associazione Antigone. Nei 189 istituti penitenziari italiani, al 30 giugno 2024, erano presenti 61.480 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare complessiva di 51.234 posti.
Il tasso di affollamento, calcolato come numero di detenuti presenti per cento posti regolamentari disponibili, sarebbe quindi del 120%: nella sua relazione, però, l’associazione ricorda che al 17 giugno c’erano oltre 4.100 posti non disponibili, che perciò portano il dato reale al 130% e a 14 mila il numero di detenuti in più rispetto ai posti letto regolamentari. Un livello troppo alto per il sistema carcerario italiano, che negli ultimi mesi è alle prese soprattutto con la tragedia senza fine dei suicidi dietro le sbarre, arrivati già a 58 dall’inizio dell’anno.
Alla difficile situazione, che porta al peggioramento dello stato di sofferenza dei detenuti, si aggiunge l’ulteriore fattore dell’inadeguatezza dei fondi rivolti agli istituti penitenziari. Le risorse a disposizione del Dap, il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, fanno parte della spesa complessiva del ministero della Giustizia e per il 2024 ammontano a circa 11 miliardi di euro. Della spesa totale solo poco più del 30%, quindi per quest’anno poco più di 3,3 miliardi, serve a finanziare il comparto penitenziario. Considerando una popolazione carceraria di 61.480 unità, attualmente la spesa è di circa 150 euro al giorno per detenuto. Nel giugno del 2023, quando le persone in carcere erano di meno (57.525) e il budget a disposizione era praticamente lo stesso (“solo” 19,6 milioni in meno), la spesa giornaliera per detenuto era di oltre 158 euro.
Di conseguenza, nonostante i fondi siano simili (anzi, nel 2024 in leggero aumento dello 0,6% rispetto al 2023), il sovraffollamento sta portando a una decisa contrazione della spesa in rapporto ai detenuti. E con il budget che resta lo stesso e il numero dei detenuti in aumento, i servizi ovviamente ne risentono. È inoltre bene chiarire che lo stanziamento di 150 euro al giorno per detenuto non corrisponde al vitto, ai servizi o ai compensi per i detenuti lavoranti. Questa cifra serve soprattutto per finanziare le spese di personale, ossia la polizia penitenziaria, che da sole incidono per oltre il 62%; poi i servizi tecnici e logistici legati alla custodia (9%), le spese per personale amministrativo e magistrati (8%) e quelle per il potenziamento e la ristrutturazione delle strutture (6%). Appena il 9,5% del budget giornaliero è speso direttamente per l’accoglienza, il trattamento penitenziario e le politiche di reinserimento e attualmente corrisponde quindi a poco più di 14 euro per detenuto.
Anche se è ormai diffusa la consapevolezza della necessità di più spazio nelle carceri, nel 2024 la voce di spesa relativa alla realizzazione di nuove infrastrutture, potenziamento e ristrutturazione dell’edilizia carceraria si è ridotta del 10,8%, così come è diminuita quella relativa al supporto per l’erogazione dei servizi penitenziari (-8,6%). A essere diminuita rispetto al 2023, di circa 5,9 milioni di euro, è anche la voce di spesa relativa alla fornitura del vitto per le persone detenute.